| Titolo originale | Le dernier trappeur |
| Anno | 2004 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Francia |
| Durata | 94 minuti |
| Regia di | Nicolas Vanier |
| Attori | Norman Winther, May Loo, Alex Van Bibber, Ken Bolton, Christopher Lewis . |
| Uscita | venerdì 28 aprile 2006 |
| MYmonetro | 3,03 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 18 maggio 2012
Documentario su Norman Winther, uno degli ultimi cercatori di pelli a riuscire ad avere, con le Montagne Rocciose, una relazione di scambio fondata sulla profonda conoscenza del luogo e sul rispetto assoluto degli equilibri naturali. In Italia al Box Office Il grande Nord ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 31,3 mila euro e 16 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il regista Nicolas Vanier è un artista avventuriero che sembra uscito dalle pagine di Jack London, ha scritto diversi libri e ha girato altrettanti documentari prima di incontrare Norman Winther, l'ultimo cacciatore del grande Nord, e di trasformare la sua vita in un film. Norman Winther nella finzione cinematografica è dunque se stesso, un cacciatore di pellicce che vive sulle Montagne Rocciose insieme alla sua compagna Nebaska, un'indiana Nahanni, e alla sua muta di sette cani. Al centro del film c'è l'uomo e il suo rapporto con la natura, quella indomita e selvaggia, con cui il cacciatore si confronta dominando o soccombendo, e quella addomesticata e familiare in cui si rifugia. Da una parte le foreste frequentate da grizzly, lupi e linci, i laghi ghiacciati, i precipizi rocciosi e le basse temperature, dall'altra una casa costruita con gli alberi e i cani che in queste regioni sono davvero qualcosa di più di amici fedeli, addestrati a battere le piste dei cacciatori con cui condividono rischi e successi. Norman vive in simbiosi coi suoi sette cani stabilendo il suo posto "al lato della muta e non al di sopra". Apache è la splendida femmina husky che guida la muta, diva dai fieri occhi blu, per sua natura impellicciata, che non mancherà di conquistare il cuore di Norman e naturalmente del co-capitano, Voulk.
Questo inno alla natura, sospeso tra documentario e fiction, riflette sul posto che l'uomo occupa nell'ambiente e sull'importanza della sua attività di predatore che, al contrario di quanto si pensi, contribuisce al ripopolamento e alla riorganizzazione delle foreste. Norman non intende riferirsi alle grandi società forestali o alle stragi indiscriminate di animali, la sua filosofia è quella della natura: "l'uomo è l'animale messo in cima alla scala evolutiva, quello cui spettava controllare il sistema intervenendo in modo intelligente e ragionato".
io l'ho trovato un bel film,ottima fotografia,storia un po scontata ma gli scenari meritano veramente la visione.
Nicolas Vanier è una sorta di Jacques Cousteau dei ghiacci, un documentarista che da vent'anni esplora il nord del pianeta. Per girare questo film ha trascorso mesi con la sua troupe nello Yukon, sulle Montagne Rocciose del Canada, sfidando tormente di neve e gelate che aggredivano le macchine da presa, per seguire con discrezione la vita di uno degli ultimi cacciatori tradizionali, Norman Winther. [...] Vai alla recensione »