| Anno | 2017 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Germania, USA, Canada |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Milcho Manchevski |
| Attori | Condola Rashad, Sarah Goldberg, Will Janowitz, Sathya Sridharan, Vladimir Bibic Alyssa Cheatham, Gregory Dann, Peter Epstein, Gemma Forbes, Mykal-Michelle Harris, Elaine Hyman, Chukwudi Iwuji, Lauren Lim Jackson, Jeannine Kaspar, Alex Kruz, Irma-Estel Laguerre, Lisa Lakatos, Scott Martin (II), Cliff Moylan, Irungu Mutu, Henny Russell, Roland Sands (II), Brian Sills, Alexis Suarez, Justin L. Wilson. |
| Tag | Da vedere 2017 |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 18 giugno 2026
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CONSIGLIATO SÌ
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Allo sportello sociale di uno dei quartieri più sofferenti di New York, il documentarista Trevor e la sua compagna Kate s'imbattono in una tormentata ex infermiera militare: si fa chiamare Bikini, è una reduce di guerra in Iraq rimasta senza casa né lavoro, madre di una figlia che le è stata portata via. La coppia, magnetizzata dalla sua turbolenta vitalità, decide di girare un documentario su di lei. Dopo vari e squalificanti alloggi di fortuna, la accolgono anche nel loro appartamento. Bikini, però, pian piano porta scompiglio nella loro relazione, fa fermare il film e si dà alla fuga, ma le riprese del doc, tra varie interruzioni, sin dall'inizio erano diventate parte integrante della narrazione.
La quinta regia di Mancevski è un meta-film ad altissima densità emotiva che unisce la tenerezza mai giudicante per una creatura votata all'autodistruzione con l'irritazione mista a impotenza verso società e istituzioni indifferenti che le si agitano intorno.
Ci troviamo di fronte, infatti, a un'opera ipercinetica e composita per stile, spazi, temi,
protagonisti. Alla berlina finisce soprattutto la società dello spettacolo nella sua deriva più
invasiva, con cineprese che si incuneano ovunque pedinando la protagonista e la troupe
del film, distruggendo i confini tra privato e pubblico, forzando sentimenti, deformando
verità, sdoganando la scopofilia in un contesto in cui tutto è spettacolo e quindi niente più
indigna. Deriva attuale oggi più che mai, dato che il film è stato realizzato quasi dieci anni
fa, ma arriverà nei cinema italiani solo dopo l'anteprima alla Mostra di Pesaro 2026.
In questo modo, il cineasta confeziona un cinema altamente sperimentale che aggrega
tutti i formati, che vuole filmare tutto il visibile, che cattura - letteralmente - l'osceno, che
flirta con il cinéma vérité attraverso una rapsodica progressione narrativa fatta di ellissi,
salti temporali e frammenti audio e video volutamente grezzi. Un'opera che riesce a
essere, in disordine, autobiografia, biografia, love story, racconto di come si fa un
documentario, denuncia sociale, radiografia antropologica dell'America del Duemila,
piccolo pamphlet antibellico dalla parte della reduce.
Forzando un po' il paragone si potrebbe anche dire che Mancevski abbia fatto il suo Taxi
Driver al femminile: la città è la stessa, la solitudine, il senso di abbandono, la rabbia verso
il contesto sociale, l'aggressività, i monologhi allo specchio, la spinta all'autodistruzione dei
protagonisti pure, con tanto di trauma bellico all'origine (per Scorsese il Vietnam, per
Mancevski l'Iraq), ma le analogie finiscono qui.
A ben vedere, Bikini Moon mantiene una sua voracità stilistica, una compattezza
discorsiva e uno zigzagare narrativo che nasce dalla volontà di rimanere sempre in
contatto con la straripante prova di Condola Rashad. Inquieta, irosa, traumatizzata,
delirante, seducente, distruttiva, nevrastenica, premurosa, ossessiva, fragilissima. In
ultima analisi, inafferrabile.
Svestita o in abito da sposa, in una bettola o sul ciglio di un'autostrada, sa modulare una recitazione naturalistica che non scivola mai nel macchiettismo né nella caricatura grottesca: da madre nullatenente diventa soggetto di un film, poi vertice di un triangolo amoroso. E poi da innamorata ritorna nullatenente. Semplicemente una donna sulle montagne russe della vita, all'eterna ricerca di quel carro bardato a festa che la porti via da tutti i tormenti.