Post Mortem

Film 2010 | Drammatico, 98 min.

Regia di Pablo Larraín. Un film Da vedere 2010 con Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso. Cast completo Genere Drammatico, - Cile, Messico, Germania, 2010, durata 98 minuti. Uscita cinema venerdì 29 ottobre 2010 distribuito da Archibald Enterprise Film. - MYmonetro 3,47 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 16 gennaio 2015

Durante il colpo di stato cileno del 1973, Mario cerca di scoprire che fine abbia fatto la sua vicina di casa Nancy, ballerina di cabaret scomparsa misteriosamente. In Italia al Box Office Post Mortem ha incassato 44,2 mila euro .

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Consigliato sì!
3,47/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,60
PUBBLICO 3,32
CONSIGLIATO SÌ
Dramma storico dai carichi pesantissimi, com'è pesante un corpo morto moltiplicato per migliaia.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 6 settembre 2010
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 6 settembre 2010

Santiago del Cile, 1973. Mario Corneo lavora come funzionario presso l'obitorio. Trascrive a macchina le autopsie. Si innamora di una ballerina di cabaret, Nancy, sua vicina di casa. Ma sono i giorni del colpo di stato, l'obitorio si riempie di cadaveri, della casa e della famiglia di Nancy non rimangono tracce. La ragazza si nasconde nel cortile della casa di Mario, che le porta il cibo e le sigarette. Intanto, all'obitorio, i morti riempiono le sale, i corridoi, le scalinate dell'ospedale.
Il cileno Pablo Larrain dà nuovamente prova, dopo Tony Manero, di una capacità di racconto ammirabile, perché inedita ed efficace. Il protagonista è ancora Alfredo Castro, figura ambigua, tra obbedienza e umanità (rispetto alla tragedia in atto), sentimento e istinto (nel rapporto con Nancy, e fino all'epilogo), mondo dei vivi e terra dei morti. Un essere che appartiene da subito all'universo del Post Mortem che dà al film il titolo e diversi significati. La sua esistenza squallida, priva di qualsivoglia slancio vitale, si movimenta un giorno al contatto con la morte, scuotendo improvvisamente anche il film intero e ridisegnandone le coordinate. Quel giorno, infatti, sotto gli occhi di un gruppo schierato di uomini in divisa e sotto le mani del medico con cui lavora Mario, finisce il corpo del presidente Salvador Allende, il suo cervello bucato dal proiettile. D'un tratto, non è più una storia di vita ordinaria, ma un giorno straordinario, di morte. Il dopo sarebbe stato, a lungo, un traumatico post mortem.
L'idea del film nasce da un articolo letto su un giornale a proposito dell'uomo che fece, insieme con pochi altri, l'autopsia ad Allende e si ritrovò nella posizione (nel "ruolo", di fatto) di anonimo protagonista della storia della nazione. L'ossimoro è piaciuto a Larrain, per la commistione di testimonianza, storia e finzione che portava potenzialmente con sé, per la poesia e l'assurdo. Com'è nel suo stile, il regista ha poi caricato: nel suo caso, una scena spoglia, negli arredi e nel dialogo, non vuol mai dire leggera e qui si parla di carichi pesantissimi, com'è pesante un corpo morto, moltiplicato per migliaia (nei 17 anni che Pinochet restò al potere). L'assurdo del mondo è tragico e sgradevole, come il finale del film, non fa sorridere, non (si) intenerisce.
Autore per stomaci forti, a 34 anni Larrain fa già del grande cinema, continuando ad inventare i modi del racconto e quelli dell'inquadratura. Superba, in questo senso, la scena della distruzione della casa di Nancy, che il vicino Mario riesce a non vedere né sentire, da sotto la doccia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 4 novembre 2010
laulilla

Post Mortem racconta i tragici momenti del golpe militare che cancellò l'esperienza socialista di Salvador Allende in Cile nel settembre del 1973. La tensione sociale e politica, da tempo percepibile nel paese sudamericano, sfociò nell'assalto alla Moneda, residenza ufficiale del presidente cileno, da parte dei militari infedeli, che si schierarono con una parte dell'opinione [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 novembre 2010
eddie '85

"Post mortem" è la conferma del talento di Pablo Larrain. Ambientato nel Cile del fatidico settembre 1973, racconta di Mario, funzionario alla "Morgue", e innamorato di una scadente e bruttina vecchia gloria del cabaret che è anche sua vicina di casa. Indifferente alle drammatiche vicende che il paese sta attraversando, ed emotivamente immune alla massa dei cadaveri che gli passano sotto il naso [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 marzo 2014
gianleo67

Impiegato presso l'obitorio di Santiago del Cile, dove si occupa di trascrivere i referti autoptici, Mario conduce una vita grigia e solitaria cullando una indolente ossessione sentimentale per la vicina di casa, soubrettina di avanspettacolo in crisi professionale e umana. Quando le squadre della morte del generale Pinochet sterminano la famiglia di lei in seguito al golpe in cui viene deposto [...] Vai alla recensione »

martedì 20 marzo 2012
Eugenio

Post Mortem tratteggia il periodo storico del colpo di stato a danno del socialista Allende in Cile nel 1973 attraverso il punto di vista di un impiegato all' obitorio (che redige le autopsie dei deceduti) quasi specchio della morte da lui "amministrata" con precisa maniacalità. Innamorato segretamente di una reginetta del cabaret, una smagrita e consumata giovinetta sua vicina di casa, il freddo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 maggio 2011
Bruno Leonardini

