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Ultimo aggiornamento giovedì 6 giugno 2019
Romanzo epistolare imperniato sull'amore tra due sorelle di colore e sui loro differenti destini. Il film ha ottenuto 10 candidature a Premi Oscar, 5 candidature a Golden Globes, In Italia al Box Office Il colore viola ha incassato 30 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Cimentandosi per la prima volta con temi drammatici, con punti di fuga piuttosto eterogenei, la pellicola, nonché lo sforzo registico, trabocca in più di un occasione di melò baroccheggiante.
Una Whoopi Goldberg appena scesa dal palcoscenico teatrale e vincitrice con questa pellicola del Golden Globe, presta non solo le eccellenti doti interpretative ma coinvolge tutta la sua stessa mimica fisiognomica straordinariamente verosimile in un personaggio corale dove la prosa della sceneggiatura tocca in ogni gesto dimesso, espressione o parola momenti di poesia pura.
La sapiente rassegna delle sfumature cromatiche messe in campo nella scenografia, frutto della scelta di una fotografia che rivela la vocazione di Spielberg per gli effetti speciali, è il manifesto di una dichiarazione di riscatto ed uguaglianza di tutte le sfumature epidermiche delle razze, in un momento storico come quello della Georgia degli anni '20 in cui the colored men erano ancora nigger.
Ma il nucleo semantico della pellicola non risiede tanto nel tema del razzismo.
Il seme della saccenza maschile, come della spocchiosità della borghesia, è nel Dna degli stessi uomini colorati. Le vessazioni, gli stupri subiti da Celie in età adolescenziale, ossia nei momenti performanti della socializzazione primaria in cui si tende a percepire la realtà che ci circonda come quella tout court ossia, l'unica alternativa di realtà realmente possibile, la rendono una schiava dentro (schiava all'universo maschile più che a quello dei bianchi). La rivoluzione di Celie consisterà nel perpetuo tentativo di affermazione della sua superiorità morale attraverso la dimostrazione della necessità del suo ruolo, una reattività sprigionata anche dalla fede cristiana di Celie.
Tacciato di demagogia, il film in apparenza votato a smuovere le grandi platee, fa del colore il ganglo centrale, il colore della pelle, degli stati d'animo, delle proiezioni dei tentativi di fuga dal reale amaro di Celie attraverso l'indottrinamento quotidiano coi romanzi di avventura dopo la conquista della lettura, che ha la stessa funzione catartica della musica e del ballo per la protagonista di Dancer in the dark di Lars Von Trier.
Una donna depredata della sua sessualità, della maternità, del suo corpo e persino della legittimità razziale, nel montaggio parallelo della lama di rasoio sul collo del Mister e il rito di iniziazione nel cuore della sua Africa si avverte la brutalità di cui può rendersi responsabile la razza nera.
Dal best-seller di Alice Walker. Tempi duri, nel sud degli Stati Uniti all'inizio del secolo, per la nera Celie, costretta a una miserevole esistenza da un marito crudele e manesco che la umilia in ogni modo. Ma la serenità, la pazienza e la speranza di Celie la porteranno sana e salva al lieto fine. Film con soli interpreti di colore, lontano dagli abituali cliché di Spielberg a tratti troppo manierato e facile agli scadimenti nel lacrimevole eppure capace di coinvolgere per la "classicità" della storia e la credibilità degli interpreti. A questo proposito eccezionale Whoopi Goldberg nel ruolo della protagonista.
Non esistono altre parole per descrivere un film del genere: un film veramente immenso. A parte il reparto tecnico incredibilmente sfruttato, sia per quanto riguarda la fotografia, la scenografia, i costumi e la sceneggiatura, la straordinaria passione degli attori lascia ancora a quasi 30 anni di distanza sbalorditi: straordinari a dir poco. E' una parabola sull'amore, sull'amicizia, sul [...] Vai alla recensione »
Steven Spielberg, regista e produttore di tanti film di grande successo, tenta una strada nuova, producendo e dirigendo Il colore Viola. Tratto dal romanzo omonimo della scrittrice americana di colore Alice Walker, questo “all black” film rappresenta infatti sicuramente, per l’ancor giovane padre di ET, un scommessa. Nella profonda provincia del Sud degli Stati Uniti, nel 1906, ha inizio la storia [...] Vai alla recensione »