| Titolo originale | The City of Your Final Destination |
| Anno | 2009 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | James Ivory |
| Attori | Anthony Hopkins, Laura Linney, Charlotte Gainsbourg, Omar Metwally, Hiroyuki Sanada Alexandra Maria Lara, Norma Aleandro, Ambar Mallman, Norma Argentina, Luciano Suardi, Eliot Mathews, Kate Burton. |
| Uscita | venerdì 8 ottobre 2010 |
| Distribuzione | Teodora Film |
| MYmonetro | 2,81 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 ottobre 2010
Omar, volato in Uruguay per incontrare gli eredi di Jules Gund, rimarrà invischiato nel labile equilibro della famiglia del romanziere. In Italia al Box Office Quella sera dorata ha incassato 640 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Omar Razaghi è un giovane dottorando iraniano-canadese della University of Colorado, fidanzato con l'ambiziosa e algida Deirdre, insegnante di letteratura straniera. La sua borsa di studio e la sua relazione sentimentale sono allacciate e vincolate alla stesura della biografia "da autorizzare" di Jules Gund, autore sudamericano morto suicida dopo il successo del suo unico romanzo. Impedito a proseguire nel progetto dal diniego dei Gund, è indotto dalla fidanzata a partire alla volta dell'Uruguay per incontrare gli eredi e dissuaderli. Arrivato a Ochos Rìos la realtà avrà la meglio sul libro, innamorandolo e invischiandolo nel labile equilibrio della famiglia Gund.
Guardando Quella sera dorata non si può che dire "Merchant-Ivory", la casa di distribuzione a cui appartengono e fanno capo i film patinati del regista James Ivory. Primo autore a rappresentare la Old England delle good manners e a proporre una compiaciuta rappresentazione del passato, Ivory non smentisce e non ritratta il suo cinema, adattando per lo schermo il romanzo omonimo di Peter Cameron, idealmente prossimo alla cifra stilistica del regista californiano. Il viaggio di Omar e Deirdre, infatti, li condurrà in seno a una famiglia di origine europea, fuggita molti anni addietro dalla Germania nazista e rifugiatasi in una vita immobile e avulsa dal mondo esterno.
Il vizio esistenziale dei Gund rende il libro di Cameron adatto e adattabile alle immagini di Ivory, alla sua regia leziosa, all'imperturbabilità del suo sguardo e al suo impeccabile gusto per la teatralizzazione del sociale. Naturalmente il film non si risolve nell'analisi antropologica di una famiglia borghese ma indaga piuttosto l'area del controllo delle emozioni e della disumanizzazione della vita ridotta a puro impulso al dovere. Deirdre, come il maggiordomo di Quel che resta del giorno, è il modello perfetto di una costruzione del sé su un'identità di ruolo, un modello comportamentale di conformità all'ordine che impatta violentemente con l'anarchia magica dei Gund. Omar, invece, naviga a vista fino al confine col mondo pericoloso ma anelato delle emozioni, sbloccando l'anacronismo dei Gund e il loro tempo involto nelle maglie del passato.
L'osare del personaggio centrale di Cameron ha ricadute interessanti (anche) sul cinema di Ivory: le sue ossessioni per il décor, l'eleganza dell'ambiente e la bellezza delle immagini si convertono in strumenti della materia narrativa, non celebrano più il buon tempo antico ma ne rivelano l'interna corruzione. Dietro al culto dell'antiquariato c'è il vuoto e il rimpianto per quel che avrebbe potuto essere. Il tardivo confronto con la vita provoca inevitabilmente malinconia e rimorsi. Meglio vivere d'un fiato ed amare pienamente il giorno piuttosto che soffermarsi su che "quel che ne resta".
Come sempre James Ivory ci regala momenti magici. La storia è appassionante, coinvolgente, si dipana lentamente come un pennello sulla tela. Gli interpreti, protagonisti tutti sullo stesso piano, sono perfetti e regalano fantastiche emozioni. L'incanto del paesaggio, il dilemma se vivere in uno splendido luogo isolato o nella grande città, la serenità e al tempo stesso [...] Vai alla recensione »
In seguito alla morte di Ismail Merchant, avvenuta ai tempi della produzione de La contessa bianca, James Ivory ha impiegato quasi cinque anni per riuscire a trovare ispirazione e finanziamenti per un nuovo film senza l'aiuto del compagno artistico e sentimentale di una vita. Anziché dal consueto sguardo al passato, gli stimoli per una nuova produzione sono arrivati dalla contemporaneità: dallo scrittore americano Peter Cameron e dall'altra fedelissima compagna artistica della Merchant-Ivory, la sceneggiatrice Ruth Prawer Jhabvala.
Personaggi di James Ivory - come quelli di Thomas Hardy- fanno pensare che l' amore possa prendere talvolta la forma più insignificante del dolore. Un pathos senza lacrime né struggimenti avvolge Quella sera dorata. Il film - sorretto da un cast eccellente - ruota attorno al ricordo ossessivo di uno scrittore suicida, autore peraltro di un solo libro.