| Titolo originale | The Pirates! Band of Misfits |
| Anno | 2012 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | Gran Bretagna, USA |
| Durata | 88 minuti |
| Regia di | Peter Lord, Jeff Newitt |
| Attori | Jeremy Piven, Russell Tovey, Imelda Staunton, Ashley Jensen, Brendan Gleeson Hugh Grant, Salma Hayek, David Tennant, Martin Freeman. |
| Uscita | mercoledì 4 aprile 2012 |
| Tag | Da vedere 2012 |
| Distribuzione | Sony Pictures Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,77 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 17 aprile 2012
Pirate Captain guida la sua ciurma alla ricerca dei suoi rivali, Black Bellamy e Cutlass Liz, per poterli sconfiggere e vincere il titolo di pirata dell'anno. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, In Italia al Box Office Pirati! Briganti da strapazzo 3D ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 2,4 milioni di euro e 873 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il Capitano Pirata ha un sogno: vincere il premio "pirata dell'anno", per farlo dovrà però battere rivali agguerriti e molto più "predoni" di lui. Non potendo vantare ricchi bottini o forzieri espugnati o ancora montagne di dobloni su cui surfare, riunisce la sua ciurma di disperati in una serie di arrembaggi che lo portano a contatto con un giovane Charles Darwin, il quale riconosce in quello che il capitano chiama pappagallo, l'ultimo esemplare di Dodo sulla Terra.
Convinto che la presentazione del raro animale alla comunità scientifica gli frutterà i tesori necessari a diventare pirata dell'anno, il capitano si reca a Londra dove però troverà il più acerrimo nemico della pirateria, la regina Vittoria.
Concepito cinque anni fa a partire dal libro "The pirates! In an adventure with scientists" di Gideon Defoe, pesantemente rimaneggiato per lo schermo assieme allo stesso Defoe, la nuova fatica in stop motion della Aardman spinge più in là l'animazione con pupazzi di plastilina e latex, contaminandola pesantemente con la computer grafica.
Il risultato è un film che ha profondità, scenari e animazioni di ampio respiro impensabili anche nella più onerosa produzione in stop motion e di certo assenti negli altri film Aardman (Galline in fuga, Wallace & Gromit e la maledizione del coniglio mannaro), sempre costretti in universi ridotti e "set" contenuti. Mentre i personaggi principali sono rigorosamente animati a mano, fotogramma per fotogramma, il paesaggio è quasi sempre digitale, così sono anche i carrelli (prima impossibili) e elementi quali l'acqua su cui la nave (anch'essa digitale) naviga spedita.
E' però ancora una volta nei dialoghi, nella struttura dei personaggi e nel modo in cui viene proposto un immaginario tra il comico e l'avventuriero, lontano dai modelli statunitensi dominanti (e la distanza è qui tanto più evidente visto l'argomento abusato da Hollywood), che l'Inghilterra riesce a produrre intrattenimento di massa che stupisce affascina e intrattiene con il gusto della novità.
Il mondo Aardman, che stavolta è Peter Lord a portare sullo schermo, è ancora una volta fatto di citazionismo, comicità muta (affidata ad una scimmia che sembra parente del cane Gromit) e la volontà di mettere in scena personaggi contrari a qualsiasi forma di tradizione, in lotta per i medesimi obiettivi di tutti gli altri (riconoscimento personale, l'approvazione degli altri) ma contornati da un'umanità senza senso e mai conciliante (esemplare la donna travestita da pirata che non svela mai la sua identità).
Nel farlo Pirati, Briganti da strapazzo, immerge le mani nello steampunk (specie nel finale) e gioca con le figure storiche (da Charles Darwin, alla regina Vittoria), in maniera non diversa da come aveva fatto quattro anni fa un altro lungometraggio in stop motion canadese, Edison & Leo (in Italia visto solo al Future Film Festival).
In più c'è un 3D realizzato con le medesime tecniche usate per Coraline, ma che a differenza del capolavoro di Henry Selick, non riesce mai a farsi stupore visivo e rimane solo trucchetto buono per qualche fuoriuscita dallo schermo.
Il film segue le vicende di una banda di allegri ma sfortunati pirati, che attraversano i sette mari, alla ricerca di ciò che i pirati più amano: un'avventura cappa e spade. Questa insolita commedia inizia quando un capitano e il suo equipaggio si preparano allo scontro con il loro rivale, Black Bellamy, per l'ambito premio di Pirata dell'anno. Il viaggio li porta dai caraibi alla Londra vittoriana, dove incontrano un giovane Charles Darwin, un uomo chiamato Mister Bobo e un potente nemico determinato a far scomparire i pirati dalla faccia della terra. I pirati scoprono che la loro ricerca è in realtà una vittoria dell'ottimismo bonario sulle noiose forze del perbenismo.
Ne è passato di tempo da quando la Aardman non produceva un film in stop-motion,l'ultimo che ho visto è stato l'ottimo "Wallace & Gromit e la maledizione del coniglio mannaro" (2005)oggi Peter Lord e il suo co-regista Jeff Newitt ci portano sullo schermo questo "Pirati! Briganti da strapazzo" segnando il ritorno della casa di produzione inglese alla tecnica di animazione che lo ha resa famosa.
Non è facile voler diventare «Pirata dell’anno» se per tutti sei un criminale senza speranza. L’inetto Capitan Pirata si lancia comunque alla ricerca di tesori negli oceani del XIX secolo. Sarà però uno strano volatile, che non è un pappagallo, a fargli conoscere la gloria, la regina d’Inghilterra Vittoria e l’infido scienziato Charles Darwin. Tornano i geniacci inglesi della Aardman a sette anni dal [...] Vai alla recensione »