| Titolo originale | Dayereh |
| Anno | 2000 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Iran |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Jafar Panahi |
| Attori | Fereshteh Sadre Orafaiy, Maryiam Parvin Almani, Nargess Mamizadeh, Elham Saboktakin . |
| Uscita | sabato 9 settembre 2000 |
| Tag | Da vedere 2000 |
| Distribuzione | Mikado Film |
| MYmonetro | 3,45 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento martedì 7 ottobre 2025
Dopo aver affrontato ne Il palloncino bianco e Lo specchio le tematiche infantili, con Il cerchio, l'iraniano Jafar Panahi, rivolge il proprio sguardo all'universo femminile. Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office Il cerchio ha incassato 871 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Dopo aver affrontato ne Il palloncino bianco e Lo specchio le tematiche infantili, con Il cerchio, l'iraniano Jafar Panahi, rivolge il proprio sguardo all'universo femminile. Otto ritratti di donne, otto storie di quotidiana sopravvivenza raccontate con la semplicità di un linguaggio che non cerca di emozionare lo spettatore, ma al contrario di accompagnarlo, mantenendo il più possibile un punto di vista distaccato. Il cerchio rimanda, in qualche modo, alla circolarità e alla frammentazione della narrazione, che descrive uno dopo l'altro ciascun personaggio. Le vicende si succedono apparentemente in modo del tutto casuale. Il cerchio si ricompone, chiudendosi, soltanto nel finale. Sorprende la bravura di Panahi, nell'essere riuscito a descrivere, con grande sensibilità ed efficacia - per lo più attraverso i gesti - personaggi così autentici, come quelli di queste donne costrette a vivere ai margini di una società estremamente rigida e codificata.
Leone d'Oro per questo regista iraniano, autore anche del modesto "Palloncino bianco" e del più convincente "Specchio". La Giuria lo preferi al bellissimo "Platform", cinese, credo mai distribuito in Italia. Com'è fin troppo ovvio, il "cerchio" del circolo potrebbe essere una dimensione opprimente, in quanto -anche burocraticamente- labirintica, dal quale si esce ammirando un mondo che ti sia precluso, [...] Vai alla recensione »
Nel titolo del film di Jafar Panahi c’è, implicito, il senso del suo intrecciarsi di racconti e insieme c’è la sua struttura. Quello e questa s'annunciano circolari: inizio e fine s’incontreranno e si confonderanno. In platea ci aspettiamo che il buio, un ulteriore nero totale, occupi di nuovo lo schermo a conclusione di queste storie di donne. E ci aspettiamo anche che siano, esse stesse, condannate [...] Vai alla recensione »