| Anno | 2005 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 82 minuti |
| Regia di | Stuart Gordon |
| Attori | William H. Macy, Julia Stiles, Joe Mantegna, Rebecca Pidgeon, Bai Ling, Russell Hornsby Mena Suvari, Denise Richards, Bai Ling, Frances Bay, Wendy Thompson, Vincent Guastaferro, Matt Landers, Dulé Hill, Aldis Hodge, Debi Mazar, Jeffrey Combs. |
| Uscita | venerdì 13 aprile 2007 |
| Distribuzione | Fandango |
| MYmonetro | 2,93 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 30 marzo 2011
Abbandonata la moglie e la sua piatta esistenza, Edmond, mediocre impiegato di mezza età, decide di tuffarsi nella pericolosa notte metropolitana. In Italia al Box Office Edmond ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 54,3 mila euro e 24,4 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Edmond, una vecchia piece teatrale di David Mamet, è l'inquietante script "tutto in una notte" che sorregge questo grottesco film diretto da Stuart Gordon, amico di vecchia data del drammaturgo, e autore del cult gore anni '80 Re-animator. La storia è quella di una sanguinosa discesa negli inferi dell'orrore mentale che nasce da una semplice constatazione: «Ogni paura nasconde in realtà un desiderio».
Questa è l'idea che guida la parabola morale di Mamet, autore da sempre affezionato al noir e alla notte, territorio misterioso nel quale vengono proiettati incubi, frustrazioni e desideri repressi.
Il protagonista del film, Edmond, è un insignificante impiegato di mezza età che una sera, dopo aver lasciato la moglie, abbandona la sua scialba e abitudinaria esistenza per immergersi nella pericolosa notte metropolitana. Ma i tarocchi letti da un'indovina prevedono solo sventure, e così sarà.
Comprato un coltello risalente alla prima guerra mondiale, l'uomo darà sfogo in ogni modo, con cameriere e prostitute incontrate lungo la via, ai suoi istinti repressi e al razzismo a lungo taciuto, concludendo il suo viaggio notturno nel letto di un carcere, accanto a un energumeno afroamericano che lo ha appena sodomizzato.
Una sorta di viaggio iniziatico verso l'ironica ed esorcizzante scoperta di un'omosessualità fino ad allora repressa perché temuta, e quindi - secondo Mamet - desiderata.
Brillantemente interpretato da William H. Macy, represso per eccellenza del cinema d'autore americano (Boogie Nights, Magnolia, Fargo), qui affiancato da una galleria di attori mametiani (che va da Joe Mantegna a Denise Richards, fino ad arrivare alla moglie del drammaturgo Rebecca Pidgeon), Edmond è un grottesco noir metropolitano che, come l'inquietante notte Fuori orario di Scorsese, trova la sua forza in una struttura vertiginosa e incalzante che non lascia tregua dall'inizio alla fine.
Un film angosciante e mostruoso, che ha il merito di svelare, senza moralismi e con una buona dose di feroce ironia, come l'odio e il razzismo siano le malattie civili del nostro secolo.
William H. Macy non è il divo da tappeto rosso e blockbuster e non lo sono nemmeno i suoi personaggi. In questo film è il protagonista, assoluto. Edmond è lo stereotipo del cittadino medio dalla vita senza infamia e senza lode. Impiegato di mezza età scialbo e apatico, un tranquillo matrimonio con una donna a lui affine per caratteristiche.
«Vivi una vita che non è la tua», dice una veggente a Edmond Burke (William H. Macey) verso l'inizio di Edmond (Usa, 2005, 82'). È venerdì, e già il piccolo impiegato sa che cosa gli toccherà fare in ufficio lunedì. Entrando in ascensore, sì è sorpreso a invidiare due sconosciuti legati in un bacio molto carnale. E ora quella donna legge nei tarocchi qualcosa che lui già sospetta.