| Titolo originale | Sanxia haoren |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Cina |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Jia Zhangke |
| Attori | Zhao Tao, Han Sanming . |
| Uscita | venerdì 23 marzo 2007 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 3,17 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 28 agosto 2020
In un villaggio sommerso dall'acqua, un uomo cerca la figlia mai incontrata, e una donna il marito che non vede da anni. Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Still Life ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 291 mila euro e 85,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Han Sanming intraprende un lungo viaggio in nave, tra mille pericoli e difficoltà, per raggiungere la moglie fuggita sedici anni fa, ma la casa a Fengjie in cui viveva non esiste più, inondata in conseguenza della costruzione della diga delle Tre Gole. Nello stesso luogo Shen Hong ritrova il proprio marito, sparito da due anni, per scoprire un'amara verità.
Un carrello orizzontale, lento ma insistente, è solo il primo dei movimenti di macchina con cui Jia Zhang-ke racconta l'evoluzione irreversibile del proprio Paese. Srotolando l'immagine come in un antico dipinto, Jia utilizza due vite parallele per sviscerare ciò che le unisce, accomunandole così ai milioni di micro-tragedie che costellano la più popolosa nazione al mondo. Il paesaggio delle Tre Gole diviene il teatro dello sconvolgimento dell'umano in favore del meccanico, dello schiacciamento dell'individuo in favore di una presunta collettività, della tradizione gettata via come un orpello per inseguire il progresso. Un ponte inutilmente illuminato finisce così per contare molto più degli operai che l'hanno costruito, a prezzo della loro vita o della loro integrità fisica. L'oggetto vince costantemente e inesorabilmente sulla persona, al punto tale che la struttura stessa di questa vera e propria Natura Morta (come da titolo internazionale dell'opera) viene quadripartita in base a delle cose, ad elementi apparentemente anonimi della quotidianità: Sigarette, Liquore, Tè e Dolciumi. Beni di lusso nella mentalità della Cina pre-Deng Xiaoping trasformati in ancore di salvezza che ricordano all'uomo di essere tale, che gli donano un'identità in un mondo che mescola indissolubilmente macerie, lavoro e morte. Il fortissimo contrasto su cui Jia si concentra viene esaltato dalla tecnica magistrale di ripresa, già caratteristica del suo lavoro, che in Still Life acquisisce una nuova maturità, aiutata dalla fotografia al solito straordinaria del fido Yu Li-kwai. I paesaggi naturali, che sanno di tradizione millenaria e di antico splendore, sono spezzati da costruzioni sgradevoli e dalle demolizioni delle stesse, in un'insensata coazione a ripetere, talmente assurda da sfociare nel surreale. Inaspettato e forte di un simbolismo che unisce immediatezza e sintesi metaforica, l'intervento dell'inspiegabile, a metà tra onirico e fantascientifico, spezza il ritmo della narrazione, ne rimescola le carte, si apre a nuove interpretazioni, ma in fondo si amalgama perfettamente con il nonsense che avviene nelle Tre Gole. Dove la Cina è (forse) cresciuta ma il calvario dei cinesi ha raggiunto un possibile punto di non ritorno.
Due tristi storie d'amore e lontananza. Nel villaggio di Fengjie, luogo desolato e sommerso dall'acqua a causa della costruzione della diga delle Tre Gole, Han Sanming è un uomo che giunge con l'obiettivo di ritrovare la figlia che non ha mai visto, ma si ritrova a lavorare come demolitore per potersi permettere il soggiorno. Shen Hong invece è un'infermiera alla ricerca del marito (ingegnere a Fengjie) che non vede da due anni e sul quale scoprirà verità poco piacevoli che la porteranno a un'importante scelta di vita.
Due tristi storie d'amore narrate con uno stile essenziale e minimalista fanno da contrappunto a uno spaccato sulla realtà sociale della Cina odierna, ritratta dal regista cinese di Dong (documentario presentato a Venezia nella sezione Orizzonti) attraverso i toni spenti e opachi di un paesaggio grigio e umido, specchio delle due anime inquiete protagoniste del film.
In questo scenario arido, quasi apocalittico, ritratto dal regista con timore e sentita partecipazione attraverso una macchina da presa delicata e spesso immobile, si consumano due storie sommesse, sussurrate e silenziose. La camera segue il tono emotivo, sempre contenuto, della vicenda, accordandosi ai sentimenti di due protagonisti che mai urlano il proprio dolore; ma l'impressione che deriva da queste immagini suggestive e poetiche (come quella finale che ritrae un equilibrista sospeso sullo sfondo di uno scenario desolato) è di generale e diffusa freddezza. Freddezza che, insieme all'acqua che ha sommerso il villaggio di Fengjie, pare aver investito il cuore dei suoi abitanti e dei due visitatori.
5° film del regista Zhang-ke (in Italia comunque ancora alquanto sconosciuto), Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, Still Life (in originale Sānxiá hǎorén, ovvero, letteralmente, "La brava gente delle Tre Gole") ruota attorno ad un tema centrale e assolutamente attuale e pressante: il costo della modernizzazione e industrializzazione in atto ormai [...] Vai alla recensione »
A Gianni Amelio le autorità cinesi hanno chiesto dimostrare il meno possibile gente in bicicletta con la mascherina per via dell'inquinamento. Jia Zhang-Ke per inquadrare la monumentale presenza della Diga delle Tre Gole non ha avuto nessun problema. Ecco la grande opera che il governo cinese ha fortemente voluto: lunga due chilometri e mezzo, alta nel suo punto massimo 185 metri, un invaso che si [...] Vai alla recensione »