| Titolo originale | Tropa de Elite |
| Anno | 2007 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | Brasile, Argentina |
| Durata | 115 minuti |
| Regia di | José Padilha |
| Attori | Wagner Moura, Caio Junqueira, André Ramiro, Maria Ribeiro, Fernanda Machado Milhem Cortaz. |
| Uscita | venerdì 6 giugno 2008 |
| Distribuzione | Mikado Film |
| MYmonetro | 2,81 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 27 gennaio 2015
Il film racconta un tema di forte attualità, la vita dei reparti speciali della polizia di Rio de Janeiro, impegnati nella guerra contro i narcotrafficanti nelle favelas della città. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, In Italia al Box Office Tropa de Elite - Gli squadroni della morte ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 143 mila euro e 60,8 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Rio De Janeiro 1997. Qualche mese prima della visita del Papa in Brasile. Il capitano Nascimento è un membro del Bope, la squadra speciale di 100 uomini nata a Rio per combattere i narcotrafficanti nelle favelas e impedire che la polizia comune, corrotta fino al midollo, lasci la città in balìa di se stessa. Nascimento è stanco di questa vita sempre al limite, ed ora che sta per diventare padre ha deciso di lasciare. Non prima, però, di aver trovato un sostituto all'altezza. I candidati più quotati sembrano essere le reclute Matias e Neto, proprio i due che Nascimento ha appena salvato dai guai durante una pericolosa incursione nelle favelas. Ora si tratta solo di scegliere. Un compito che si rivelerà per lui drammaticamente semplice.
Dopo aver fatto tanto scalpore in patria, Tropa de Elite raggiunge la grande vetrina internazionale di Berlino, forse più per esigenze pubblicitarie che meriti artistici. Parliamo del primo film high-budget della storia del cinema brasiliano (parte dei 4 milioni sono il frutto della co-produzione americana degli Weinstein) a porre sotto la lente d'ingrandimento la vita, l'umiliante addestramento e i metodi poco ortodossi degli uomini del Battaglione per le Operazioni Speciali della polizia carioca. Ma non è tutto, perché
Il film più visto dell'anno in Brasile è un intenso viaggio nella psiche tormentata di uomini d'onore ligi al dovere, che si trasformano, loro malgrado, in spietate macchine di morte e tortura per salvarsi la pelle. Scritto sulla base di testimonianze reali di ex-poliziotti e psicologi, Tropa de Elite concentra la sua essenza nella frenetica mezz'ora finale, in cui viene drammaticamente fuori tutta l'amarezza di chi vive dalla nascita in quei luoghi dimenticati da Dio e la storia giunge al suo tragico epilogo. Voce fuori campo, camera a mano e rap portoghese in sottofondo, il film è di fiction ma girato con il piglio del documentarista che non vuole prendere posizione in merito all'argomento trattato e rimane, come spesso accade, impantanato nella retorica. Incapace di offrire una visuale cinematograficamente interessante del contesto, Padilha finisce per offrire uno spaccato sociale a dir poco raccapricciante e poco altro. Da un film in concorso ad un festival del Cinema ci saremmo aspettati qualcosa di diverso.
Non è semplice commentare un lavoro come Tropa de elite. In particolare non è semplice ammettere che dentro allo sdegno di fronte alla violenza e al disprezzo per la vita altrui si insinua una sorta di stima per il coraggio, quasi un’ammirazione per le doti umane dei protagonisti. Ma andiamo per ordine; diciamo subito che il film è di parte, sfacciatamente, senza nascondersi.
È davvero incredibile la super-striminzita distribuzione sul nostro territorio di «Tropa de elite - Gli squadroni della morte», il film che ha vinto più che giustamente l'Orso d'oro all'ultima Berlinale. Si tratta della riuscita trasposizione sullo schermo dell'omonimo romanzo-verità, edito in Italia da Bompiani, che rievoca in una serie di autonomi capitoli le azioni di spietata guerriglia messe in [...] Vai alla recensione »