| Titolo originale | Bakushu |
| Titolo internazionale | Early Summer |
| Anno | 1951 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Giappone |
| Durata | 124 minuti |
| Regia di | Yasujirô Ozu |
| Attori | Setsuko Hara, Chishû Ryû, Chikage Awajima, Miyake Kuniko, Ichiro Sugai Chikage Awashima, Kuniko Miyake, Chieko Higashiyama, Haruko Sugimura, Kuniko Igawa, Hiroshi Nihon'yanagi, Shuji Sano, Toyo Takahashi, Seiji Miyaguchi, Kokuten Kôdô, Tomoka Hasebe, Kazuyo Itô, Zen Murase, Tomiko Nishiwaki, Matsuko Shiga, Isao Shirosawa, Yoshino Tani, Jun Tanizaki, Yoshiko Tashiro, Kayoko Terada, Eiko Yamada (II), Tami Yamamoto. |
| Tag | Da vedere 1951 |
| MYmonetro | 3,50 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 27 febbraio 2026
Nel nuovo Giappone, l'istituto del matrimonio combinato dalla famiglia va in crisi; spesso la donna decide di sposarsi di sua scelta, anche a costo di rovinare i progetti della famiglia. In Italia al Box Office Inizio d'estate ha incassato 4 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
A Kamakura, in una casa luminosa affacciata su un Giappone che cambia, la famiglia Mamiya discute del futuro matrimoniale di Noriko, giovane donna ormai "in età" da marito. Tra proposte di matrimonio combinato, pressioni più o meno esplicite dei genitori e interferenze di parenti e conoscenti, la quotidianità scorre in un clima apparentemente sereno, scandito da visite, chiacchiere e piccoli rituali domestici. Ma sotto la superficie si agitano tensioni sottili: Noriko dovrà scegliere se adeguarsi alle aspettative familiari o affermare la propria volontà.
Con Inizio d'estate (il titolo originale è traducibile con "Il tempo del raccolto del grano", titolo alternativo con cui talora è conosciuto il film), Yasujiro Ozu prosegue la sua esplorazione della famiglia giapponese nel dopoguerra, registrando con apparente leggerezza un mutamento ormai irreversibile.
Il Giappone tradizionale, fondato su gerarchie solide e ruoli codificati, è attraversato dalle prime forme di emancipazione femminile, che il film mette al centro senza mai trasformarle in proclami ideologici. Ozu osserva, non giudica: si limita a collocare i suoi personaggi dentro uno spazio assolato, dove la rinascita stagionale rispecchia quella sociale. È il secondo film della cosiddetta "trilogia di Noriko", in cui la protagonista è sempre Setsuko Hara e si chiama Noriko: qui il suo personaggio è dotato di un'energia sottilmente sovversiva. Il suo cortese rifiuto nasce dalla volontà di sottrarsi a un matrimonio combinato e, soprattutto, all'insostenibile pressione dei familiari. La decisione definitiva della ragazza ha il sapore della fuga strategica più che della passione, e proprio per questo appare modernissima.
A contare, per lei, non è tanto l'idillio con il futuro marito, di cui non è innamorata, quanto la gioia disarmante che sa di poter regalare alla futura suocera, donna sola e fragile: un gesto che ribalta le logiche utilitaristiche dell'unione combinata e introduce un criterio affettivo personale, anche se non romantico (e in questo senso Inizio d'estate anticipa il carattere di generosità disinteressata del personaggio di Setsuko Hara, che sarà la cifra del capolavoro del regista Viaggio a Tokyo, terzo e ultimo titolo della "trilogia di Noriko"). Intorno a lei si muove una costellazione di personaggi che incarnano diverse reazioni al cambiamento. Il fratello maggiore, con il suo atteggiamento conservatore e vagamente autoritario, tenta di riportare l'ordine secondo schemi tradizionali, ma finisce per non ottenere nulla: la sua rigidità è già fuori tempo massimo. I genitori, più sfumati, esercitano una pressione passivo-aggressiva, facendo leva sul senso di colpa e sul dovere filiale. Non impongono apertamente, ma insinuano, alludono, sospirano: un controllo emotivo che pesa più di un comando diretto. Ozu intreccia questi conflitti con una serie di dettagli rivelatori, come i bambini spregiudicati che deridono lo zio, colpito da un principio di demenza senile. In quella crudeltà infantile, mostrata senza enfasi, si intravede un'altra frattura: il rispetto automatico per gli anziani non è più garantito, l'autorità dell'età vacilla insieme a quella delle istituzioni familiari. Il tempo, tema sotterraneo ma costante nel cinema di Ozu, qui assume una forma quasi ironica: mentre gli adulti cercano di congelare le consuetudini, le nuove generazioni le scardinano con naturalezza. La regia, fedele alla grammatica del maestro - macchina da presa collocata all'altezza del tavolino da tè, inquadrature fisse, ellissi narrative - amplifica questa sensazione di trasformazione silenziosa. Non ci sono scoppi melodrammatici, ma spostamenti impercettibili di equilibrio. L'estate che inizia non è solo una stagione: è il segno di un ciclo che si rinnova, anche a costo di incrinare la compattezza familiare. In Inizio d'estate l'emancipazione non passa attraverso gesti clamorosi, ma attraverso scelte minime, quotidiane, e proprio per questo irreversibili. Ozu coglie il momento in cui la tradizione smette di essere un destino e diventa un'opzione. E, nel farlo, consegna uno dei suoi ritratti più luminosi, e al tempo stesso più malinconici, di un Giappone sospeso tra continuità e mutazione.
