| Titolo originale | Sherlock Jr. |
| Anno | 1924 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | USA |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Buster Keaton, Roscoe Fatty Arbuckle |
| Attori | Buster Keaton, Kathryn McGuire, Ward Crane . |
| Tag | Da vedere 1924 |
| MYmonetro | 3,80 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 3 gennaio 2017
In Italia al Box Office La palla n. 13 ha incassato 1,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Un proiezionista è un appassionato lettore di libri in cui si insegna la professione del detective. Un giorno fa un regalo alla fidanzata ma un rivale, che ha derubato il padre di lei dell'orologio con catena, fa in modo che sia lui ad essere accusato del furto. Tornato in cabina di proiezione si addormenta e sogna di entrare nel film che viene mostrato in sala. La vicenda che vi si svolge è analoga alla sua e lui intende risolverla indossando i panni di Sherlock Holmes Jr.
Siamo nel 1924 e Buster Keaton è al suo terzo lungometraggio muto e non si sa quanto sia consapevole di star realizzando un'opera che resterà nella storia della settima arte. Il suo personaggio non muta la propria imperturbabilità che però non ha il significato di distacco o disinteresse. Basta osservare la sua onestà e la sua commozione nella scena del ritrovamento dei dollari nella spazzatura della sala cinematografica per prenderne atto. Questo film che ha avuto diverse titolazioni (lo ritroviamo anche come "La palla numero 13" con riferimento a una scena con al centro palle da biliardo non necessariamente funzionali al gioco) verrà ricordato ed omaggiato negli anni a venire per la sua brillante riflessione sul potere del cinema.
Intendiamoci: Keaton non è un teorico che si impegna nel proporre una lettura complessa per il puro piacere intellettuale. È un regista-attore che ama fare cinema ma proprio per questo è in grado di svelarne la più intima essenza non smettendo di occuparsi dell'entertainment dello spettatore. Il proiezionista, profondamente afflitto dall'accusa infamante che gli è stata rivolta, si addormenta in cabina e sogna di entrare nel film che sta proiettando. Prima però di interagire con la vicenda che scorre sullo schermo (qui non si può non pensare all'omaggio che un altro grande del cinema di nome Woody Allen gli farà in La rosa purpurea del Cairo) gli accade altro. Rimanendo nella stessa esatta posizione vede cambiare più e più volte gli spazi in cui viene a collocarsi passando da un giardino a una strada, da un oceano a un deserto.
Divertendo il pubblico Keaton gli ricorda il potere del cinema e continuerà a farlo esplicitando alla fine l'intima connessione che ha finito con il venirsi a creare tra schermo e spettatore. Non dimenticando, nel fare ciò, l'uso sapiente dell'arma dell'ironia.
Si dice,a volte,che i sogni(ma anche gli incubi)sono il luogo dove ogni cosa può accadere e dove ciò che non riusciamo a esprimere nella dura realtà di tutti i giorni si manifesta più apertamente...probabilmente è questo lo spunto narrativo,peraltro veramente affascinante,che si trova alla base di questo film muto assolutamente perfetto.