| Titolo originale | Touching the void |
| Anno | 2003 |
| Genere | Docu-fiction |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Kevin Macdonald |
| Attori | Nicholas Aaron, Richard Hawking, Brendan Mackey, Ollie Ryall, Joe Simpson Simon Yates. |
| Uscita | venerdì 18 marzo 2005 |
| Tag | Da vedere 2003 |
| MYmonetro | 3,41 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 13 gennaio 2012
Il docudrama di MacDonald è un manifesto sulla forza di volontà, sul desiderio di rimanere attaccati alla vita, anche quando le speranze sembrano non esistere più. Il viaggio di ritorno da un inferno di ghiaccio. In Italia al Box Office La morte sospesa - Touching the Void ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 332 mila euro e 54,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Confrontarsi con se stessi e con l'ignoto, è un'esperienza che ognuno di noi ha affrontato in qualche occasione, nella vita di tutti i giorni o in un momento particolare. In alcuni casi, abbiamo bisogno di provare a noi stessi fino a dove possiamo arrivare, e la natura, che volenti o nolenti ci domina con la sua onnipotenza, può diventare il nostro compagno e avversario, nel vivere emozione e paura, felicità e disperazione.
Touching the void, documentario di Kevin MacDonald, racconta di un'impresa drammatica, compiuta da Simon Yates e Joe Simpson (autore de La morte sospesa, il bestseller da cui è tratto il film), due alpinisti, che hanno conquistato, nel 1985, la vetta del Siula Grande sulle Ande peruviane.
Simon e Joe, sono amici, e appassionati di scalate. L'ascesa al picco sembra una passeggiata, tutto fila liscio, solo qualche problema dovuto agli agenti atmosferici. Nella discesa, però, Joe scivola e si rompe la gamba. La situazione è critica, e nella mente dei due passano mille pensieri. Salvarsi da solo e abbandonare il compagno o fare di tutto per salvarlo da morte certa? Improvvisamente una corda si rompe, e Joe precipita in un crepaccio. Solo un miracolo potrà salvarlo.
Le voci narranti dei due protagonisti reali di questa magnifica avventura, interpretata nelle scene di montagna da altrettanto bravi attori, immersi nella neve e nella bufera e perfetti nel fare rivivere i momenti della scalata, sono la magia del film.
Il docudrama di MacDonald è un manifesto sulla forza di volontà, sul desiderio di rimanere attaccati alla vita, anche quando le speranze sembrano non esistere più. Il viaggio di ritorno dall'inferno (che questa volta è freddo come i ghiacci e non caldo come il fuoco) è fatto di piccoli passi, di dolore (tanto) e di sacrificio. I minuti di Joe sembrano anni, i suoi sforzi sono infiniti, ma un raggio di luce nel buio dei crepacci è più di una speranza.
Storia vera della tragica impresa degli alpinisti britannici Joe Simpson e Simon Yates che scalarono per la priva volta la parete Ovest del Siula Grande andino nel 1985. Costretto da una situazione disperata ad abbandonare l'amico durante la discesa dopo che questi si era gravemente ferito ad una gamba, Yates riesce fortunosamente a raggiungere il capo base ed attende un paio di giorni insieme [...] Vai alla recensione »
Il rumore, stridulo e penetrante, di una vite che entra nel ghiaccio. I colpi, secchi e violenti, delle punte dei ramponi che mordono la parete. Poi la montagna, bianca, fredda, incombente. Un primo piano del volto di un alpinista, segnato dal sole e dallo sforzo, poi una zoomata all'indietro, fino a quando l'uomo non diventa altro che un puntino, minuscolo, di fronte all'immensità della parete che [...] Vai alla recensione »