| Anno | 2013 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Italia |
| Durata | 77 minuti |
| Regia di | Alessandro Quadretti |
| MYmonetro |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 11 dicembre 2013
Oggi, è stato possibile ricostruire gli eventi bellici che videro protagonisti i Sikh in Italia e specialmente in Romagna, dove contribuirono a liberare Faenza e il suo Appennino.
|
CONSIGLIATO N.D.
|
Quasi 70 anni fa i Sikh contribuirono in modo determinante all'avanzata degli eserciti alleati e alla sconfitta del nazi-fascismo. Ora le loro comunità in Italia sono forti e numerose, anche se pochi sanno che i migranti di oggi discendono dai liberatori di allora. In un paese democratico, ma troppo spesso segnato da episodi di razzismo e intolleranza, diventa fondamentale ricostruire un legame tra presente e passato, utile a rendere il cittadino italiano consapevole che la storia della Seconda guerra mondiale fuscritta anche da popoli non occidentali. E i Sikh sono tra questi. Da secoli conosciuti come grandi guerrieri, nel '44-'45 si distinsero per coraggio e umanità, ricordati nei territori italiani liberati come soldati valorosi e rispettosi dellepopolazioni civili. Dopo vari decenni, negli ultimi 20 anni molti Sikh migrarono in Italia,convergendo prevalentemente al nord e al centro della penisola. Qui lavorano in grande numero nel settore caseario e meccanico, ma non solo, data la loro grande capacità nel gestire e curare i bovini, per loro animali sacri. Anche gli storici locali hanno un ruolo determinante nella trama del documentario: Romano Rossi e Enzo Casadio, ma anche Massimo Valli e il suo archivio fotografico.