| Titolo originale | Leanders letzte Reise |
| Titolo internazionale | The Final Journey |
| Anno | 2017 |
| Genere | Drammatico, Guerra, Sentimentale, |
| Produzione | Germania |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Nick Baker-Monteys |
| Attori | Jürgen Prochnow, Petra Schmidt-Schaller, Suzanne von Borsody, Tambet Tuisk Artjom Gilz, Maria Kochur, Yevgeni Sitokhin, Natalia Bobyleva, Kathrin Angerer, Kai Ivo Baulitz, Andreas Patton, Jurij Rosstalnyj, Nina Antonova, Valentina Sova, Georgij Povolockij, Emma Drogunova, Oleg Karpenko, Robert Mika, Irina Platon. |
| Uscita | giovedì 29 marzo 2018 |
| Distribuzione | Satine Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,93 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 3 aprile 2018
Un road-movie della memoria e della ricerca della propria identità. In Italia al Box Office L'ultimo viaggio ha incassato 51,3 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Eduard, a 92 anni, rimane vedovo. La figlia Uli vorrebbe metterlo in una casa di riposo mentre la nipote Adele nutre scarso interesse per il nonno. Ma Eduard ha deciso di andare a riprendersi il passato, quel passato che ha vissuto da cosacco durante la seconda guerra mondiale e in cui ha conosciuto il grande e impossibile amore. Parte così per l'Ucraina, terra ancora oggi di forti contrasti. A seguirlo, del tutto involontariamente, c'è Adele.
Di film che affrontino il tema di un viaggio a ritroso in un passato traumatico, chiunque si interessi al cinema sa di averne visti molti ma il secondo lungometraggio di Nick Baker Monteys presenta delle peculiarità che lo mettono a distanza di ampia sicurezza dal déja vù.
Innanzitutto la continuità con quella linea di riflessione su quanto accaduto sotto il regime hitleriano che nel cinema tedesco ha visto confluire l'impegno di artisti di varia provenienza e formazione culturale. Questa volta però l'intreccio è più complesso perché Eduard Leander era un comandante non della Wermacht ma del secondo Squadrone di Cavalleria Cosacca. Dopo che nel 1941 l'Ucraina era stata invasa dalle truppe germaniche i cosacchi avevano combattuto al loro fianco contro le forze armate dell'URSS. Eduard ha messo tra parentesi questo passato così come ha congelato i propri sentimenti in favore del ricordo di una donna che ora vorrebbe ritrovare.
Quello che però sposta ulteriormente il tiro in favore del film è l'immersione in un presente che non ha smesso di essere conflittuale, rappresentato dal personaggio del giovane Lew. Sono i giorni della rivolta di piazza Maidan e a Kiev ogni singolo nucleo familiare è attraversato da tensioni. Lew ha genitori russi e si sente russo ma è cresciuto in Ucraina e si sente anche ucraino. Quale collocazione può pensare di trovare in un conflitto che mette gli uni contro gli altri gli ultranazionalisti e i filorussi? Baker Monteys trova così l'occasione per farci riflettere su presente e passato non trascurando i sentimenti e ricordandoci, grazie alla inizialmente riluttante Adele, che lasciarsi vivere fingendo che attorno a noi non stia accadendo nulla significa rimanere immobili e vuoti rinunciando a conoscere e a capire.
Ci sono popoli che vivono su una linea di faglia. L’antica stirpe guerriera dei cosacchi, dal XV secolo al servizio dello zar, dopo la rivoluzione di ottobre si schierò con i bianchi contro i bolscevichi. Perseguitati da Stalin, nel ’41 parteggiarono comunque per i sovietici contro gl’invasori nazisti, tranne un gruppo che nella speranza di riacquistare gli antichi privilegi, [...] Vai alla recensione »
Cosacchi, nazisti, Seconda guerra mondiale, amore, morte, nostalgia, truppe sovietiche, rivolta ucraina, viaggio, commozione. Se volessimo praticare l'artificio di un tag su tutti gli elementi - fatti, cose, persone, sentimenti, epoche - di quest'opera appassionante del tedesco Nick Baker-Monteys, saremmo vicini a un record. Perché la vicenda dell'ultranovantenne Eduard Leander (Jùrgen Prochnow), ex [...] Vai alla recensione »