| Titolo originale | Edison |
| Anno | 2005 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | David J. Burke |
| Attori | Kevin Spacey, Morgan Freeman, Justin Timberlake, Dylan McDermott, Roselyn Sanchez Piper Perabo. |
| Uscita | venerdì 11 novembre 2005 |
| MYmonetro | 2,51 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Scoperta una rete di poliziotti corrotti, un giovane giornalista instaura un'ambigua alleanza con un reporter frustrato e un investigatore di un potente ufficio di Stato. In Italia al Box Office Edison City ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 474 mila euro e 256 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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La vita scorre tranquilla per gli abitanti di Edison, ignari del dilagare della corruzione tra i ranghi dei servizi segreti e le più alte cariche pubbliche. Quando un giovane reporter fiuterà qualcosa dietro la dubbia condanna di uno spacciatore, una valanga di marciume gli cadrà addosso, minacciando di seppellirlo. Se Edison fosse Gotham ed il monologo dell'incipit proferito da Batman, la tentazione di incasellare l'opera entro i precisi limiti del delirio megalomane non sarebbe immediata. Così non è, ma in un modo o nell'altro, grazie ad un montaggio stentato ma dal ritmo incalzante, la suddetta tentazione rimarrà tale per un arco di tempo sorprendentemente lungo. Con un Morgan Freeman ancora alla ricerca del record per la filmografia più estesa, un furtivo Spacey, un LL Cool J sempre più palestrato e un Justin Timberlake che non balla, giocando sui nomi e su un intreccio da film TV, Edison City è un thriller che propone tensione a buon mercato, a patto di non farsi troppe domande.
"Edison City"(David J.Burke, 2005, anche autore si soggetto e sceneggiatura)è un film che, da un lato vuol denunciare la corruzione della polizia, pur situandola in una città immaginaria8Edison City)degli States, dall'altro rischia di ricadere(e spesso ricade in tutte le storie filmiche di delinquenza abbinata alla corrzione della polizia), con personaggi abbastanza stereotipati( [...] Vai alla recensione »
Quanto marcio nel Palazzo, tuona l'esordiente David J. Burke, passato (purtroppo) alla regia dopo vent'anni di giornalismo. La sua scarna biografia non precisa però se al Washington Post o all'equivalente della Gazzetta di Peretola. Una lunga militanza, che con l'aiuto di una sfrenata fantasia, e, si presume, di ricorrenti incubi notturni, gli è servita per scrivere il delirante soggetto alla base [...] Vai alla recensione »