| Titolo originale | Up in The Air |
| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 109 minuti |
| Regia di | Jason Reitman |
| Attori | George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Danny McBride, Melanie Lynskey Amy Morton, Sam Elliott, J.K. Simmons, Zach Galifianakis, Chris Lowell, James Anthony, Dave Engfer, Steve Eastin, Tamala Jones, Adrienne Lamping, Lucas MacFadden, Marvin Young, Adam Rose. |
| Uscita | venerdì 22 gennaio 2010 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 3,28 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 13 dicembre 2018
Ryan Bingham s'illude di poter muoversi senza legami ma la vita lo strappa alle trasferte aeree per fargli intraprendere ben altro viaggio Il film ha ottenuto 5 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, 5 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 5 candidature e vinto un premio ai BAFTA, 7 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Tra le nuvole ha incassato 5,7 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Ryan Bingham è un uomo affascinante, un abilissimo tagliatore di teste ed è libero come l'aria. Nel cielo, appunto, trascorre la maggior parte del proprio tempo, in trasferte di lavoro, agognando il prestigioso club dei dieci milioni di miglia. Ma qualcosa accade, tra un aereo e l'altro. Nathalie, una ragazzina neolaureata ha convinto il suo capo che viaggiare è dispendioso e si può benissimo licenziare in videoconferenza, minacciando di riportare Ryan a terra proprio quando il nostro ha da poco incontrato Alex, una trentenne che pare la sua fotocopia al femminile, così orgogliosamente sola da fargli venir voglia di non esserlo più.
Aaron Ekhart persuadeva gli altri, George Clooney persuade se stesso. Si convince che sia possibile vivere senza legami, che i rapporti siano una zavorra, che leggeri si vola più alto. La realtà delle cose, in questo terzo film così come nell'esordio di Reitman, s'inganna con la distrazione. Basta muoversi velocemente, procurarsi un trolley con ruote scorrevoli e saper apprezzare le offerte e i comforts del villaggio aeroportuale. Il film gli dà ragione: è quando si creano delle relazioni che il meccanismo s'inceppa e ci si rende conto che sfrecciare sopra le nuvole è come stare fermi; che il vero viaggio, nella vita, è un altro.
Jason Reitman sa creare dei personaggi che non si dimenticano in fretta, fuori dalla norma e sul bordo sdrucciolevole della morale, eppure pieni di naturalezza, grazie alla solidità delle sceneggiature e degli attori che chiama ad incarnarli. Questa volta fa addirittura un passo in più, confondendo testo e paratesto, assoldando lo scapolo d'oro di Hollywood per fargli interpretare il ruolo di un uomo che s'illude di poter stare da solo ma dovrà arrendersi un giorno, e - giù dallo schermo - coronare la favola.
Fuori di dubbio è anche il talento del regista per i dialoghi e il ritratto "senza filtro" delle piccole spietatezze quotidiane, siano esse d'ambientazione scolastica o professionale. Anche qui, Tra le nuvole segna un aumentato bisogno di veridicità e porta in scena un contesto attuale e una ventina di disoccupati veri, mescolati agli attori professionisti, ma non per questo indistinguibili.
Eppure, malgrado la naturalezza con cui Clooney indossa i mocassini di Ryan Bingham, malgrado la verità che fa da set alla finzione, c'è qualcosa di troppo scritto e lineare in quest'opera terza rispetto alle precedenti. Il bello di Juno era che era contraddittorio come l'età che raccontava, canticchiava un sentimento profondo senza bisogno di un arrangiamento in tutta regola; Tra le nuvole, al contrario, va spedito come un volo intercontinentale, dice quel che intende dire e non altro, e l'imprevisto all'arrivo fa in qualche modo parte del pacchetto di viaggio.
Immaginate di essere una creatura alata, un uccello, un nobile rapace solitario, e di sorvolare le città degli uomini osservandole dall'alto. Non vedrete case, famiglie, persone; ma linee geometriche, forme spersonalizzate, pure astrazioni. Immaginate poi di calare dall'alto precipitandovi - appunto, come un falco - su un essere umano, sulla sua esistenza concreta, per sconvolgerlo, per privarlo delle [...] Vai alla recensione »
È vero. Premetto che ho solo 31 anni ma ho già capito una cosa e cioè che la vita è estremamente complicata e non ci sono risposte precise. Credo che molte delle storie degli uomini siano state raccontate e molte delle storie delle donne non lo siano ancora state e sono sempre stato attratto dalle donne sveglie e brillanti, come mia moglie, d'altronde, ma mi rendo conto che quella di oggi in America è una generazione di donne con un problema di difficile risoluzione, donne che hanno tra i 35 e i 40 anni e hanno lavorato sodo per la loro carriera e amano i loro lavori ma un giorno si svegliano e [...]
Ryan Bingham ha un bagaglio leggero. Non può fare altrimenti, deve ottimizzare i tempi d'imbarco e di movimento, non può portarsi dietro niente e nessuno. Deve essere libero, per volare da una parte all'altra degli Stati Uniti, a licenziare gente piena di figli e di problemi. A trainare con charme il trolley di Ryan è George Clooney, a pilotare l'aereo di Up in the air che lo ha portato al festival di Roma è Jason Reitman, che conosce la strada perché se l'è già spalancata due anni fa con Juno.
In Italia 2.600mila, in Europa 4.600mila, negli Stati Uniti più di 15 milioni: individui diventati numeri, gente che lavorava e che è diventata un esubero, un sovrappiù; disoccupati, licenziati, anzi, da noi ' licenziati invisibili' come li definisce Ilvo Diamanti, in quanto notizia irrilevante e antipatica per la nostra televisione obbligata all' ottimismo ottuso.