| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Guido Chiesa |
| Attori | Nadia Khlifi, Rabeb Srairi, Mustapha Benstiti, Ahmed Hafiene, Mohamed Idoudi, Fadila Belkebla, Djemel Barek, Carlo Cecchi Giorgio Colangeli, Fabrizio Gifuni, Jerzy Stuhr. |
| Uscita | venerdì 19 novembre 2010 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Bolero Film |
| MYmonetro | 3,29 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 29 novembre 2013
Nella Galilea di 2000 anni fa, Maria è una giovane ragazza, figlia di pastori, promessa in sposa al vedovo Giuseppe di Nazareth. In Italia al Box Office Io sono con te ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 54,3 mila euro e 19,1 mila euro nel primo weekend.
Io sono con te è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Maria è una giovane figlia di pastori promessa in sposa a Giuseppe di Nazareth, un vedovo con due figli, pronto ad accettare il mistero della sua gravidanza. Lasciata la sua casa, si trova a che fare con il fratello più anziano di Giuseppe, Mardocheo, che detta legge e cresce i figli intimando loro disciplina e sottomissione. Dando alla luce Gesù, Maria si prenderà la responsabilità di sovvertire molte regole della cultura patriarcale, dalla scelta del nome alla somministrazione del colostro al rifiuto della circoncisione. Gesù cresce dunque nella piena fiducia della madre e nella convinzione che non tutte le leggi indicate dai sacerdoti siano davvero espressione della volontà divina, specie quelle che richiedono sacrifici e violenze.
Io sono con te è il film con cui Guido Chiesa ha voluto illuminare la "terza dimensione" di Cristo: non il Figlio, non il Padre, ma la madre, vale a dire la parte che Maria ha giocato nell'educazione del bambino, rispondendo alle sue difficili domande o perdonando ciò che alle altre madri pareva illogico perdonare. La volontà è quella di ribaltare l'immagine di lei a cui siamo usi, quella cioè di una donna sostanzialmente passiva, che si affida alla volontà di un superiore, in quella di una donna molto giovane ma dalle idee chiare e dal coraggio indubbio, che si fida solo della propria coscienza e del proprio sentire, anche quando appare socialmente scandaloso. La protagonista fa dunque quello che, su un altro livello, fa il film stesso: riconduce le leggi divine a prodotti degli uomini, dettati dalla loro cultura e mirati a preservarla.
Chiesa accantona la spiegazione sovrannaturale, non rifiutandola apertamente ma certamente non accreditandola e deridendone le interpretazioni letterali e ingenue (nella scena in cui i magi testano Gesù bambino quasi fosse Neo in "Matrix"), perché ciò che gli interessa è probabilmente affermare che un'educazione speciale può crescere un essere speciale e il rifiuto di dettami ottusi e maschilisti può cambiare la storia anche oggi, come lo ha fatto duemila anni fa.
La messa in scena è minimale, con un vertice di crudezza in corrispondenza del clou, ovvero della natività, spogliata di qualsiasi enfasi, nella scenografia come nella fotografia e nel montaggio (rapido, secco), ma non per questo manca mai di cura, di attenzione ai colori, di naturalezza nei dialoghi, di verità nei volti. Girato in Tunisia, basato sul Vangelo di Luca e sui testi apocrifi -i soli a nominare i figli di Giuseppe- il film ha un inizio interessante e molto coinvolgente, ma ben presto si trasforma in un semplicistico trattato di puericultura all'avanguardia, che raccomanda il contatto istantaneo tra madre e neonato e un'educazione quanto più permissiva, basata sulla fiducia reciproca, sull'abbandone di ansie e paure e sul supporto incondizionato delle istanze animaliste. Ci sono film intensi, dove pare di sfiorare il sacro anche quando trattano di argomenti lontanissimi, spesso di segno opposto, e ci sono film, come Io sono con te, dove questo sentimento è bandito giustamente e volontariamente dal copione ma fa sentire la sua mancanza all'esperienza della visione.
Chi l'avrebbe mai detto che un altro film sulla storia di Gesù, avrebbe avuto ancora qualcosa di nuovo da dirci...e invece questo film stupisce e sorprende proprio per la novità di sguardo su un tema così conosciuto. La sfida è proprio presentare la figura di Maria in un modo inedito, come non si era mai visto prima e dare un ruolo centrale a questo importante personaggio femminile, che troppo spesso [...] Vai alla recensione »
La madre di Gesù è una ragazzina di colore, un'adolescente araba che (come altri attori) parla un dialetto tunisino rurale. Una persona calma e amorosa, che ama i bambini e detesta che si faccia loro del male per circonciderli, che ama la libertà e sopporta male l'autorità patriarcale rappresentata dal fratello maggiore del marito e deplora le crudeltà del dominio coloniale dei Romani.