| Titolo originale | Layer Cake |
| Anno | 2004 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Matthew Vaughn |
| Attori | Daniel Craig, Colm Meaney, Kenneth Cranham, George Harris, Jamie Foreman, Sienna Miller Michael Gambon, Marcel Iures, Jason Flemyng. |
| Uscita | venerdì 10 giugno 2005 |
| MYmonetro | 2,58 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 16 agosto 2018
Un abile pusher vuole rompere con il mondo del crimine e ritirarsi a vivere una vita tranquilla con i soldi che ha messo da parte in anni di "onesto" lavoro. Ma gli ultimi due lavoretti da svolgere saranno più difficili del previsto... In Italia al Box Office The Pusher ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 70,7 mila euro e 33,4 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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The Pusher, cioè chi spaccia o comunque commercia la droga, racconta le vicende, ingarbugliatissime, di un giovane commerciante di cocaina, che detto così può sembrare una cosa normale, se si osserva la faccenda dal punto di vista puramente commerciale. L'uomo è XXXX, cioè non ha un nome, ma una bella reputazione tra le canaglie par suo. Il giorno che decide di ritirarsi dagli affari e godersi la vita deve patteggiare con i suoi ex complici, che pretendono da lui alcune prestazioni extra prima di lasciare: rintracciare la figlia scomparsa e tossicodipendente di un boss, fare da intermediario tra un certo Duca e l'amico che gli ha chiesto i favori a proposito di una partita di droga contesa dai due bastardi. Facile a dirsi, in realtà una trappola per topi.
Entra in gioco anche un criminale serbo, ormai è impossibile che in un gangster-movie non ve ne siano, ed il nostro "eroe" deve lottare su tre fronti e contemporaneamente guardarsi le spalle dai suoi subalterni, che scalpitano per avere la sua eredità.
Della polizia nessuna traccia. Nessuno dei personaggi è degno di compassione, tantomeno della nostra simpatia. Una tarantinata che non disdegna anche altri modelli, i riferimenti non mancano e trattandosi di un film inglese c'è almeno la correttezza formale. Come ne Le iene, i tempi morti sono l'asse portante del racconto. Molto si parla e poco si agisce, se non nel "redde rationem" finale. Pacchi e contropacchi, bluff e la solita violenza. Quasi impalpabili le presenze femminili.
Quanto al protagonista Daniel Craig, le aspettative che lo circondano non sembrano ben riposte. Faccia da finto duro, fisico da finto atleta, recitazione da finto attore e qualcuno farnetica di James Bond: se vogliamo che questo abbia la faccia di un lattoniere nessun dubbio, Craig è perfetto.
Il titolo originale "Layer Cake", indica una torta a strati, vale a dire che nella metafora proposta dal film, strato dopo strato si tenta di arrivare allo strato più alto. Infine, raccomandiamo il film agli enigmisti, perchè a forza di chiacchiere si finisce in un "cul de sac", al festival delle scatole cinesi e come direbbe qualcuno "chi ci capisce è bravo".
di Marco Padula- Matthew Vaughn questa volta ci racconta una parabola moderna, che contiene una sua intrinseca "morale". Il volto rugoso e sofferto di Daniel Craig (forse per la verità più a suo agio nei panni dell'ultimo 007) rappresenta con efficacia il tormento interiore, le paure e le preoccupazioni di un giovane uomo d'affari organico al business della droga.
Sarà l’effetto Daniel Craig ma questo film non lascia affatto indifferenti, sebbene la storia sia vista, rivista e un po’ consunta: spacciatore in fine carriera decide per l’ultimo colpo grosso prima di lasciare e godersi la dolce vita anticipata. Naturalmente qualcosa si mette di traverso, i debiti si pagano sempre tutti e sarà costretto a restituire piaceri al suo boss Jimmy Price (Kenneth Cranham), [...] Vai alla recensione »