La messa è finita

Film 1985 | Drammatico 94 min.

Regia di Nanni Moretti. Un film Da vedere 1985 con Marco Messeri, Nanni Moretti, Ferruccio De Ceresa, Margarita Lozano, Eugenio Masciari. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1985, durata 94 minuti. - MYmonetro 3,44 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 21 settembre 2021

Di ritorno da una parrocchia sperduta, un giovane sacerdote viene destinato a una chiesa della periferia romana. Il film è stato premiato al Festival di Berlino,

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Consigliato sì!
3,44/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA
PUBBLICO 3,63
CONSIGLIATO SÌ
Un meritato Orso d'argento....
Recensione di Luisa Ceretto
Recensione di Luisa Ceretto

Don Giulio fa ritorno a Roma, dove è nato e cresciuto, per sostituire un prete che ha abbandonato l'abito talare e messo su famiglia. Giulio è molto contento di poter rivedere i propri cari, in particolare di riabbracciare la madre e la sorella, e gli amici di un tempo. Si rende ben presto conto però che nonostante i suoi sforzi per rendersi utile e per dare suggerimenti, non riesce a risolvere i problemi che affliggono chi gli sta intorno, quasi che le sue risposte non potessero più essere di alcun aiuto. L'infelicità che lo circonda, incrina le sue certezze ...
La messa è finita prosegue l'indagine avviata con Bianca, che ha come perno centrale la riflessione sulla coppia, la ricerca della felicità. Qui il cerchio si stringe e si chiude sul nucleo familiare del protagonista, per poi riverberarsi verso l'esterno. È infatti nel momento in cui è la coppia dei propri genitori a scardinarsi, che si rende ancora più evidente per Giulio il senso di inadeguatezza e di perdita di equilibrio che via via avverte. Un travaglio spirituale che ha inizio da quando si trasferisce da un'isola del Mar Tirreno alla capitale, reimmergendosi nei suoi ritmi vitali. Se Roma è inizialmente un bellissimo panorama da osservare dall'alto, uno scenario la cui magnificenza lascia senza parole, progressivamente ne emerge un ritratto per nulla agiografico.
Vincitore meritatamente dell'Orso d'argento al festival di Berlino, con La messa è finita l'autore dà vita al suo personaggio più intenso. È un Moretti sofferente, naif, ignaro delle implicazioni della sfera sentimentale, carico di un'irascibilità muta, severo, che si muove sullo sfondo di una società istintiva, razzista, profondamente egoista e violenta - sono illuminanti le scene in cui Giulio ripetutamente viene picchiato perché rivendica un proprio diritto, oppure perché tenta di prendere le difese dell'amico omosessuale. Un'Italia che sta uscendo da una delle pagine più drammatiche, uno degli amici del sacerdote è in carcere con l'accusa di terrorismo, una società che ama esibirsi, che non ascolta se non la propria voce, profondamente sorda. Moretti riesce egregiamente a dare corpo al proprio disagio, una sofferenza non verbalizzata, grazie ad una gestualità che evidenzia il proprio malessere nell'ascoltare ancora le ragioni altrui, le richieste di assoluzione, di benevolenza, di comprensione. Pellicola cupa, amara, nel finale tuttavia si schiude uno spiraglio di positività, un'alternativa ad un sistema di vita ritenuto ormai inaccettabile, forse più semplice.
Memorabile la sequenza del tuffo nel mare col quale si apre il film, forse implicito rimando ai Quattrocento Colpi, e più ancora all'Atalante di Jean Vigo, e al"perdersi" della sua protagonista, la sposa che fugge via dalla monotonia della vita sul barcone, per la sfavillante ville lumière.

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Di ritorno da una parrocchia sperduta, un giovane sacerdote viene destinato a una chiesa della periferia romana. Nella capitale, oltre all'indifferenza ostile dei presunti fedeli, trova gli amici di un tempo trasformati in terroristi, omosessuali o misantropi maniacali. In famiglia le cose vanno anche peggio: il padre se ne va con un'altra donna, la madre si suicida e la sorella vuole abortire. Disgustato e impotente di fronte a tanto squallore, il giovane prete parte per una missione del Sudamerica.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 13 dicembre 2011
molenga

Moretti Interpreta un sacerdote che torna a Roma dopo aver servito per alcuni anni in una parrocchia isolata. Coloro che ritrova intorno a sé, però, non sono più quelli che aveva lasciato. Gli amici, i compagni di militanza, sono divenuti chi un terrorista, chi un misantropo, chi un omosessuale che rischia linciaggi...e la famiglia: il padre lascia la madre per una donna più [...] Vai alla recensione »

Frasi
Cesare e Antonella, pochi istanti fa avete ricevuto un sacramento del quale spero siate consapevoli. Dovrete impegnarvi molto, perché non è facile volersi bene, non è naturale come con i figli. L’altro giorno una donna, in confessione, mi ha detto: “Mio figlio l’ho fatto io, mio marito invece un’altra donna”. Perché dico questo? (…) Sì, volevo dire che nessun uomo può essere mai amato come dalla propria madre. Io credo nella felicità: credo che la vita sia fatta per la felicità e non per il dolore. E penso che la solitudine non dia la felicità. Per questo sono contento per voi che oggi avte deciso di vivere la vostra vita insieme. A mia madre piacevano molto le feste, le feste come questa. Oggi sarebbe venuta qui. Valentina, ti ricordi quando ci comprava le nougatine? Metà cioccolatino metà caramella: le nougatine. Oggi non le fanno più. A ottobre un giorno arrivava a casa e diceva: “Indovinate cosa vi ho portato”. Ma noi lo sapevamo già: erano i primi mandarini della stagione. Ora invece ci sono le ciliegie tutto l’anno, le fragole tutto l’anno…Ma che che ricordi avranno un giorno questi bambini, eh?
Una frase di Don Giulio (Nanni Moretti)
dal film La messa è finita
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Don Giulio (Nanni Moretti), giovane parroco di Ventotene, viene improvvisamente trasferito a Roma, in una borgata periferica. Abbandonato il regno dell’innocenza, è ora per Don Giulio di tuffarsi nella difficile realtà della grande città. Superata la tentazione di installarsi nella comoda e - apparentemente - serena casa dei genitori, prende finalmente possesso della nuova parrocchia.

winner
orso d'argento
Festival di Berlino
1986
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