| Anno | 2013 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA, Gran Bretagna |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Park Chan-wook |
| Attori | Mia Wasikowska, Matthew Goode, Nicole Kidman, Jacki Weaver, Alden Ehrenreich Ralph Brown, Judith Godrèche, Wendy Keeling, Phyllis Somerville, Lauren E. Roman, Harry P. Castros, Amelia Young, Barry Sheeley, Peg Allen, Tyler von Tagen, Lucas Till, Dermot Mulroney. |
| Uscita | giovedì 20 giugno 2013 |
| Tag | Da vedere 2013 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,02 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 12 maggio 2016
Una ragazza adolescente, in lutto per la morte del padre, si occupa dello zio che si presenta misteriosamente per incontrare la famiglia. In Italia al Box Office Stoker ha incassato 119 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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India Stoker è una ragazza sensibile e introversa, che vive con la famiglia in una bella villa isolata nella campagna americana. Il giorno del suo diciottesimo compleanno, l'amato padre muore in un incidente e, a casa Stoker, si presenta lo zio Charlie, fratello più giovane del padre, della cui esistenza India è sempre stata tenuta misteriosamente all'oscuro.
Il sudcoreano Park Chan Wook debutta in lingua inglese con un cast e un copione che sembrano di sua diretta emanazione, tanto rispondono alle caratteristiche di eleganza, claustrofobia sociale e confidenza con l'inquietudine che fanno da sempre il suo cinema.
Come già in Thirst non c'è scandalo alcuno nel vampirismo secondo Park. Il morso è quello del desiderio, al quale i personaggi del film non possono resistere, anche se ognuno di loro imparerà a suo modo a gestirlo. E non c'è sangue, in scena: l'arma rappresentata dalla cintura ha, anzi, la funzione del laccio emostatico, che trattiene, rigonfia, prepara. Sostituiscono il liquido rosso: il vino, di cui lo zio Charles è intenditore, e l'inchiostro nero delle lettere da lui vergate, che si porta appresso la reminiscenza del romanzo epistolare che rese (Bram) Stoker immortale (e in questo capitolo, leggerissimo, appena accennato, possiamo annoverare anche il ragno che si arrampica sulle gambe di India, possibile trasformazione zoomorfa del nuovo inquilino).
La prima metà del film contiene le soluzioni visive più interessanti e la sensazione che tutto possa accadere; probabilmente la sensazione più importante, e oggi più rara, che lo spettacolo cinematografico possa riservare.
La rivelazione della natura eccezionale della protagonista apre il film, ma impiegherà poco meno della sua intera durata per esplicitarsi. Siamo, infatti, anagraficamente e metaforicamente - come sempre in questi casi- sulla soglia della maturazione, della fuoriuscita dalla bambagia dell'infanzia e della scoperta di sé, innescata dal primo turbamento sessuale. Ma Park, appunto, non racconta la deflagrazione, preferendo concentrarsi sul momento preparatorio, sull'accumulo della tensione e della domanda. In questo senso, il triangolo domestico tra il pericoloso zio Charlie, la silenziosa ragazzina sul punto della ribellione e la patetica vedova di plastica incarnata da Nicole Kidman è carico di efficaci echi hitchcockiani e nabokoviani e dà luogo ai momenti più espressionisti e riusciti del film.
Parabola della liberazione dalla morsa ereditaria, attraverso il suo superamento e parziale inglobamento, Stoker , giunto a maturazione, anziché chiudersi su se stesso si apre alla vita, in un finale diurno, splendidamente fotografato.
Il regista coreano Park Chan-wook dopo aver eviscerato il fascino della vendetta, omologandolo in una trilogia-antologia, sbarca nel circuito cinematografico occidentale con questo “Stoker” che rievoca e rielabora due capisaldi di quel culto horror-thriller tipicamente occidentale: Bram Stoker (leggi Dracula) e Alfred Hitchcock, maestro indiscusso del thriller d'atmosfera.
India Stoker è una liceale introversa e solitaria, presa di mira dai bulli della scuola. Già borderline, la ragazza resta sconvolta dalla morte del padre (che amava molto) in uno strano incidente stradale; né sua madre Evelyn, che si aggira per la grande casa di campagna con un bicchiere di vino rosso perennemente in mano, sembra in grado di aiutarla.