Le cose belle

Film 2013 | Documentario, 88 min.

Regia di Agostino Ferrente, Giovanni Piperno. Un film Da vedere 2013 con Fabio Rippa, Adele Serra, Silvana Sorbetti, Enzo Della Volpe. Genere Documentario, - Italia, 2013, durata 88 minuti. Uscita cinema giovedì 26 giugno 2014 distribuito da Cinecittà Luce. - MYmonetro 3,31 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 30 giugno 2014

Un viaggio nella Napoli più profonda alla scoperta della gioventù di oggi. Il film è stato premiato a 8 ½ Cinema Italiano,

Consigliato sì!
3,31/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,17
PUBBLICO 3,26
CONSIGLIATO SÌ
Collocandosi con partecipazione dalla parte di chi è escluso, lo sguardo degli autori mette in scena una realtà rimossa e dimenticata dalla grancassa dei media.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 26 giugno 2014
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 26 giugno 2014

Aveva ragione Pirandello, "la parola del dialetto è la cosa stessa", perché il dialetto esprime il sentimento mentre la lingua di quella stessa cosa esprime il concetto. E il napoletano è il dialetto che parla il documentario di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno, confitto nella realtà come le sue parole, compiute e rotonde che non trovano l'equivalente nella lingua italiana. Girato ad altezza (e a livello) della strada, su cui apre e chiude, Le cose belle naviga in un mare di bellezza e di risorse (umane) sprecate, ritrovando tredici anni dopo Silvana, Adele, Enzo e Fabio.
Adolescenti napoletani dentro il documentario Intervista a mia Madre ieri, giovani con gli occhi pieni di un angoscioso presente ne Le cose belle oggi, gli 'interpreti' stabiliscono un contatto forte con Napoli, di cui incarnarono la possibilità futura di crescita e di cui testimoniano adesso lo smarrimento. Attraverso una relazione molto articolata tra testa e cuore, il documentario di Ferrente e Piperno registra il loro presente e richiama il loro immediato passato. L'esperienza umana di Silvana, Adele, Enzo e Fabio si colloca nella dimensione reale, in una città che ha assunto i contorni inquietanti di un luogo in declino per le faide camorristiche, l'emergenza rifiuti, la crescita dell'immigrazione e le conseguenti dinamiche urbane, economiche, sociali e umane. Le cose belle riflette allora sulla realtà sociale e culturale di Napoli, interrogando o facendosi interrogare da quattro ragazzi che volevano essere modelle, ballerine, cantanti o calciatori, magari sposarsi, magari avere un appartamento in centro o magari ancora tornare nella casa della prima infanzia. Volevano tante cose belle, quelle che si augurano alle persone congedandosi da loro, quelle che anche i napoletani pronunciano in italiano perché siano comprensibili e annuncio di buon auspicio. La predilezione dei registi per la dimensione umana comincia dal 'casting'. Gli autori non si limitano all'esposizione dell'interazione 'personaggi' e ambiente ma l'accompagnano con una millimetrata direzione del gesto, dello sguardo, del setting familiare e sociale, che rivela una profonda comprensione dell'infanzia e della giovinezza. La camera non indaga in modo ragionato ma istintivo, penetrando e risaltando le contraddizioni di esistenze provvisorie destinate presto a mutarsi nel grigiore dell'uomo adulto.
Appassiti ancora prima di sbocciare, i protagonisti si arrangiano alla meglio dentro famiglie che da nutrici si trasformano in matrigne, addossando sulle spalle dei propri figli la responsabilità della loro sussistenza. La mancanza di irrigidimenti estetici rende le loro esternazioni palpabilmente vive, elevando a poesia la vita di ragazzini prematuramente cresciuti e inseriti in un ambiente abulico. Premiato a Taormina come miglior documentario, Le cose belle fa il punto sulla vita, su Napoli e i suoi figli che indossano come un abito la durezza e la fatica di una realtà difficile, che procedono alla maniera dell'innamorato di Libero Bovio: "e cammino, cammino ma nun saccio addò vaco". Le cose belle si colloca con partecipazione e sentimento dalla parte di chi è escluso e sciupato. Gettato e immerso da quella parte della strada senza vittimismi, senza lamentazioni o richieste di pietà, lo sguardo degli autori mette in scena una realtà rimossa e dimenticata dalla grancassa dei media, quella meglio gioventù 'giacente' di cui sottolinea la straordinaria energia linguistica e vitale. Contrappunto a dialoghi e monologhi, le canzoni napoletane anticipano ("A' storia e' Maria"), incapricciano ("Lui mi fa morire"), edulcorano o dissimulano ("Guagliuncè") il destino che attende Silvana, Adele, Enzo e Fabio. Ma prima di andare, via da Napoli, via dalla propria famiglia o dal proprio quartiere, resta il tempo di una canzone, il tempo per cantare la propria passione.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 21 febbraio 2014
MAURIDAL

LE COSE BELLE    FILM  DI   FERRANTE E   PIPERNO Italia 2012       Quando i napoletani vogliono scambiarsi un buon augurio ,  salutando nel congedarsi, allora usano una tipica espressione che suona :statt' abbuono 'e tante cose belle. ecco, nel film " Le cose belle" del regista Agostino Ferrente, e Giovanni Piperno questo [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Quando si dice andare contro-corrente. Mentre sugli schermi di ogni dimensione trionfano il falso e il fittizio. Mentre la parola "reality" ormai significa il suo contrario. Mentre perfino i corpi degli attori sono spesso sostituiti da docili avatar digitali, due avventurosi registi italiani fanno un grande film tuffando le mani nella cosiddetta realtà.

NEWS
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venerdì 5 settembre 2014
 

Si terrà stasera alle ore 21.00 presso il cinema Stensen di Firenze (viale Don Minzoni 25/c) la proiezione di Le cose belle, il documentario di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno che racconta quattro storie e tredici anni di vita, ambientato tra la [...]

winner
premio del pubblico
8 ½ Cinema Italiano
2015
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menzione speciale della giuria
8 ½ Cinema Italiano
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