Corn Island

Film 2014 | Drammatico +13 100 min.

Titolo originaleSimindis kundzuli
Anno2014
GenereDrammatico
ProduzioneRepubblica ceca, Spagna, Georgia, Islanda, Corea del sud, Gran Bretagna, Turchia, Israele, USA
Durata100 minuti
Regia diGeorge Ovashvili
AttoriIlyas Salman, Mariam Buturishvili, Tamer Levent .
Uscitagiovedì 20 agosto 2015
TagDa vedere 2014
DistribuzioneCineama
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,38 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di George Ovashvili. Un film Da vedere 2014 con Ilyas Salman, Mariam Buturishvili, Tamer Levent. Titolo originale: Simindis kundzuli. Genere Drammatico - Repubblica ceca, Spagna, Georgia, Islanda, Corea del sud, Gran Bretagna, Turchia, Israele, USA, 2014, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 20 agosto 2015 distribuito da Cineama. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,38 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Attraverso un dramma senza dialoghi, George Ovashvili offre il suo punto di vista sul legame tra uomo e natura.

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Consigliato sì!
3,38/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO 4,14
CONSIGLIATO SÌ
Un film dove l'immagine ha la meglio sulla parola, esibendoci, in tutto il suo crudele splendore, una natura tanto generosa quanto capricciosa.
Recensione di Annalice Furfari
Recensione di Annalice Furfari

Il fiume Inguri segna il confine naturale tra la Georgia e la Repubblica di Abkhazia. I secessionisti hanno reclamato questa porzione del paese, cacciando brutalmente i georgiani che la abitavano. Proprio lungo questa tormentata frontiera, in primavera, lo scioglimento del ghiaccio dà vita a piccole isole itineranti, che si fanno e si disfano a seconda delle stagioni e dei capricci della natura. Un vecchio contadino e sua nipote adolescente si installano in questa terra di nessuno, costruendo una precaria baracca di legno, per coltivarvi il necessario per sopravvivere al rigido inverno. Quando sull'isola compare un ribelle ferito, il già fragile equilibrio di questa insolita coppia si spezza pericolosamente.
Quello diretto dal georgiano George Ovashvili è un film che indaga tra le pieghe dei conflitti. In primo luogo, il difficile rapporto tra uomo e natura, cristallizzato nel tentativo ancestrale di dominare, a mani nude, un ambiente riottoso, pronto a sottrarre con violenza ciò che un attimo prima aveva dato. In seconda battuta, c'è la lotta fratricida tra due popoli, che si manifesta nella presenza dei soldati georgiani che pattugliano il confine con le loro barchette, alla ricerca dei ribelli. Sopraggiungono molesti, così come il rumore degli spari nella notte, a turbare la quiete della vita del contadino, scandita solo dai ritmi di un lavoro paziente, in balia della natura. Il terzo contrasto, non meno importante, è quello tra la prudente saggezza dell'uomo anziano e l'incosciente desiderio di emozioni della nipote sulla soglia dell'adolescenza. La routine lenta e faticosa che li unisce, al contempo li divide, determinando il sentore strisciante di una deflagrazione che non si consuma mai veramente. Almeno non a parole, in un'opera dove gli sguardi, le inquadrature - carrellate o movimenti di macchina a mano - e la fotografia in 35 mm - contano molto più dei dialoghi, ridotti all'osso per l'intera durata del film.
Un film da festival, in cui la sceneggiatura è scarna, al pari delle battute, e il ritmo è dilatato. Un film dove l'immagine ha la meglio sulla parola, esibendoci, in tutto il suo crudele splendore, una natura tanto generosa quanto capricciosa. Il regista ce la mostra con estremo realismo, ai limiti del documentario. I due attori protagonisti contribuiscono a rafforzare questa poetica del reale, agendo davanti alla macchina da presa con grande naturalezza, parlando solo con gli occhi: solcato, lui, dalla fatica dell'età e dalle intemperie della vita - ma nonostante tutto determinato e teneramente preoccupato per la nipote - e animata, lei, da un bisogno di vita che la spaventa e la incoraggia al contempo. In questo deserto di comunicazione, non è tanto la parola a mancare, quanto le risposte alle domande che questa storia incompiuta di uomini suscita. Curiosità e desiderio di emozioni più forti che il regista non soddisfa, interessato più ai capricci della natura che a quelli degli uomini.

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CORN ISLAND
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 7 settembre 2015
buio in sala

 Togliete il superfluo dalla vita di un uomo. E poi ancora, spogliatelo di quel che resta. Fin quando ne rimarrà l’essenza: il perimetro del suo corpo, il profondo dei suoi occhi, i calli sulle mani, meno del minimo indispensabile per sopravvivere, una crosta di pane, un sorso d’acqua. Quando una coperta lisa sembra un lusso.