Si può dire che Ozu durante tutta la sua carriera artistica abbia girato sempre lo stesso identico film. Declinato in tutte le sue opere maggiori in forme diverse, centrale e centripeto, c’è il tema, ossessivamente ripercorso, della famiglia giapponese del secondo dopoguerra, colta nel passaggio epocale e drammatico da una millenaria civiltà contadina patriarcale alla [...] Vai alla recensione »
A Kamakura, in una casa luminosa affacciata su un Giappone che cambia, la famiglia Mamiya discute del futuro matrimoniale di Noriko, giovane donna ormai “in età” da marito. Tra proposte di matrimonio combinato, pressioni più o meno esplicite dei genitori e interferenze di parenti e conoscenti, la quotidianità scorre in un clima apparentemente sereno, scandito da visite, chiacchiere e piccoli rituali domestici. Ma sotto la superficie si agitano tensioni sottili: Noriko dovrà scegliere se adeguarsi alle aspettative familiari o affermare la propria volontà.
Con Inizio d’estate (il titolo originale è traducibile con “Il tempo del raccolto del grano”, titolo alternativo con cui talora è conosciuto il film), Yasujiro Ozu prosegue la sua esplorazione della famiglia giapponese nel dopoguerra, registrando con apparente leggerezza un mutamento ormai irreversibile.
Il Giappone tradizionale, fondato su gerarchie solide e ruoli codificati, è attraversato dalle prime forme di emancipazione femminile, che il film mette al centro senza mai trasformarle in proclami ideologici. Ozu osserva, non giudica: si limita a collocare i suoi personaggi dentro uno spazio assolato, dove la rinascita stagionale rispecchia quella sociale.
Il tempo, tema sotterraneo ma costante nel cinema di Ozu, qui assume una forma quasi ironica: mentre gli adulti cercano di congelare le consuetudini, le nuove generazioni le scardinano con naturalezza. L’estate che inizia non è solo una stagione: è il segno di un ciclo che si rinnova, anche a costo di incrinare la compattezza familiare.
In Inizio d’estate l’emancipazione non passa attraverso gesti clamorosi, ma attraverso scelte minime, quotidiane, e proprio per questo irreversibili.
Ozu coglie il momento in cui la tradizione smette di essere un destino e diventa un’opzione. E, nel farlo, consegna uno dei suoi ritratti più luminosi, e al tempo stesso più malinconici, di un Giappone sospeso tra continuità e mutazione.
Inizio d'estate fa parte della Ozu Collection disponibile in streaming su MYmovies ONE.
La vita è cosa effimera. I legami, gli affetti, lo sono altrettanto. Niente è per sempre, benché ogni tanto qualche nuova invenzione tecnologica intervenga a darcene l'illusione - una fotografia di gruppo, specie se familiare. Il tempo del raccolto del grano (1951), conosciuto in Italia anche come Inizio d'estate e Il tempo della mietitura, si colloca nell'ambito creativo dell'Ozu più maturo e più [...] Vai alla recensione »
Il riesame e il controllo editoriale dei contenuti del presente sito sono affidati al team di MYmovies e al direttore responsabile.
Per contatti, scrivere al seguente indirizzo email: live@mymovies.it