Carol

Film 2015 | Drammatico, Sentimentale, +13 118 min.

Regia di Todd Haynes. Un film Da vedere 2015 con Cate Blanchett, Rooney Mara, Kyle Chandler, Jake Lacy, Sarah Paulson. Cast completo Titolo originale: Carol. Genere Drammatico, Sentimentale, - Gran Bretagna, USA, 2015, durata 118 minuti. Uscita cinema martedì 5 gennaio 2016 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,09 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 8 gennaio 2016

Todd Haynes torna alla regia dopo Io non sono qui e il premiatissimo Mildred Pierce. Scritto da Phyllis Nage, il film è tratto dal best seller di Patricia Highsmith. Il film ha ottenuto 6 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 1 candidatura a David di Donatello, 4 candidature a Golden Globes, 9 candidature a BAFTA, 9 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, a AFI Awards, In Italia al Box Office Carol ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 2 milioni di euro e 1,1 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente sì!
4,09/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA 3,90
PUBBLICO 3,44
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un melodramma intimo che accende cuore e motore, avanzando contro le apparenze.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 17 maggio 2015
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 17 maggio 2015

New York, 1952. Therese Belivet è una giovane donna impiegata in un grande magazzino di Manhattan. Richard vorrebbe sposarla, Dannie vorrebbe baciarla ma lei ha occhi solo per Carol, una cliente distinta, rapita da un trenino elettrico e dal suo interesse. Un guanto dimenticato e un trenino acquistato dopo, Carol e Therese siedono 'affamate' in un café. Carol ha un marito da cui vuole divorziare e una bambina che vuole allevare, Therese un pretendente incalzante e un portfolio da realizzare. Sole dentro il rigido inverno newyorkese e congelate dalle rigorose convenzioni dell'epoca, Carol e Therese viaggiano verso Ovest e una nuova frontiera, che le scopre appassionate e innamorate. Nell'America della Guerra Fredda, che considerava l'omosessualità come un disturbo sociopatico della personalità, Carol e Therese sfideranno i giudizi morali e scioglieranno l'inverno nel cuore.

Diversamente da Lontano dal paradiso, e il suo quadro di vita idealmente immobile, Carol accende cuore e motore, avanzando contro le apparenze e lungo un'America che l'autore non esita a mostrare quietamente crudele, puritana, razzista e assediata dalla fobia di tutto quello che è diverso.

Erede della bellezza artificiale di Douglas Sirk, Todd Haynes guadagna ai suoi melodrammi una dimensione (socio)politica, svolgendo temi che all'epoca di Sirk non potevano essere trattati direttamente. L'omosessualità, latente nel cinema dell'autore tedesco, emerge sulla superficie splendente del cinema di Haynes che come Sirk confida (sempre) in un personaggio femminile. Quello del titolo, interpretato da Cate Blanchett, e quello sottaciuto dal titolo ma rivelato dal film, incarnato da Rooney Mara.

