Le conseguenze dell'amore

Film 2004 | Drammatico 100 min.

Regia di Paolo Sorrentino. Un film Da vedere 2004 con Toni Servillo, Olivia Magnani, Adriano Giannini, Gianna Paola Scaffidi, Raffaele Pisu. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2004, durata 100 minuti. - MYmonetro 3,88 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 3 marzo 2014

Il cinquantenne Titta Di Girolamo nasconde un segreto che emergerà grazie al progressivo innamoramento per la ragazza del bar dell'hotel. Ha vinto 5 David di Donatello, In Italia al Box Office Le conseguenze dell'amore ha incassato 1,6 milioni di euro .

Passaggio in TV
domenica 22 febbraio 2026 ore 5,00 su RAIMOVIE

Consigliato assolutamente sì!
3,88/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,65
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un film così 'recitato' da suonare falso.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Titta Di Girolamo ha cinquant'anni, vive da otto anni in un albergo di una cittadina del Canton Ticino lontano dalla famiglia, apparentemente facoltoso ma senza alcuna esibizione di ricchezza. È un uomo che nasconde un segreto che emergerà a poco a poco anche grazie al progressivo innamoramento per la ragazza del bar dell'hotel. Il secondo film di Sorrentino merita tutte le attenuanti che vanno concesse all'opera seconda ma non convince. Se in L'uomo in più scorreva la vita, anche se quella circoscritta dell'ambiente calcistico, qui ci troviamo di fronte a un film così 'recitato' da suonare falso. Con i pensieri e le battute costruiti a tavolino che, a volte, nenanche un grande attore come Servillo riesce a sostenere. La raffinatezza stilistica sul piano visivo viene così a contatto con personaggi come (ad esempio) i due ex proprietari dell'albergo ridotti a vivere in una stanza dello stesso. Sembrano leggere, non 'dire' le battute. A questo si aggiunga una descrizione stereotipa dei mafiosi come non la si vedeva da tempo al cinema. All'estero (festival di Cannes) piace. Forse perchè aderisce allo slogan "spaghetti, pizza, mafia"?

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Recensione di Davide Morena
giovedì 30 settembre 2004

Un giovane attraversa tutta la scena, da sinistra a destra, immobile su un tapis-roulant, fino ad uscire trascinando una valigia. Una musica densa tra l'industrial e la tecno accompagna l'incedere lento, mentre i titoli di testa occupano la parte vuota della scena, il pavimento disabitato del lungo corridoio.
Si apre così Le conseguenze dell'amore, la più bella sorpresa che il cinema italiano ci fa da anni. Non che siano mancate opere di pregio, negli ultimi tempi, troppo spesso però viziate da quel provincialismo che tanto danna i registi italiani, rendendo difficilmente esportabili i loro film.
L'opera seconda di Sorrentino è piaciuta ai francesi, conquistandosi un posto a Cannes e tanti applausi. Da noi non ha convinto. Perché? Perché non è provinciale, ecco perché. Le musiche spigolose e assordanti, la dubbia moralità, i personaggi contraddittori, la stilizzazione di certi comprimari, sono cose che quando vengono d'oltralpe fanno urlare al miracolo. Tutti elementi che non vanno giù al pubblico che vuole i buoni con la maglia bianca e i cattivi con quella nera, uno striscione con scritto "volemose bbene" in chiusura di ogni pellicola e soprattutto tanto, tanto, tanto perbenismo. Neanche a farlo apposta il film si svolge in Svizzera, tra un albergo, il caveau di una banca e pochi altri ambienti, tutti luoghi-non-luoghi dove i contorti labirinti della psiche dell'uomo si meritano la scena più delle storie dei personaggi stessi. Poco importa se la regia, i dialoghi, la direzione degli attori, la costruzione delle inquadrature sono tutti ampiamente perfettibili, visto che già così come sono danno materiale in abbondanza per credere che questo giovane regista napoletano si candidi seriamente a dare nuovo lustro al cinema italiano nel mondo in futuro.
Questo è un film che non sa dove andare a parare, semplicemente perché non vuole andare a parare da nessuna parte. Non educa, non diseduca: racconta la storia inventata di un uomo improbabile (un Servillo che dovrebbe far vergognare il 90% dei cosiddetti "mostri sacri" del panorama attoriale italiano), stringe le conclusioni immaginarie cui il notevole autore Sorrentino giunge quando cerca di appuntare i "buoni propositi per il futuro". Prima di tutto, non sottovalutare le conseguenze dell'amore.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 20 ottobre 2015
Bomber89

  Titta Di Girolamo (Toni Servillo) è l'antieroe per eccellenza, un uomo di mezza età all'apparenza libero ma in realtà molto più prigioniero di un vero detenuto; "recluso" in una vita schematica e senza fuga alla quale è costretto se vuole continuare a vivere. La monotonia viene meno quando Titta prova a rompere lo schema, spinto dal sentimento [...] Vai alla recensione »

Frasi
I timidi notano tutto, ma sono molto bravi a non farsene accorgere.
Una frase di Titta di Gerolamo (Toni Servillo)
dal film Le conseguenze dell'amore - a cura di margot
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino (napoletano, 34 anni, già autore de «L'uomo in più») unica opera italiana in concorso al 57° festival, è un film raro, di grande stile, veramente bello: senza facilità nè forzature melodrammatiche comunica emozioni profonde, immagini ammirevoli, e conferma la bravura assoluta del suo protagonista Toni Servillo.

NEWS
CELEBRITIES
martedì 13 maggio 2008
Stefano Cocci

Servillo è Andreotti "Il Divo" A quasi 50 anni è uno dei volti nuovi del cinema italiano, un po' perchè si è sempre speso con parsimonia sul grande schermo, un po' perché per lungo tempo ha girato i teatri d'Italia.

winner
miglior film
David di Donatello
2005
winner
miglior regia
David di Donatello
2005
winner
miglior attore
David di Donatello
2005
winner
miglior scenegg.ra
David di Donatello
2005
winner
miglior fotografia
David di Donatello
2005
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