| Titolo internazionale | A Liberal Passion |
| Anno | 2013 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Marco Ponti |
| Attori | Valentina Lodovini, Alessandro Preziosi, Vinicio Marchioni, Eva Riccobono Geppi Cucciari, Jurij Ferrini, Glen Blackhall, Hairi Vogel, Fabio Ghidoni, Rosabell Laurenti Sellers, Giancarlo Previati, Marco Felli, Chiara Paoli, Gabriele Vacis, Mauro Mao Gurlino, Valentina Beotti, Mauro Di Silvestre, Sabrina Broso, Lucilla Colloridi, Gioia Mastalli, Celeste Cenciotti, Samanta Togni, Valeria Perri, Giulia Scardino, Claudia Knyspel, Patrizia Baffioni, Marco Travaglio, Lisa Marzoli, Luca Bianchini, Thomas Dhorn, Cristiano Spadavecchia. |
| Uscita | giovedì 18 aprile 2013 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,44 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 11 marzo 2014
Nina e Giulio, così opposti tra loro, casualmente si incontrano. Ed è odio a prima vista. Ma presto tutto è destinato a cambiare. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Passione sinistra ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 774 mila euro e 351 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Nina "è animata da solidi ideali di sinistra, ha mille cause perse per cui combattere e la testa sempre tra le nuvole". Giulio è ricco, arrogante, maschilista, va in palestra ma non fa sport e prende lezioni di stile dalle riviste di moda uomo. Tutto contribuirebbe a dividerli, invece a farli incontrare è la splendida villa al mare che Nina eredita dal padre e che Giulio vuole acquistare. Un incontro che potrebbe diventare una lezione di vita e di political incorrectness, non solo per loro ma anche per il micro (o macro?) cosmo che li circonda.
Al suo terzo film da regista dopo Santa Maradona e A/R andata e ritorno, e dopo due sceneggiature trasposte al cinema da altri (L'uomo perfetto e Cardiofitness), Marco Ponti scrive e dirige questa commedia sentimentale dalle venature sociopolitiche liberamente tratta dal romanzo Una passione sinistra di Chiara Gamberale, e il risultato è un prodotto (termine del quale sottolineiamo la componente industriale) che ha il sapore agro di un'occasione mancata. Perché più che "ironico e disincantato", come lo descrivono i suoi autori, Passione sinistra appare più che altro qualunquista.
Il qualunquismo, per la verità, potrebbe essere la principale chiave di lettura della storia, il che di per sé non sarebbe affatto un male. "È evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o di destra", esordisce la (solita) voce fuori campo sulle sequenze inziali. "Siete rimasti tu e alcuni talebani a credere ancora a destra e a sinistra", osserva Martina, la pragmatica amica di Nina interpretata da Geppy Cucciari. Ma dato che a fare le spese di questa scarsa serietà è un Paese attualmente in seria crisi, anche una commedia leggera avrebbe la responsabilità di non fermarsi in superficie, magari attingendo alla nostra ricca tradizione nazionale.
Invece Ponti, come già in A/R andata e ritorno, tende a subire la seduzione della forma - il montaggio veloce, lo split screen, le scritte in sovrimpressione - a scapito del contenuto e persino nella gestione dei dialoghi, che erano la forza e la freschezza di Santa Maradona, è disomogeneo: alla fulminea nitidezza "segno dei tempi" dello scambio di battute fra il datore di lavoro che ingaggia la candidata (Lui: «Soldi. Pochi» Lei: «Grazie») fanno da contrasto quasi tutte le banalità esternate dall'oca di turno, Simonetta, amante di Giulio: anche le oche dovrebbero avere coerenza di stile, almeno al cinema.
Un altro peccato perché Simonetta è interpretata dalla top model Eva Riccobono con una misura di grazia che ammortizza l'improbabilità delle sue uscite, ed è gradevole la sua interazione con Bernardo, il fidanzato storico di Nina, sedicente intellettuale in realtà romanziere da supermercato (anche se pubblicato da Feltrinelli), cui Vinicio Marchioni presta la simpatia e la faccia da schiaffi. I dialoghi di Bernardo («Finché non mi confermano che vado da Fazio non riesco a concentrarmi») sono i più paradossalmente credibili in un contesto in cui proprio la precisione, al di là della confezione glamour, viene a mancare. I dettagli d'ambiente, le location, l'oggettistica sono spesso fuori fuoco (o fuori tempo, o fuori personaggio, o fuori budget rispetto ai personaggi): il che è inspiegabile, da parte di un regista che riesce ad azzeccare riferimenti esatti come il saggio di Derrida in mano ad un frequentatore del Circolo Canottieri Lazio.
Dal punto di vista dell'aderenza all'attualità il personaggio più riuscito, in un'ottica surreale al limite del parodistico, è l'aspirante sindaco rottamatore Andrea Splendore, che ripete come un mantra «siamo con i giovani, con l'ambiente, il bio, la rete» spacciando i propri slogan per contenuti. Se Passione sinistra si fosse concentrato solo su Splendore e il suo sicofante forse avrebbe azzeccato la cifra giusta, in perfetta aderenza di forma rileccata e carenza di sostanza.
Invece insiste su una trama romantica in cui non si capisce mai quale possa essere il punto di contatto fra i due protagonisti, al di là della passione intesa come mera attrazione sessuale. Un po' poco, per una commedia che potrebbe invece indagare la possibilità di un incontro umano, ancor prima che sentimentale, fra persone che si credono diverse ma sono costrette a riconoscersi come membri della stessa specie. Così quando la saggia Angelica, sorellina di Giulio, dice al fratello: «C'è il rischio che quella là ti faccia diventare un essere umano», noi spettatori continuiamo a fare sonni tranquilli.
Commedia dove viene presentato il rapporto e poi l'unione sentimentale che viene a crearsi tra una giovane donna (Valentina Lodovini) politicamente impegnata a sinistra ed un giovane manager (Alessandro Preziosi) politicamente impegnato nella posizione contraria di destra. I due individui verranno in contatto a seguito della compra-vendita della casa del defunto padre di lei e da qui, dopo [...] Vai alla recensione »
Passione sinistra perché la protagonista Nina (Lodovini) è una militante di sinistra (ambientalista, femminista e salutista) un giorno «sinistramente» attratta da Giulio (Preziosi), uomo di destra da capo a piedi: per abbigliamento firmato, innata tracotanza maschile, cinico pragmatismo e sfoggio di ricchezza Dal romanzo della Gamberale, Marco Ponti trae una commedia intesa a mettere alla berlina entrambe [...] Vai alla recensione »