| Titolo internazionale | Three Touches |
| Anno | 2014 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Marco Risi |
| Attori | Massimiliano Benvenuto, Leandro Amato, Emiliano Ragno, Vincenzo De Michele Antonio Folletto, Gilles Rocca, Matteo Branciamore, Francesca Inaudi, Jonis Bascir, Luca Argentero, Marco Giallini, Claudio Santamaria, Paolo Sorrentino, Maurizio Mattioli, Massimiliano Rossi, Valentina Lodovini, Gianfranco Gallo, Alessia Alciati, Ilaria Camplone, David Carrozzo, Letizia Ciampa, Martina Codecasa, Ida Di Benedetto, Manuel Ferrarini, Marco Guadagno, Marcello Magnelli, Catrinel Marlon, Tony Ofori, Roberta Procida, Lucia Rossi, Gianfranco Salemi, Evan Stern, Gianluca Valente, Francesca Cutolo. |
| Uscita | giovedì 13 novembre 2014 |
| Distribuzione | Ambi Pictures |
| MYmonetro | 2,53 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento martedì 1 ottobre 2024
La storia della squadra di calcio formata da attori/registi (tra cui lo stesso Risi) e fondata negli anni Settanta da Pier Paolo Pasolini.
Tre tocchi è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Max ha quarant'anni e aspetta da sempre il ruolo della vita, Leandro interpreta un trans e drammatizza il suo passato politico in un teatro di Napoli, Emiliano è un doppiatore che sogna il cinema e un flirt con Valentina Lodovini, Vincenzo è un miserabile che 'prega' Dio per un provino e poi abusa delle donne, Gilles è un attore di fotoromanzi che vive la vita come in un fotoromanzo, Antonio è un giovane attore teatrale che spende la sua giovinezza con una vecchia attrice dimessa dal palcoscenico e dalla vita. Rivali nella professione ma compagni in campo, i sei aspiranti attori resteranno una promessa non mantenuta.
Qualcosa di importante non funziona nei Tre tocchi di Marco Risi, qualcosa che respinge per tutta la durata del film e che poi improvvisamente una canzone di Francesco De Gregori emerge e chiarisce. Perché "La valigia dell'attore" interrompe lo smarrimento e 'costruisce' un senso sulle rovine di un film e di una città abitata un tempo dalle storie del cinema. Ambientato quasi interamente a Roma e attraversato da un rigor mortis, Tre tocchi fallisce dove riesce De Gregori, cantando il mestiere dell'attore, arrivando a parteciparlo e a comunicarlo "oltre il buio che c'è". Abbozzati, imprecisi, incolori e qualche volta deprecabili (Vincenzo), i personaggi e le situazioni narrative annullano le consuete dinamiche empatiche, privando lo spettatore del tempo e del modo di entrare in ognuno dei micro racconti che abitano. Lo sforzo interpretativo dei protagonisti, tutti ugualmente enfatici, collassa a contatto con un oggetto narrativo difficilmente identificabile e sospeso tra una vita di imprecazioni e un campo di calcio. Ispirato da un'esperienza personale e dall'impegno sportivo di Pier Paolo Pasolini, in quelle occasioni offerte dalle borgate e da un pallone che si faceva volare e correre, senza contrasti e magari senza mai segnare un goal, Tre tocchi è privo degli argomenti (e dall'argomentazione) che si chiama a rappresentare. Manca il calcio che richiama fin dal titolo ma di cui non coglie i rimbalzi, la performance, il territorio, il linguaggio sacro e poetico. Manca ancora la grazia che Risi cerca 'grevemente' senza trovarla come il suo il pusher ballerino, a cui toccano battute discriminanti che sposano il luogo comune che i danseur siano (in)discutibilmente gay. A Vincenzo De Michele e Gilles Rocca spetta invece 'marcare' il ruolo della donna come oggetto sessuale, ignorando qualsiasi capacità intellettuale e riducendola a puro strumento di diletto sessuale. Ida Di Benedetto, Valentina Lodovini, Francesca Inaudi, Alessia Alciati, Martina Codecasa realizzano loro malgrado nei sogni o nell'intimità del quotidiano, le chiacchiere da spogliatoio di un gruppo di camerati disgraziati in cerca di autore. Un autore di forte impegno civile (Fortapàsc), capace di generare scandalo invece che consolazione, e che adesso preclude allo spettatore qualunque immedesimazione, qualsiasi congiunzione emotiva o logica. Quello che resta dopo la visione di Tre tocchi è uno sguardo attonito e carico dell'impossibilità di toccare altro che non sia la superficie delle figure che abbiamo osservato agitarsi sullo schermo. Tre tocchi perde il contatto con l'essenza, non è e con lui finiscono per non essere tutti i personaggi, che girano a vuoto e si affidano alla rappresentazione: una fila di cliché e situazioni standard. A restare è solo la bella canzone di De Gregori, che cattura la bellezza del gesto e l'effimero senso dell'interpretare una possibile alterità "nel camerino già vecchio tra un manifesto e lo specchio".
ecco un film che non si può ingabbiare in alcun genere e che "genere" lo fa per conto suo. Se volete una trama classica, al sicuro nelle vostre certezze, NON vedete questo film. Era Grace Paley che diceva: “La trama, la linea assoluta tra due punti, roba che ho sempre disprezzato. Non per ragioni letterarie, ma perché non lascia speranze. Chiunque di noi merita un destino aperto nella vita A tutti [...] Vai alla recensione »
Vita da attore di seconda fila. Provini umilianti. Attese sfibranti. Lavoretti tanto per campare. Amanti sempre sbagliate, troppo anziane, troppo possessive, troppo succubi, troppo superiori. E quando un regista finalmente ti convoca, magari ha altri fini. Per fortuna c'è la passione. I brani celebri recitati a memoria. I sogni di gloria. E poi i colleghi, tutti più o meno sfortunati, con cui ritrovarsi [...] Vai alla recensione »