La gelosia

Film 2013 | Drammatico, 77 min.

Regia di Philippe Garrel. Un film Da vedere 2013 con Louis Garrel, Anna Mouglalis, Rebecca Convenant, Olga Milshtein, Esther Garrel. Cast completo Titolo originale: La Jalousie. Titolo internazionale: Jealousy. Genere Drammatico, - Francia, 2013, durata 77 minuti. distribuito da Movies Inspired. - MYmonetro 3,11 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 giugno 2014

In Italia al Box Office La gelosia ha incassato 14,6 mila euro .

Consigliato sì!
3,11/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,83
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
L'ennesimo e ineludibile frammento di un discorso amoroso intorno alla separazione.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 5 settembre 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 5 settembre 2013

Louis ha trent'anni, una figlia e una compagna che lascia per un'altra. Attore di teatro, a cui piace flirtare e fare lunghe passeggiate, Louis è 'definitivamente' innamorato di Claudia, un'attrice che adora Majakovskij e da alcuni anni ha appeso la 'maschera' al chiodo. Gelosa e imprevedibile, Claudia ama Louis di un amore libero che 'giace' con amanti occasionali. Insofferente alla vita domestica e a un appartamento troppo piccolo per il suo ego, Claudia trova lavoro come archivista nello studio di un architetto che diventa molto presto il suo amante. Ignaro Louis le dichiara ogni giorno il suo amore, camminando per parchi e per ore con lei e la figlioletta, a cui lo lega un amore tenero e infinito. Abbandonato bruscamente da Claudia, Louis è inconsolabile fino al (tentato) suicidio, a cui metteranno riparo la figlia, la sorella e il teatro.
Girato letteralmente 'in casa', La gelosia attinge personaggi ed eventi dal vissuto biografico di Philippe Garrel. Coerente al suo discorso cinematografico, che combina la sperimentazione linguistica all'esperienzialità esistenziale, La gelosia drammatizza il tradimento del padre (Maurice Garrel), interpretato dal figlio Louis dentro le infinite tonalità del bianco e del grigio. Sacrificato con la madre all'amante, il regista francese non ha mai dimenticato la gelosia nutrita ieri e testimoniata oggi dal suo cinema poetico, che da sempre privilegia la forma, dimostrando con appassionante perseveranza l'inesauribilità dell'immagine nella descrizione della realtà.
In bilico tra desiderio e impossibilità di governare e comprendere i sentimenti, La gelosia è l'ennesimo e ineludibile frammento di un discorso amoroso intorno alla separazione, all'esigenza irrealizzabile dei suoi personaggi di impedire la perdita e subire l'assenza. L'uomo, la donna e la bambina, figure archetipiche che assumono un ruolo centrale nelle opere dell'autore, cercano di trattenere le persone amate il più a lungo possibile, rassegnandosi poi a vederle svuotare l'armadio, preparare la valigia e infilare la porta. I personaggi del primo periodo del cinema dell'autore, volti primordiali e lontani da identità di ruolo riconoscibili, incarnano oggi i volti cari e familiari del genitore e dei figli, Louis e Esther Garrel, metafore in carne ed ossa della tensione continua a qualcosa che si sottrae e che si nega. La gelosia intende allora l'amore come uno stato di allarme incessante che rende il possesso e un "ti amo" definitivo ed ultimo impossibile.
Affiancato dalla volubile Claudia di Anna Mouglalis, Louis Garrel, dimensione 'fisica' del cinema paterno, è un seduttore sedotto segnato dall'ansia insoddisfatta di chi non riceve risposte. Perché la gelosia, secondo Garrel, è un'emergenza, uno stato emotivo che non si risolve. Alla gelosia, come all'amore non c'è soluzione. Più vicino a uno stile narrativo e tradizionale, ma non per questo accademico, La gelosia ribadisce l'irriducibilità di un'artista che non smette di interrogare il sociale e il politico affondando nelle profondità e nella quotidianità dell'uomo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 30 giugno 2014
Flyanto

 Film in cui si racconta dell'esistenza di un giovane attore non ancora affermato e pertanto affatto benestante il quale si divide tra la sua statica carriera professionale con le varie prove in teatro e le giornate trascorse insieme alla propria piccola figlia, nata da un precedente e fallito matrimonio. Il protagonista vive in pratica alla giornata e pieno di ideali senza mai concretizzare [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Il cinema di Philippe Garrel è rimasto un pezzo di Nouvelle Vague, e di acuta sensibilità "autoriale" con tutti i relativi vezzi (il bianco e nero), in tempi che assieme ai vezzi hanno dimenticato anche le lezioni di quella maniera delicatamente inconcludente di raccontare persone, ambienti, gesti, sentimenti. Garrel si affida al figlio Louis, destinato a richiamare modelli precedenti come il truffautiano [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 6 settembre 2013
Annalice Furfari

Grande soddisfazione alla Mostra del Cinema di Venezia, ieri, per Sacro GRA di Gianfranco Rosi. Per la prima volta, nella lunga storia del festival, un documentario italiano partecipa in concorso. Già questo è un ottimo risultato, ma lo è ancor di più [...]

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