venerdì 21 agosto 2015
Lavinia Santenocito

La contemplazione di George Ovashvili si divide armoniosamente tra uomo e natura circostante. Da una parte un anziano contadino e la giovane nipote quasi donna lavorano con perizia al loro campo di mais e con religioso rispetto per quel fiume che li ospita. Dall’altra la minuscola isola li accoglie donando loro riparo, terreno da coltivare, per edificare una baracca di fortuna e lavorare il pesce [...] Vai alla recensione »

domenica 16 agosto 2015
Fontedante

Un vecchio, sua nipote e un isolotto. Al confine armato tra Georgia e Abcasia un fiume dà e prende la vita, regala e distrugge piccole isole dove coltivare granturco, e il conto alla rovescia è scandito dalle stagioni. Il ritmo contadino raccontato dal regista George Ovashvili ha radici ancestrali ma viene interrotto dalle visite dei militari in ricognizione.

lunedì 24 agosto 2015
Red Screen

Un film epico, coraggioso ed idealista questo Corn Island. Nella purezza e ferocia visiva ricorda Dersu Usala, nel suo essere coraggiosamente quasi muto The Artist, nell’epica dello sforzo dell’uomo contro la natura Moby Dick. Volteggia tra alti paragoni questo piccolo film Georgiano, che racconta degli sforzi dell’uomo per sopravvivere in una "terra di nessuno” formata [...] Vai alla recensione »

domenica 30 agosto 2015
kaipy

Tre personaggi: un vecchio, una ragazza, un ribelle; la natura, la guerra.  Il vecchio a mani nude possiede una saggezza ancestrale. La terra è di chi la crea non appartiene agli uomini ma alla natura stessa come l'isolotto, nato dal disgelo e distrutto dalla corrente, come la vita dell'uomo e degli animali. Una ragazzina prende consapevolezza del suo corpo, del suo essere donna, [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 ottobre 2015
BARONE DI FIRENZE

Un film che ti lascia la bocca amara per la sua conclusione, il dialogo è scarso ma essensiale in quel contesto, le guerre civili fanno da sfondo nebuloso come una mera cornice. La ragazzina con la bigotta che poi appende perchè diventata donne è una metafora che imprime il segno della vita che si trasforma. La giovane donna che spontaneamente ha la voglia di giocare con il bel [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 ottobre 2015
Toro Sgualcito

Un film quasi epico sulla lotta dei contadini contro la natura in una terra afflitta dai conflitti militari. Un vecchio contadino, sua nipote e una piccola isola precaria sono i protagonisti. Il soggetto di questo film è interessante e potenzialmente ricco di molti aspetti simbolici, la realizzazione però mi è parsa molto appesantita dalla retorica.

venerdì 17 giugno 2016
no_data

Intenso, assoluto.Da non perdere

martedì 22 marzo 2016
Aldo Marchioni

Se cercate una trama avvincente, azione, inseguimenti, eccetera, non andate a vedere questo film. I tempi sono straordinariamente dilatati, il dialogo è talmente essenziale e ridotto da qualificare il film come praticamente muto. Questo non significa che non succeda nulla: ma tutto succede all'ultimo capitolo, come nel libro di Moby Dick.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Sul fiume Inguri, al confine tra la Georgia e il territorio caucasico indipendentista dell'Abcasia, un vecchio contadino e la nipote si stabiliscono su una lingua di terra effimera ma fertile, che presto sarà sommersa dalle acque. Coltivano il granturco per l'inverno; ma a turbare le loro giornate sono i soldati che fanno la ronda sul fiume cercando di attirare l'attenzione della ragazzina.

Alice Sforza
Il Giornale

Il rapporto tra uomo e natura è al centro del film del georgiano George Ovashvili. Da una parte, il fiume Inguri che, trascinando zolle di terreno, forma delle isole, di breve durata, ma utili, ai contadini locali, per coltivare e raccogliere il granturco. Dall'altra, un nonno e una nipote adolescente che proveranno a garantirsi il sostentamento non senza problemi, tra i pericoli ambientali e umani [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Hanno voglia a parlar male dello storytelling, che ormai sembra all'origine di tutti i mali culturali e politici dell'universo (a guardarlo in prospettiva, sta a questi anni di crisi come il "consumismo" stava ai decenni più fortunati: un bel capro espiatorio su cui gettare le colpe allontanandole da noi). Lo storytelling è necessario, oltre che generoso di piaceri.

Angela Calvini
Avvenire

Nelle sale italiane travolte da stasera dal rutilante Mission Impossible. Rogue Nation, quinto capitolo della saga sbanca botteghini interpretata e prodotta da Tom Cruise, spunta un film che ne è l'esatto opposto. Corn Island (L'isola del mais) del georgiano George Ovashvili, è una pellicola piccola quanto potente, che del silenzio e della placidità fa la sua forza per raccontare i conflitti (quelli [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
venerdì 14 agosto 2015
 

Il fiume Enguri è una terra di nessuno, un confine naturale tra due paesi rivali, in guerra da quasi vent'anni: la Georgia e l'Abkhazia. Ed è proprio all'interno del fiume, su un'isoletta itinerante e dimenticata da tutti, che si svolgono le vicende raccontate [...]

NEWS
venerdì 23 gennaio 2015
 

Si è conclusa ieri sera la 26a edizione del Trieste Film Festival, il principale appuntamento italiano con il cinema dell'Europa centro-orientale. Il pubblico ha decretato i seguenti vincitori: CONCORSO LUNGOMETRAGGI Il PREMIO TRIESTE al Miglior [...]

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