Incontrate a New York e a un passo dal Natale del 1952, Carol e Therese sono costrette a incarnare l'immagine perfetta di un sistema di valori. Nondimeno, contro la dittatura della società americana e della cultura domestica degli anni Cinquanta, cercano irriducibili l'affrancamento e l'amore. Ma i sentimenti, come i colori, in un melodramma non sono mai cosa semplice, è sempre una questione di caldo e di freddo che interagiscono in ogni immagine traducendo la complessità emozionale e le ambivalenze di una storia d'amore (im)possibile.
Come Viale del tramonto, citato e fruito in Carol, la vicenda sentimentale è svolta dal lungo flashback di Therese, diventando un omaggio sentito al cinema del passato. Ma Carol è altro e oltre, è un melodramma intimo, che scorre quasi interamente di dentro, si nasconde dietro ai volti e in un segreto che non può essere detto. Perché fuori piove un mondo freddo a cui Haynes fa sottile allusione, scegliendo di nuovo la maniera di Sirk e sigillando ermeticamente le protagoniste. Tutto è claustrofobico in Carol, non ci sono (quasi) radio o televisioni a dire del mondo e dov'è il mondo, Haynes ammette solo film da guardare, dischi da (ri)ascoltare, fotografie da sviluppare. Da convenzione del genere, ciascun personaggio è definito dal luogo che occupa e in quel luogo è confinato, Carol nella sua grande villa di mattoni di un sobborgo benestante, Therese nel suo piccolo appartamento in città, come se le protagoniste non avessero altra vita che quella accordata dal posto che abitano. In questo contesto, la trasgressione dello spazio, il viaggio delle due donne verso Ovest, produce il dramma e precipita il film. Quello che cercano lontano dal paradiso è un luogo che non gli è permesso, un punto di vista più 'comprensivo', una società che consideri tutte le eterogeneità e tutte le differenze.
Ancora una volta, Todd Haynes mette in scena una relazione sentimentale contraria alla (buona) morale e sviluppata su due piani. Piani sociali, perché Carol appartiene alla borghesia e Therese al 'popolo', piani di genere, perché l'uomo ha una scelta che alla donna è negata. Dentro questa sorte e dentro questo scarto il dolore prende forma. Carol, considerata madre indegna da una 'clausola morale', deve rinunciare alla custodia della figlia, sopportando l'umiliazione di controlli medici che inibiscano la sua omosessualità. Specchio ideale di questo sordo tormento è il volto di Cate Blanchett, che sotto la pelle diafana lascia indovinare il desiderio divorante per Therese. Discendente abbagliante di Lauren Bacall, Cate Blanchett si fa carico del suo sguardo blu e glaciale, un certain regard che costringe ad abbassare gli occhi incrociandolo o a esistere. Concentrato sul suo sembiante tutto il glamour del mondo, la sua Carol fa brillare la Therese di Rooney Mara, derivata dall'Arianna di Audrey Hepburn e invaghita di una donna più grande di lei. Creatura celeste e acerba, Rooney Mara esprime magnificamente una fisionomia dove tutto è sotto controllo, un'espressività minima per nascondersi e restare ben educate in superficie. Sotto lo sguardo caustico della Blanchett e quello sensibile di Haynes, la sua silhouette si affina e il suo personaggio si schiude, rivelando un mistero che propone un senso senza imporlo.
Diversamente da Lontano dal paradiso, e il suo quadro di vita idealmente immobile, Carol accende cuore e motore, avanzando contro le apparenze e lungo un'America che l'autore non esita a mostrare quietamente crudele, puritana, razzista e assediata dalla fobia di tutto quello che è diverso. Le cose sono naturalmente cambiate dagli anni Cinquanta ma Haynes è interessato a quello che non cambia mai.
Sotto la perfezione, la bellezza tirannica e le mode che diventano codici oppressivi, indaga e smaschera l'orrore del sistema, riconfermando la poetica (e l'estetica) del suo cinema in un gesto: la mano sulla spalla. Quella che Cathy allunga sulla spalla di Raymond (Lontano dal paradiso), quella che Carol indugia su quella di Therese. Una dichiarazione totale in un mondo di apparenze, ricreato da un grande 'stilista' che detesta la frivolezza e va dritto al cuore della commedia sociale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 5 gennaio 2016
redrose

Seduta da sola in Auditorium per l’anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma, ho avuto la fortuna di vedere Carol in lingua originale e di apprezzarlo insieme a tante persone che, come me, non finivano di applaudire alla fine della proiezione. Sono quelle storie che ti rimangono appiccicate addosso anche quando le luci in sala si spengono. Pensavo di trovarmi davanti all'ennesimo film sull'amore [...] Vai alla recensione »

Frasi
mia cara niente accade per caso e tutto torno al punto di partenza. Nessuna mia spiegazione potrebbe essere di conforto per te, tu cerchi una soluzione, perchè sei giovane.
Ma un giorno capirai tutto questo...Tutto torna al punto di partenza.
Ci siamo concesse il più straordinario dei regali
Una frase di Carol Aird (Cate Blanchett)
dal film Carol - a cura di carol
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Acerbi
Il Giornale

New York, 1952, a un passo dal Natale. Caro! (una perfetta Cate Blanchett), benestante moglie borghese prossima al divorzio, entra in un negozio di giocattoli per acquistare un trenino per sua figlia, anche dietro consiglio di Therese (una Rooney Mara che gareggia in bravura), giovane e timida addetta alle vendite. Gli sguardi, tra le due, e un guanto dimenticato sul bancone, fanno presagire che le [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 17 agosto 2015
 

Rilasciato il primo trailer ufficiale di Carol, nuovo film del regista americano Todd Haynes con Cate Blanchett e Rooney Mara protagoniste di un'affascinante storia d'amore nella New York degli anni Cinquanta.

GALLERY
lunedì 18 maggio 2015
 

Al Festival di Cannes il fine settimana appena trascorso è stato ricco di grandi film. Dopo la straordinaria accoglienza riservata all'ultimo lavoro di Nanni Moretti Mia madre (salutato con dieci minuti di applausi), è stata la volta dell'atteso ritorno [...]

winner
miglior attrice
Festival di Cannes
2015
winner
film dell'anno
AFI Awards
2016
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