| Titolo originale | Das Leben der Anderen |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania |
| Durata | 137 minuti |
| Regia di | Florian Henckel von Donnersmarck |
| Attori | Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas Thieme, Hans-Uwe Bauer Volkmar Kleinert, Matthias Brenner, Charly Hübner, Herbert Knaup, Bastian Trost, Marie Gruber, Zack Volker Michalowski, Werner Daehn, Martin Brambach, Hubertus Hartmann, Thomas Arnold, Hinnerk Schönemann, Paul Faßnacht, Ludwig Blochberger, Paul Maximilian Schüller, Susanna Kraus, Gabi Fleming, Michael Gerber. |
| Uscita | venerdì 6 aprile 2007 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 4,01 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 10 ottobre 2016
Un agente della Stasi entra nella vita di una coppia registrando ogni loro passo, ogni loro parola, fino a interferire con le loro azioni. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello, Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Le vite degli altri ha incassato 3,7 milioni di euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Berlino Est, 1984. Il capitano Gerd Wiesler è un abile e inflessibile agente della Stasi, la polizia di stato che spia e controlla la vita dei cittadini della DDR. Un idealista votato alla causa comunista, servita con diligente scrupolo. Dopo aver assistito alla pièce teatrale di Georg Dreyman, un noto drammaturgo dell'Est che si attiene alle linee del partito, gli viene ordinato di sorvegliarlo. Il ministro della cultura Bruno Hempf si è invaghito della compagna di Dreyman, l'attrice Christa-Maria Sieland, e vorrebbe trovare prove a carico dell'artista per avere campo libero. Ma l'intercettazione sortirà l'esito opposto, Wiesler entrerà nelle loro vite non per denunciarle ma per diventarne complice discreto. La trasformazione e la sensibilità dello scrittore lo toccheranno profondamente fino ad abiurare una fede incompatibile con l'amore, l'umanità e la compassione.
All'epoca dei fatti, quando le Germanie erano due e un muro lungo 46 km attraversava le strade e il cuore dei tedeschi, il regista Florian Henckel von Donnersmarck era poco più che un bambino. Per questa ragione ha riempito il suo film dei dettagli che colpirono il fanciullo che era allora. L'incoscienza e la paura diffuse nella sua preziosa opera prima sono quelle di un'infanzia dotata di un eccellente spirito di osservazione. La riflessione e l'interesse per il comportamento della popolazione, degli artisti e degli intellettuali nei confronti del regime comunista appartengono invece a uno sguardo adulto e documentato sulla materia. Ricordi personali e documenti raccolti rievocano sullo schermo gli ultimi anni di un sistema che finirà per implodere e abbattere il Muro.
La stretta sorveglianza, le perquisizioni, gli interrogatori, la prigionia, la limitazione di ogni forma di espressione e l'impossibilità di essere o pensarsi felici sono problemi troppo grandi per un bambino. Le vite degli altri ha così il filo conduttore ideale nel personaggio dell'agente della Stasi, nascosto in uno scantinato a pochi isolati dall'appartamento della coppia protagonista. È lui, la spia, il singolare deus ex machina che non interviene dall'alto, come nella tragedia greca, ma opera dal basso, chiuso tra le pareti dell'ideologia abbattuta dalla bellezza dell'uomo e dalla sua arte. Personaggio dolente e civilissimo, ideologo del regime che in un momento imprecisato del suo incarico si trasforma in oppositore. Il "metodo" della sorveglianza diventa per lui fonte di disinganno e di sofferenza, perchè lo costringe a entrare nella vita degli altri, che si ingegnano per conservarsi vivi o per andare fino in fondo con le loro idee. Gerd Wiesler contribuisce alla riuscita dello "spettacolo" con suggerimenti, correzioni (alle azioni della polizia), aggiustamenti (dei resoconti di polizia) e note di regia che se non avranno il plauso dei superiori avranno quello dei sorvegliati. "Attori" che recitano la vita ai microfoni della Stasi e nella cuffia stereo dei suoi funzionari. La vita quotidiana fatta di paure ed espedienti è restituita da una fotografia cupa e bruna, tinte monocromatiche che avvolgono i personaggi decisi a sopravvivere, a compromettersi e a resistere. La Stasi aveva un esercito di infiltrati, duecentomila collaboratori, Donnersmarck ne ha scelto uno e lo ha drammatizzato con la prova matura e sorprendente di Ulrich Mühe. Il drammaturgo "spiato" è invece Sebastian Koch, l'ufficiale riabilitato di Black Book, intellettuale "resistente" per salvare l'anima del teatro e della Germania.
Berlino Est 1984. Gerd Wiesler è un agente della Stasi, la polizia di Stato che semina terrore e sospetto nella Ddr. Taciturno e glaciale conduce una vita arida ma sinceramente votata alla causa del governo. Incaricato di sorvegliare il drammaturgo Georg Dreyman, celebrato intellettuale di regime, Wiesler spia minuto per minuto la vita dello scrittore e della sua compagna Christa-Maria, attrice di successo. Quando un regista dissidente suo amico si suicida, Dreyman abbandona l'inerzia e scrive un articolo di denuncia da far passare oltrecortina. A quel punto Wiesler, che potrebbe consegnarlo ai superiori su un piatto d'argento, inizia a nutrire dei dubbi sulla politica della Ddr. E diventa complice invisibile e determinante dei destini di Dreyman e Christa-Maria. Dopo l'incetta di premi in Europa e l'Oscar come miglior film straniero, arriva anche da noi Le vite degli altri, felicissimo esordio del giovane Florian Henckel von Donnersmarck. A differenza di alcune opere recenti che indagavano la storia in maniera superficiale e che hanno fatto gridare prematuramente alla rinascita del cinema tedesco (La caduta, La Rosa Bianca), questo film ha il coraggio di affrontare senza facili rassicurazioni un passato ancora scomodo e rimosso, calandosi perfettamente nel clima grigio e persecutorio del regime comunista. Regia precisa, sceneggiatura infallibile e personaggi umani e credibili, interpretati da attori in stato di grazia, evitano ogni stereotipo e danno vita a un melodramma spionistico appassionante, viscerale, commovente Un film che ha la limpidezza, l'onestà e il respiro dei classici, da non perdere.
Da L'Indipendente, 22 aprile 2007
LE VITE DEGLI ALTRI Germania dell'est, Berlino. 1984. Il capitano della Stasi, Gerd Wiesler, viene incaricato di spiare un famoso scrittore di teatro, Georg Dreyman, gradito al regime della DDR. L'ufficiale installa un centro d'ascolto, in una mansarda sopra l'abitazione dell'artista, la riempie di microspie, e inizia un'attività di controllo a tutto campo [...] Vai alla recensione »
Sono freddi e vuoti, gli occhi di Gerd Wiesier (Ulrich Mühe). Su di essi si ferma la macchina da presa già all'inizio di Le vite degli altri (Das Leben der Anderen, Germania, 2006,137'). E a noi pare che riflettano non la singolarità di un uomo, ma una totalità opaca. E un funzionario solerte, il capitano della Stasi. La sua è la vita di un idealista votato a una causa politica garantita da un'ideologia [...] Vai alla recensione »