Festival internazionale del cinema di Berlino 2018 i film documentari
68° Festival internazionale del cinema di Berlino, il programma dei 53 film genere documentario. Berlino - 15/25 febbraio 2018. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Riflessioni sul 'gesto' del tennista. Un percorso complesso che ci riporta indietro nel tempo. Documentario, Francia2018. Durata 91 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un documentario che indaga le tensioni e il particolare carattere di John McEnroe durante un Roland Garros dei primi anni '80. Espandi ▽
Gil de Kermadec è stato un cineasta appassionato di tennis che aveva creato un metodo di osservazione delle posture dei tennisti con finalità didattiche. A un certo punto però decise di rinunciare alle riprese finalizzate allo scopo per seguire invece dal vero ciò che un campione faceva nel corso di una gara. Il soggetto prescelto fu John McEnroe. Recensione ❯
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Reinterpretazione del classico Vertigo di Alfred Hitchcock ricostruito utilizzando filmati di vecchi film e programmi televisivi girati nella zona di San Francisco. Recensione ❯
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Il documetario divenuto famoso a causa dell'assassinio dei suoi due registi: Mitsuo Sato e Kyoichi Yamaoka. Espandi ▽
Yama è un film per i lavoratori, pensato per funzionare come fosse un'arma per la loro lotta. Sato pagò queste posizioni con la sua vita: il 22 dicembre 1985, durante le riprese, fu assassinato dai gangster della Yakuza in quanto intendeva rivelare con questo film il loro coinvolgimento nella ristrutturazione criminale del mercato del lavoro. Un collettivo di registi guidato da Kyoichi Yamaoka ha terminato allora il film; ma anche Yamaoka più tardi fu assassinato. Queste drammatiche circostanze mostrano quanto questo oggetto filmico fosse temuto: il film espone la collaborazione tra l'élite giapponese, la polizia e la Yakuza, con quest'ultima che acquisì sempre più potere a metà degli anni '80 grazie anche ai subappalti nel settore edile di Tokyo. Recensione ❯
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Un documentario sul passato rimosso dell'ex segretario generale dell'ONU Kurt Waldheim e la sua campagna per le presidenziali austriache. Espandi ▽
Ruth Beckermann documenta la riscoperta del passato denso di vicende di guerra dell'ex segretario generale dell'ONU Kurt Waldheim. Mostra la rapida successione di nuove accuse da parte del Congresso ebraico mondiale durante la sua campagna presidenziale austriaca, il negazionismo della classe politica austriaca, lo scoppio dell'antisemitismo e del patriottismo che alla fine portò alla sua elezione. Montato con materiale d'archivio internazionale e con quello che Beckermann ha girato all'epoca, il film analizza il crollo della grande illusione austriaca. Recensione ❯
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La morte di un giovane soldato permette di intersecare le sofferenze di due mondi umani differenti ma vicini. Espandi ▽
Dima è stato ucciso il 23 maggio del 2013 all'età di 21 anni. Arruolatosi nell'esercito russo, viene colpito alla testa durante un'operazione militare nel Daghestan. I suoi genitori sfidano il vuoto dopo la sua morte; mentre quelli che lui chiamava fratelli continuano ad addestrarsi per la guerra perché è in condizioni difficili che si creano forti legami tra loro. I due mondi riecheggiano uno nell'altro nella loro riflessione sulla morte e l'assenza. Recensione ❯
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Un documentario sul potere seduttivo della religione. Espandi ▽
Shin-hong soffre di insonnia e negli ultimi tempi ha un sacco di problemi. Sua madre va allora da un indovino per un consiglio. L'indovino chiede a Shin-hong di prendere quattordici mele. Poi dovrebbe portarle in un tempio nella zona rurale del Myanmar centrale e vivere da monaco per quattordici giorni, mangiando una mela al giorno. 14 Apple è un inquietante documentario sul potere seduttivo di un buddismo i cui ideali, in questa era di globalizzazione sfrenata, non sono più quelli di un tempo. Recensione ❯
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I giovani di un liceo parigino, si ritrovano a parlare dei temi oiù disparati. Capendo che non sono soli. Espandi ▽
Claire Simon crea uno spazio cinematografico per una discussione aperta e intima con gli alunni di una scuola nella periferia di Parigi. Mentre parlano insieme delle loro origini, dei genitori, dei primi amori, dei desideri e delle paure per il futuro, dieci adolescenti ordinari stringono legami sempre più stretti. Ed è bello capire che non sei solo. Recensione ❯
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Una transazione riguardante un carico di semi coinvolge la città norvegese di Longyearbyen e la valle del Bekaa in Libano. Espandi ▽
