Il Clan

Film 2015 | Thriller, Drammatico, +13 108 min.

Regia di Pablo Trapero. Un film Da vedere 2015 con Guillermo Francella, Peter Lanzani, Lili Popovich, Gastón Cocchiarale, Giselle Motta. Cast completo Titolo originale: El clan. Titolo internazionale: The Clan. Genere Thriller, Drammatico, - Argentina, Spagna, 2015, durata 108 minuti. Uscita cinema giovedì 25 agosto 2016 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,11 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 1 settembre 2016

Il film, ispirato alla vera storia dei Puccio, responsabili di almeno quattro omicidi tra il 1982 e il 1985, è in concorso alla 72. Mostra del Cinema di Venezia. Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Il Clan ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 131 mila euro e 48,7 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,11/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,32
CONSIGLIATO SÌ
Trapero cede al gusto medio. Impeccabile per regia e racconto, Il Clan manca della miglior personalità del regista..
Recensione di Marianna Cappi
sabato 12 settembre 2015
Recensione di Marianna Cappi
sabato 12 settembre 2015

"Quanto potrà mai durare la democrazia in questo paese?" Al massimo un paio d'anni e si torna indietro. È questo quello che pensano ancora le alte sfere all'indomani della fine di una delle più terribili dittature del dopoguerra, quella argentina. Ne è certo anche Arquimedes Puccio, tranquillo e abitudinario padre di famiglia, che riesuma senza scrupoli l'agghiacciante pratica del sequestro per applicarla ai giovani ricchi del suo vicinato, per conto terzi e per guadagno personale.
Trent'anni dopo il clamoroso arresto del clan Puccio, Trapero racconta questa storia stringendo l'obiettivo su Alejandro, il figlio rugbista di Arquimedes, diviso tra l'obbedienza cieca al patriarca e il dissonante rumore di fondo della coscienza e di un'età naturalmente rivolta al futuro. E chi meglio di Pablo Trapero, verrebbe da pensare, dopo che il regista ha raccontato i peggiori abissi del suo paese riuscendo nell'arte acrobatica di affondare nel dramma senza mai impastarlo di retorica. Tutta via questo è un altro film. Non solo non c'è il Trapero più intenso, ma nemmeno il maestro del montaggio, qui gestito in pieno stile hollywoodiano, alla maniera di un "Blow" e affini. Non fosse per la crudeltà dei fatti narrati, e tirando l'affermazione con l'elastico, si potrebbe quasi parlare di commedia per Il Clan, relativamente al trascorso stilistico del regista, sia chiaro. Dall'uso scanzonato della musica ("Just a Gigolo - I ain't got nobody" sottolinea il bisogno di Puccio di avere i figli dalla sua parte, non potendo fidarsi di nessun altro allo stesso modo) al gusto dell'ingenuità nel racconto della scalata sportiva di Alex, del romance con Monica (Stefania Koessl) e del loro sogno svedese, ci sono tutte la caratteristiche di un film di sicuro appeal, ma decisamente più allineato col gusto medio di questo genere di biopic, persino televisivo, che sulla personalità autoriale che il regista ha mostrato fino ad ora.
Guillermo Francella, che non a caso è un volto notissimo della televisione argentina con un curriculum principalmente leggero, quando non di comico puro, qui subisce un'ulteriore trasformazione dopo l'uso che di lui ha fatto Campanella (Il segreto dei suoi occhi) e passa radicalmente di là dalla barricata, da vittima a carnefice, conservando però quell'aria da amico della porta accanto e quell'affettuosa empatia che qui servono il gioco.
L'immediatezza magistrale della regia di Trapero e l'amara ironia che attraversano il film senza interruzioni, garantiscono un risultato comunque impeccabile, specie perché il ritratto che viene fatto di padre e figlio non sfocia mai nella fascinazione per il male. Il successo di pubblico in Argentina, dove il caso ebbe un fortissimo impatto sull'opinione pubblica, è stato, come prevedibile, immediatamente molto grande.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 8 settembre 2016
Nanni

Argentina anni 80. Il paese alle prime elezioni democratiche postdittatura fa i conti con quel difficile passaggio. Non tutti i responsabili della precedente stagione degli orrori, come sempre accade, sono stati liquidati. Parte della catena del comando politico/militare/burocratico sopravvissuta impunita a quel periodo ora gestisce in proprio come se quasi nulla fosse cambiato, grazie ad una vasta [...] Vai alla recensione »

Frasi
Alejandro: "Si è fatturato almeno il doppio di quanto avevamo previsto. Ho visto una pubblicità sul giornale: "San Isidro, il tuo posto". Mi è piaciuta. Bello, Ma... E tu, Papà, l'hai vista?"
Arquimedes: "No."
Alejandro: "La gente viene da tutto il mondo. Se le cose continuano così, presto dovremo aprire una filiale!"
Dialogo tra Arquímedes Puccio (Guillermo Francella) - Alejandro Puccio (Peter Lanzani)
dal film Il Clan - a cura di Kerstin J. (fonte: http://www.springfieldspringfield.co.uk/movie_script.php?movie=the-clan)
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra De Luca
Avvenire

È cosa nota che i rapimenti siano stati in Argentina uno strumento di controllo politico durante la dittatura militare, al termine della quale si contarono circa trentamila sparizioni. Pochi sanno però cosa accade negli anni immediatamente successivi, quando si cominciò a parlare dei desapaceridos vittime della repressione militare, ma di gente ne spariva ancora.

NEWS
POSTER
mercoledì 15 giugno 2016
 

"Quanto potrò mai durare la democrazia in questo paese?" Al massimo un paio d'anni e si torna indietro. È questo quello che pensano ancora le alte sfere all'indomani della fine di una delle più terribili dittature del dopoguerra, quella argentina.

GALLERY
sabato 12 settembre 2015
Giancarlo Zappoli

Il venezuelano Desde allà vince il Leone d'Oro della 72. Mostra del Cinema di Venezia. Il Premio per la Migliore Regia va a Pablo Trapero (El Clan) mentre - per gli italiani - Valeria Golino vince la Coppa Volpi per Per amor vostro di Giuseppe M.

winner
leone d'argento per la regia
Venezia
2015
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