| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Romania |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Catalin Mitulescu |
| Attori | George Pistereanu, Ada Condeescu, Clara Voda, Bogdan Dumitrache, Remus Margineanu Ion Besoiu, Coca Bloos, Alexandru Mititelu, Adina Galupa, Adrian Moroianu, Matei Onea, Andrei Runcanu, Veronica Neculai, Robert Soare, Pablo Malaurie, Adelin Bratu, Marina Procopie, Franco Nassi Pistereanu, Mihai Isidor. |
| MYmonetro | 2,75 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 31 gennaio 2012
Luca seduce le ragazze, le fa innamorare di lui e poi le cede ad un'organizzazione che traffica esseri umani a Constanta.
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CONSIGLIATO SÌ
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Luca ha vent'anni, un nonno degente e una fidanzata di troppo. Bello e attraente, passa le sue giornate a riparare motorini e ad abbordare giovani coetanee che prima fa innamorare e poi avvia alla prostituzione davanti al mare di Costanza. L'incontro con Veli, una ragazza sensibile figlia di un padre dispotico da cui desidera emanciparsi, lo infiamma e rinnova il suo modo di guardare il mondo e i sentimenti. Infatuato di Veli e ricambiato con la stessa passione e dallo stesso sentimento, Luca rivela il suo cuore e il suo profilo gentile. Ma la diffidenza della gang, i debiti accumulati e lo spettro della povertà lo costringeranno a prendere una decisione e a scegliere definitivamente che tipo di uomo voler essere.
A nord di Bucarest, in un porto chiuso e lambito dal Mar Nero, vivono soltanto uomini anziani e giovani vite sciagurate che spendono i loro anni migliori a bere birra, a prostituire all'estero le loro fidanzate e a declassare il cuore. Di questa miseria racconta il nuovo film di Catalin Mitulescu, che mette in scena una piccola provincia al limitare dell'Europa e forse del mondo, dove i muri sono scrostrati, le automobili fuori produzione, le anime in degrado. In questa realtà che ha perso i contatti con la tradizione e ha svalutato i ruoli sociali, il regista blasonato più volte al Festival di Cannes cala un ragazzo di bell'aspetto e brutte intenzioni, idealmente prossimo all'accattone di Pier Paolo Pasolini. Luca, ruffiano senza vocazione, nasconde lo sguardo rubacuori dietro gli occhiali da sole e si mantiene (s)vendendo senza cuore la (sua) ragazza di turno. Quasi sempre una giovane donna ingenua che ha creduto alla promessa dell'amore e magari di un matrimonio consacrato in chiesa.
Loverboy, pur sprovvisto dell'interpretazione lirico-epica di Pasolini e del carattere tragico dei suoi 'ragazzi di vita', è un'opera critica e appassionata nel denunciare la terribile mancanza di finalità e di volontà dei suoi personaggi, perduti nei vagabondaggi e in una rabbia di vivere che si spegne in un breve volgere di anni. La sorda disperazione dei protagonisti si traduce nel paesaggio e trova la riprova figurativa nel cielo plumbeo che piove pioggia e lacrime. Quelle versate da una 'fidanzatina' tradita e quelle mai versate di Veli, che si immola per un sentimento e perché colui che lo muove possa garantirsi una macchina nuova, magari l'ultimo modello di cellulare e un paio di occhiali cool per dissimularne la vigliaccheria. Prediligendo la frontalità dei campi e controcampi, Mitulescu affonda lo sguardo in una quotidianità sommersa, dove il disagio emerge con chiarezza, dove le donne vivono sospese e governate dagli uomini, dove i desideri si infrangono contro le pompe di benzina e dentro desolate camere d'albergo. Loverboy, così la polizia rumena definisce gli adescatori di donne, è un dramma sociale che prova a muovere le acque stagnanti del presente di una nazione avida di sopravvivenza e di riscatto.