Corn Island

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Un film di George Ovashvili. Con Ilyas Salman, Mariam Buturishvili, Tamer Levent Titolo originale Simindis kundzuli. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 100 min. - Repubblica ceca, Spagna, Georgia, Islanda, Corea del sud, Gran Bretagna, Turchia, Israele, USA 2014. - Cineama uscita giovedì 20 agosto 2015. MYMONETRO Corn Island * * * - - valutazione media: 3,44 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
francesco polo lunedì 7 settembre 2015
lampi di poesia dalla terra di nessuno Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
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 Togliete il superfluo dalla vita di un uomo. E poi ancora, spogliatelo di quel che resta. Fin quando ne rimarrà l’essenza: il perimetro del suo corpo, il profondo dei suoi occhi, i calli sulle mani, meno del minimo indispensabile per sopravvivere, una crosta di pane, un sorso d’acqua. Quando una coperta lisa sembra un lusso. E perfino parlare diventa inutile.
Corn Island è un film primordiale. Il regista George Ovashvili ci precipita sul fiume Inguri, confine naturale tra la Georgia e l’Abkhazia. Un vecchio contadino, con una barca di legno e la sua sapienza, prende possesso di un isolotto che la stagione fa riaffiorare dalle acque. Un regalo temporaneo della natura, con l’inverno quella terra tornerà a far parte del letto del fiume. [+]

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lavinia santenocito venerdì 21 agosto 2015
poi arriva il film che non ti aspetti: corn island Valutazione 4 stelle su cinque
88%
No
13%

La contemplazione di George Ovashvili si divide armoniosamente tra uomo e natura circostante. Da una parte un anziano contadino e la giovane nipote quasi donna lavorano con perizia al loro campo di mais e con religioso rispetto per quel fiume che li ospita. Dall’altra la minuscola isola li accoglie donando loro riparo, terreno da coltivare, per edificare una baracca di fortuna e lavorare il pesce pescato con le nasse.
Tutto, o quasi, è silenzio verbale, ma il gorgoglìo del corso d’acqua, il rumore della vanga e lo scricchiolìo della porta segnano il tempo che passa, il lavoro che produce frutti. La volontà del regista è chiara: mostrarci uno scorcio di umanità assoluta, ai confini del nostro mondo, ma anche del proprio. [+]

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fontedante domenica 16 agosto 2015
una magistrale favola cruda ai confini dell'europa Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Un vecchio, sua nipote e un isolotto. Al confine armato tra Georgia e Abcasia un fiume dà e prende la vita, regala e distrugge piccole isole dove coltivare granturco, e il conto alla rovescia è scandito dalle stagioni. Il ritmo contadino raccontato dal regista George Ovashvili ha radici ancestrali ma viene interrotto dalle visite dei militari in ricognizione. Il duro lavoro della terra rende Corn Island un film da calpestare, pagaiare, annusare come l’isolotto dei suoi protagonisti. Magistrale attenzione al suono come alla luce, ogni inquadratura ha una profonda concezione fotografica ancora di più nell’ordinata composizione, tanto da utilizzare un linguaggio filmico molto vicino a quello del reportage, e dimostrando quanto il cinema certe volte riesca ad essere tattile. [+]

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red screen lunedì 24 agosto 2015
un piccolo capolavoro di poesia visiva Valutazione 5 stelle su cinque
83%
No
17%

Un film epico, coraggioso ed idealista questo Corn Island. Nella purezza e ferocia visiva ricorda Dersu Usala, nel suo essere coraggiosamente quasi muto The Artist, nell’epica dello sforzo dell’uomo contro la natura Moby Dick. Volteggia tra alti paragoni questo piccolo film Georgiano, che racconta degli sforzi dell’uomo per sopravvivere in una "terra di nessuno” formata dai capricci di un fiume conteso tra Georgia ed Abkhasia. Delle isole temporanee, che si formano ogni anno nella stagione estiva, fertili, che un nonno decide di colonizzare nonostante i combattimenti del confine, per coltivare il mais necessario alla sopravvivenza dell’inverno. Quando porta con sé la nipotina orfana, alle soglie dell’adolescenza, risveglia l’interesse dei miliari dai due lati del fiume, che faticherà non poco a contenere. [+]

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kaipy domenica 30 agosto 2015
bello Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Tre personaggi: un vecchio, una ragazza, un ribelle; la natura, la guerra. 
Il vecchio a mani nude possiede una saggezza ancestrale. La terra è di chi la crea non appartiene agli uomini ma alla natura stessa come l'isolotto, nato dal disgelo e distrutto dalla corrente, come la vita dell'uomo e degli animali.
Una ragazzina prende consapevolezza del suo corpo, del suo essere donna, dei suoi desideri naturali, istintivi.
Immersi nel fluire del fiume, della natura, del tempo. I suoni della guerra. Soldati georgiani che pattugliano il fiume in cerca di ribelli. Spari nella notte. Morte. 
Un ribelle ferito si nasconde nell'isolotto. [+]

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barone di firenze lunedì 12 ottobre 2015
onirico-incubo Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Un film che ti lascia la bocca amara per la sua conclusione, il dialogo è scarso ma essensiale in quel contesto, le guerre civili fanno da sfondo nebuloso come una mera cornice. La ragazzina con la bigotta che poi appende perchè diventata donne è una metafora che imprime il segno della vita che si trasforma. La giovane donna che spontaneamente ha la voglia di giocare con il bel soldato in una miscellanea fra ludico e sensuale da il senso di un amore in embrione e  l'opposizione del nonnonon  è che l'infinita diatriba fra le generazioni. il Film girato In un piccolo lembo  di terra fa vedere di tutto di piu:  un'insana guerra civile come tutte le guerre fraticide, il lavoro e il sudore,  un amore che non ha il tempo di sbocciare, la fame e la povertà, infine la tragedia e la morte. [+]

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toro sgualcito lunedì 5 ottobre 2015
quasi epico Valutazione 3 stelle su cinque
50%
No
50%

Un film quasi epico sulla lotta dei contadini contro la natura in una terra afflitta dai conflitti militari. Un vecchio contadino, sua nipote e una piccola isola precaria sono i protagonisti. Il soggetto di questo film è interessante e potenzialmente ricco di molti aspetti simbolici, la realizzazione però mi è parsa molto appesantita dalla retorica. La scarsità di dialoghi è una scelta precisa che si adatta abbastanza bene al racconto della storia. Molta attenzione è rivolta quindi anche alle immagini ma con qualche discontinuità. Gli ambienti naturali nei quali la storia è ambientata hanno bellezza e poeticità per loro conto mentre la fotografia del film, pur con qualche idea, ne resta un po’ attonita. [+]

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