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Ultimo aggiornamento venerdì 29 maggio 2015
Jean-Pierre Jeunet torna a girare un film in inglese, e questa volta in 3D: un film d'avventura tratto dal romanzo di Reif Larsen. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Cesar, In Italia al Box Office Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet ha incassato 125 mila euro .
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T.S. Spivet ha dieci anni e vive in un ranch sperduto nel Montana insieme ai genitori e alla sorella Grace. T.S. Aveva un gemello, Layton, morto in un incidente con il fucile. Layton giocava a fare il cowboy, tutto muscoli e lazo. T.S. invece ha un'intelligenza superiore alla media, raccoglie dati e sperimenta. Ha inventato la macchina a moto perpetuo e ha spedito i suoi progetti. Un giorno il telefono squilla. L'istituto Smithsonian vuole conferirgli il premio Baird e T.S ora deve andare a Washington D.C. a ritirarlo. Nessuno ovviamente sa che lui è soltanto un bambino. Così, alle quattro della mattina, inizia l'avventura a bordo di un treno merci.
Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet è un viaggio al contrario, da ovest verso est, in antitesi con il mito da frontiera americana. È un ritorno all'origine, un cammino solitario in cui il distacco dalla famiglia rigenera relazione. È un percorso spirituale, naturale processo silenzioso di accettazione della perdita. Metabolizzare l'assenza per rinascere. E riscoprirsi non solo intelletto, ritrovare in se stessi il lato mancante. Complementare.
Lo straordinario viaggio di T.S Spivet racconta un'America dimenticata, lirica e meravigliosa. Un'America sconfinata, ripresa poeticamente grazie ad una tecnica 3D sempre funzionale alla narrazione.
Un mondo descritto attraverso gli occhi di un piccolo genio. E il parallelismo è facile, immediato. Un bimbo che inventa cose e un regista che crea storie. Jean-Pierre Jeunet è un artigiano, uno che si sporca le mani e, con il suo stile inconfondibile, plasma materia cinematografica. Scrive, disegna, riprende e dirige. La tecnica e la poesia si mescolano nell'unico grande obiettivo della creazione di un mondo unico, reale e immaginario. Fantasioso, appunto. Ci si trova nella favola onirica di un bimbo simile per natura ai coetanei Hugo Cabret e Pi. E i coetanei in sala, intanto, hanno accolto con lunghi applausi le divertenti avventure del piccolo genio. Non solo battiti di mani, ma boati e urla felici. Sono bambini, e sono il termometro della verità. E al Festival Internazionale del Cinema di Roma Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet ha conquistato un po' tutti, grandi e piccini.
L'ultima opera di Jeunet (di cui avevo visto "Il favoloso mondo di Amelie") mi ha lasciato sensazioni positive, un diffuso senso di leggerezza ormai insolito in questi ultimi tempi, dominati da eventi plumbei e regressivi. Già nei titoli, il regista francese illustra la sua poetica. I riferimenti al "favoloso" e allo "straordinario" rimandano a favole [...] Vai alla recensione »
La fonte di ispirazione è un romanzo, Le mappe dei miei sogni nell'edizione italiana 2010 ( The selected works of T. S. Spivet nell'originale inglese pubblicato l'anno prima) dello scrittore statunitense Reif Larsen. La confezione del libro rappresenta graficamente la passione cartografica del piccolo protagonista essendo la scrittura accompagnata e arricchita da mappe e disegni.