| Titolo originale | The Stranger |
| Anno | 1946 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Orson Welles |
| Attori | Loretta Young, Edward G. Robinson, Orson Welles, Marcello Mastroianni . |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,15 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 5 novembre 2024
L'ispettore Wilson, della "Commissione alleata per i crimini di Guerra", nonostante lo scetticismo dei suoi colleghi, decide di lasciare aperta la cella di un criminale nazista, un certo Konrad Meineke, per farlo scappare. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar,
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CONSIGLIATO SÌ
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In una pacifica cittadina americana vive un nazista scampato al processo di Norimberga. Si è rifatto un'esistenza e sotto mentite spoglie sposa perfino la figlia di un noto magistrato. Giunge un detective incaricato di indagare sulla vera identità del professore, la cui moglie respinge sdegnata gli insistenti sospetti che l'investigatore le confida. Dovrà ricredersi quando il marito, in un ultimo tentativo di farla franca, tenta di ucciderla e dopo un movimentato inseguimento precipita dal campanile della chiesa, ucciso dalla spada di una delle figure del carillon.
Film ingiustamente snobbato dalla critica. Ritmo incalzante, splendido uso del chiaroscuro grazie alla fotografia di Russel Metty, duello recitativo di altissimo livello tra Edward G Robinson e lo stesso Welles. Interessanti i simbolismi: l'orologio del campanile, metafora di un tempo sospeso, quello della fuga del gerarca che tenta di rifarsi una vita; apparecchio che, non appena ricomincia a [...] Vai alla recensione »
Orson Welles nel 1941 diresse in giovane età "Quarto potere", uno dei più bei film della storia del cinema. Cinque anni dopo dirige "Lo straniero" con un abbassamento qualitativo notevole. È la storia della caccia di un criminale nazista di nome Kindler che era stato uno dei responsabili della soluzione finale, da parte dell'investigatore Mr.
L’ossessione del protagonista, Charles Rankin/Franz Kindler, per gli orologi è uno dei due geniali ancorché’ evidenti simboli apertamente inseriti dal regista Orson Welles in questo film che, sebbene spesso sottovalutato sia dalla critica che dal pubblico, oltreché’ dallo stesso regista, ha indubbiamente passato la prova del tempo e risulta perfettamente [...] Vai alla recensione »
Orson Welles è stato un cineasta immenso, questo film né è la dimostrazione sia nel soggetto, che nella sceneggiatura, e soprattutto nella strepitosa tecnica registica adoperata per girarlo. Quanto al soggetto, si deve ricordare che la pellicola è immediatamente successiva alla fine della Seconda Guerra Mondiale, pertanto la questione trattata era di estrema attualità, [...] Vai alla recensione »
Impressionante la tempestività dell’opera, ideata, scritta e girata da Orson Welles appena qualche mese dopo la scoperta degli orrori dei campi di concentramento in Germania e contemporaneamente all’inizio del processo di Norimberga nel ‘45. Uno dei primi documenti filmati che testimoniavano la shoah, forse già diffusi dai cinegiornali dell’epoca, è utilizzato nel film per convincere la giovane donna, [...] Vai alla recensione »
concordo in pieno con la tua critica. di solito quando riguardo un classico rimango sempre deluso in qualche maniera, lo straniero non lo avevo visto ma non mi ha deluso affatto, il film è notevole e godibile pure oggi, merito di una tecnica straordinaria per l'epoca e per la grande statura di due attori inarrivabili. la cosa che mi ha affascinato di più è il gioco di luci [...] Vai alla recensione »
Esempio di caccia al nazista. Un nazista poco importante che si rivelera' pentito ,viene lasciato evadere. Un detective lo segue ed arriva allo scopo di agganciare il grande criminale di guerra, dopo aver ucciso l'ex nazista pentito ,man mano il criminale braccato perde lucidita' ed incomincia ad impaurirsi tentando altri delitti per depistare il detective.
Soggettista e sceneggiatore, attore e regista, Orson Welles è stato, un po', un meteorico enfant terrible del cinema americano. Grosso, massiccio, poco più che trentenne, le sue trovate, le sue tappe, furono a catapulta. Non fu lui che terrorizzò New York con una cronaca radiofonica che annunciava la calata sulla città di un corpo d'invasione di marziani, scendenti a picco dal pianeta Marte? Fu un [...] Vai alla recensione »