Il film, ha avuto una distribuzione cinematografica molto scarsa, per questo, appena uscito il dvd, l'ho preso. Non è stato doppiato in italiano, per cui, il film si guarda in lingua originale (spagnolo e quindi molto simile all'italiano) con sottotitoli. La cosa non è pesante, poichè i dialoghi sono pochissimi e quindi ci si concentra sulle immagini.

sabato 2 ottobre 2010
Luca Scialo

Mario Corneo (Alfredo Castro) lavora come funzionario presso l’obitorio di Santiago del Cile, con la mansione di trascrivere a macchina le autopsie. La sua vita è piatta, scorre priva di vitalità, quasi in simbiosi con la propria professione da cui pare essere influenzato da una triste “deformazione professionale”. E’ innamorato di Nancy, una ballerina di cabaret, sua vicina di casa.

lunedì 8 novembre 2010
renato volpone

Il film ha il solo pregio di ricordare gli avvenimenti del golpe militare cileno e invoglia ad andare a rileggere questa pagina di storia. La parte storica viene solo sfiorata con la rappresentazione cruda di una realtà che fa da sfondo alla vita del protagonista, che, invece è squallida e deprimente. La stessa ambientazione all'obitorio appare superficiale rispetto alla parte [...] Vai alla recensione »

domenica 3 novembre 2013
mareincrespato70

Santiago del Cile 1973: vicende private minimaliste si intrecciano con le tragedie e gli orrori della Storia. Il sottotitolo potrebbe essere: cosa facciamo noi essere umani, per evitare la morte, a cosa siamo disposti? Film scarno nella sua purezza di una efficace scrittura cinematografica: in una Santiago livida, di cui si intravedono solo pochi esterni, in una perfetta ricostruzione anni settanta, [...] Vai alla recensione »

sabato 28 aprile 2012
Nigel Mansell

La rivoluzione e l'indifferenza della gente, che abulicamente subisce senza neanche capire cosa esattamente succede, come accade il protagonista. E mentre si esegue l'autopsia all'ormai ex presidente che è stato suicidato, parallelamente scorre la storia d'amore impossibile. E quando ormai il caos impera, con cadaveri ovunque, diventa cattivo pure lui.

mercoledì 15 dicembre 2010
Spike

La caduta morale di un paese. Film ben girato, ottimi interpreti. Da vedere

lunedì 1 novembre 2010
algernon

un film duro, che ci sbatte in faccia i morti ammazzati del golpe di Pinochet. morti che improvvisamente arrivano a frotte all'obitorio dove lavora il protagonista Mario. tuttavia, la sceneggiatura è molto lenta, con lunghe sequenze che vorresti almeno accorciare. i dialoghi sono ridotti al minimo. il protagonista conduce una vita squallida, e ricorda da vicino il Tony Manero dello stesso regista e [...] Vai alla recensione »

martedì 9 novembre 2010
brian77

Tutto scontato, senza vita, alla fin fine banale.  A un certo punto, la metafora dell'obitorio non riguarda più il Cile di Pinochet, grande morgue dell'umanità, vera tragedia dell'11 settembre, ma incarna un cinema inteso come fantasma, senza più vita.  Ennesimo esempio di cinema da festival.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Il più gelido horror sulla fine di Salvador Allende, Post mortem di Pablo Larrain, esce nelle sale qualche settimana dopo la Mostra di Venezia. Molto amato dalla critica, che lo aveva indicato nella rosa vincente, il film non ha conquistato però Quentin Tarantino, presidente della giuria. Il titolo però è stata una delle gemme del festival, ed è una visione irrinunciabile.

Dario Zonta
L'Unità

A Venezia Post Mortem di Pablo Larrain non ha ricevuto nessuna segnalazione, nessun premio: è passato sulla laguna come un fantasma, circondato dall'aura di morte della sua storia impietosa e potente. Eppure il terzo film del regista cileno poteva, e forse doveva, ricevere ben altra considerazione. Ma Venezia è lontana, le polemiche anche, e ora è giusto che a questo film venga concessa la visibilità [...] Vai alla recensione »

Maurizio Caverzan
Il Giornale

Santiago del Cile, inverno 1973. Il cinquantacinquenne Mario (Alfredo Castro) è un grigio e solitario impiegato dell'obitorio, incaricato di stilare i referti delle autopsie. Fuori si prepara il colpo di Stato di Pinochet e mentre i militati prendono il comando della Moneda, lui s'invaghisce della sfiorita dirimpettaia Nancy (Antoina Zegers), ballerina di cabaret di quart'ordine che scompare misteriosamente [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

In Cile, nel 1973 anno del colpo di Stato militare che provocò la fine del governo socialista, la morte di Salvador Allende e infinite vittime, un cinquantenne senza alcun fascino lavora all'obitorio dattilografando i referti medici e spasima per una ballerina non più giovane e licenziata. Lei, parente di oppositori del governo, è costretta a nascondersi; lui la ritrova, ma in compagnia di un altro; [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Mentre prende il via (con film non proprio memorabili...) il Festival di Roma, arriva in sala uno dei vincitori "morali" di Venezia, incomprensibilmente ignorato dalla giuria guidata da Tarantino. Si tratta di Post Mortem, opera seconda del 34enne cileno Pablo Larrain, già notato (e premiato) nei festival di mezzo mondo con il suo debutto, il non meno cupo Tony Manero, visto fugacemente anche in Italia. A [...] Vai alla recensione »

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