| Anno | 1985 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 94 minuti |
| Regia di | Nanni Moretti |
| Attori | Marco Messeri, Nanni Moretti, Ferruccio De Ceresa, Margarita Lozano, Eugenio Masciari Dario Cantarelli, Mariella Valentini, Antonella Fattori, Vincenzo Salemme, Umberto Bellissimo, Carlo Mazzacurati, Pietro De Vico, Enrica Maria Modugno, Luisa De Santis, Margarita Lozgno, Roberto Vezzosi, Giovanni Buttafava, Luigi Moretti, Manfredi Aliquò. |
| Tag | Da vedere 1985 |
| MYmonetro | 3,44 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 21 settembre 2021
Di ritorno da una parrocchia sperduta, un giovane sacerdote viene destinato a una chiesa della periferia romana. Il film è stato premiato al Festival di Berlino,
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CONSIGLIATO SÌ
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Don Giulio fa ritorno a Roma, dove è nato e cresciuto, per sostituire un prete che ha abbandonato l'abito talare e messo su famiglia. Giulio è molto contento di poter rivedere i propri cari, in particolare di riabbracciare la madre e la sorella, e gli amici di un tempo. Si rende ben presto conto però che nonostante i suoi sforzi per rendersi utile e per dare suggerimenti, non riesce a risolvere i problemi che affliggono chi gli sta intorno, quasi che le sue risposte non potessero più essere di alcun aiuto. L'infelicità che lo circonda, incrina le sue certezze ...
La messa è finita prosegue l'indagine avviata con Bianca, che ha come perno centrale la riflessione sulla coppia, la ricerca della felicità. Qui il cerchio si stringe e si chiude sul nucleo familiare del protagonista, per poi riverberarsi verso l'esterno.
È infatti nel momento in cui è la coppia dei propri genitori a scardinarsi, che si rende ancora più evidente per Giulio il senso di inadeguatezza e di perdita di equilibrio che via via avverte. Un travaglio spirituale che ha inizio da quando si trasferisce da un'isola del Mar Tirreno alla capitale, reimmergendosi nei suoi ritmi vitali. Se Roma è inizialmente un bellissimo panorama da osservare dall'alto, uno scenario la cui magnificenza lascia senza parole, progressivamente ne emerge un ritratto per nulla agiografico.
Vincitore meritatamente dell'Orso d'argento al festival di Berlino, con La messa è finita l'autore dà vita al suo personaggio più intenso. È un Moretti sofferente, naif, ignaro delle implicazioni della sfera sentimentale, carico di un'irascibilità muta, severo, che si muove sullo sfondo di una società istintiva, razzista, profondamente egoista e violenta - sono illuminanti le scene in cui Giulio ripetutamente viene picchiato perché rivendica un proprio diritto, oppure perché tenta di prendere le difese dell'amico omosessuale. Un'Italia che sta uscendo da una delle pagine più drammatiche, uno degli amici del sacerdote è in carcere con l'accusa di terrorismo, una società che ama esibirsi, che non ascolta se non la propria voce, profondamente sorda. Moretti riesce egregiamente a dare corpo al proprio disagio, una sofferenza non verbalizzata, grazie ad una gestualità che evidenzia il proprio malessere nell'ascoltare ancora le ragioni altrui, le richieste di assoluzione, di benevolenza, di comprensione.
Pellicola cupa, amara, nel finale tuttavia si schiude uno spiraglio di positività, un'alternativa ad un sistema di vita ritenuto ormai inaccettabile, forse più semplice.
Memorabile la sequenza del tuffo nel mare col quale si apre il film, forse implicito rimando ai Quattrocento Colpi, e più ancora all'Atalante di Jean Vigo, e al"perdersi" della sua protagonista, la sposa che fugge via dalla monotonia della vita sul barcone, per la sfavillante ville lumière.
Di ritorno da una parrocchia sperduta, un giovane sacerdote viene destinato a una chiesa della periferia romana. Nella capitale, oltre all'indifferenza ostile dei presunti fedeli, trova gli amici di un tempo trasformati in terroristi, omosessuali o misantropi maniacali. In famiglia le cose vanno anche peggio: il padre se ne va con un'altra donna, la madre si suicida e la sorella vuole abortire. Disgustato e impotente di fronte a tanto squallore, il giovane prete parte per una missione del Sudamerica.
Moretti Interpreta un sacerdote che torna a Roma dopo aver servito per alcuni anni in una parrocchia isolata. Coloro che ritrova intorno a sé, però, non sono più quelli che aveva lasciato. Gli amici, i compagni di militanza, sono divenuti chi un terrorista, chi un misantropo, chi un omosessuale che rischia linciaggi...e la famiglia: il padre lascia la madre per una donna più [...] Vai alla recensione »
Don Giulio (Nanni Moretti), giovane parroco di Ventotene, viene improvvisamente trasferito a Roma, in una borgata periferica. Abbandonato il regno dell’innocenza, è ora per Don Giulio di tuffarsi nella difficile realtà della grande città. Superata la tentazione di installarsi nella comoda e - apparentemente - serena casa dei genitori, prende finalmente possesso della nuova parrocchia.