In Wild Relatives, Manna segue la matrice delle gerarchie e delle relazioni coinvolte in una transazione riguardante un carico di semi tra la città norvegese di Longyearbyen a Svalbard, un'isola nell'Oceano Artico, e la valle del Bekaa in Libano. Il film affronta l'intrecciarsi di questioni ambientali e ideologiche attraverso l'osservazione della quotidianità di alcune persone. Recensione ❯
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Jean-Pierre Bekolo racconta la prima edizione dell'Ateliers de la Pensée a Dakar. Espandi ▽
Nell'ottobre 2016, l'economista, musicista e poeta senegalese Felwine Sarr ha fondato gli "Ateliers de la Pensée", i cosiddetti workshop di riflessione, insieme al suo amico politologo Achille Mbembe. Per quattro giorni, a Dakar, hanno radunato i principali intellettuali senegalesi, tra cui Lydie Moudileno, Romuald Fonkoua e Nadia Yala Kisukidi, per uno scambio teorico da lungo atteso sugli attuali problemi che riguardano l'Africa - e quindi anche il futuro del pianeta Terra. Bekolo documenta e assembla le scene di questo incontro per creare un manifesto cinematografico che mira a stimolare una risposta chiara sui quesiti più importanti. Recensione ❯
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Il racconto del distretto di Treptow e il giorno della memoria per i caduti sovietici. Espandi ▽
Loznitsa osserva le immense folle che si riuniscono ogni anno al giorno della memoria per i caduti sovietici nel distretto di Treptow a Berlino il 9 maggio e registra il trambusto con silenziosa precisione, mentre emergono diversi stati d'animo: orgoglio, contemplazione, patriottismo, curiosità, desiderio di riconoscimento. Recensione ❯
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Tra fiction e documentario, un ritratto lirico di Algeri passando per il porto, il mercato, i caffè e le strade della città. Espandi ▽
Miscelando documentario e finzione, l'unico film di Mohamed Zinet è un ritratto poetico, acuto ed estatico di Algeri. La macchina da presa viaggia liberamente, attraverso il porto, il mercato, le strade e i caffè, catturando la gente comune. Alcune delle persone riprese ricorrono con una frequenza e con degli atteggiamenti che le fa sembrare protagoniste. Il filo conduttore è la piacevole visita di una coppia di turisti francesi in città; l'uomo ha precedentemente prestato servizio nell'esercito durante la guerra in Algeria. Mentre girovagano, i loro commenti fanno emergere i pregiudizi coloniali razzisti. Ma a un certo punto l'uomo incontra un cieco e si rende conto che lo ha torturato durante il servizio militare. Il film è punteggiato da sequenze incisive che mostrano un poeta di nome Momo che sciorina versi come fosse un'elegia per Algeri. Recensione ❯
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Sulle tracce di Djamila, personaggio principale del romanzo di Chinghiz Aitmatov. Espandi ▽
In Kirghizistan, il film va in cerca di Djamilia, il personaggio principale del romanzo di Chinghiz Aitmatov, una giovane ragazza che rompe con le regole della società kirghisa. Vengono incontrate donne che raccontano di Djamilia, che si lasciano andare a qualche affermazione intima e raccontano dei loro desideri, di verità e di libertà. Recensione ❯
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Il racconto della piccola città di Ushimado e della sua comunità legata alle antiche tradizioni. Espandi ▽
Abbandonata fin dall'era della modernizzazione del Giappone del dopoguerra, Ushimado, una città tanto amata dal regista Shohei Imamura che vi ambientò due dei suoi film, sta rapidamente invecchiando e andando verso il declino. L'antica cultura e una comunità molto unita sono sul punto di scomparire. Minatomachi è un ritrattato in bianco e nero, un documentario di osservazione che rappresenta poeticamente i giorni del crepuscolo di un piccolo villaggio e della sua gente. Recensione ❯
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Un documentario che racconta, nel modo più oggettivo possibile, il processo di addestramento delle forze armate canadesi. Espandi ▽
12 settimane di addestramento intensivo e dei giovani civili vengono gradualmente trasformati in soldati. La formazione di base, un prerequisito per l'adesione alle forze armate canadesi, diventa la porta d'ingresso per esplorare il funzionamento interno di un mondo governato da regole e valori propri. Adottando un approccio senza pregiudizi, Premières armes osserva il processo attraverso il quale i candidati vengono addestrati e integrati nell'esercito. Spinte in un ambiente austero in cui la disciplina regna sovrana, le reclute si sottopongono all'apprendimento di un mestiere con sentimenti contrastanti di apprensione ed entusiasmo. Capiscono che, d'ora in poi, il gruppo ha la precedenza sull'individuo e il paese viene prima di ognuno di loro. Recensione ❯
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