| Titolo originale | Point Break |
| Anno | 2015 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 114 minuti |
| Regia di | Ericson Core |
| Attori | Edgar Ramirez, Luke Bracey, Teresa Palmer, Ray Winstone, Delroy Lindo Matias Varela, Clemens Schick, Tobias Santelmann, Max Thieriot, Nikolai Kinski, Glynis Barber, Steve Toussaint, James Le Gros, Bojesse Christopher, Ronak Patani, Eddie Santiago Jordan, Patrick Dewayne, Seumas F. Sargent, Numan Acar, Julien Lambert, Laird Hamilton, Christian Koch, Stephan Baumecker, Jeff Burrell, Francesco Martino, Marco Velutti, Gerard Monaco, Mouloud Achour, Faris Al-Sultan, Bob Burnquist, Kenny Glasgow, Selema Masekela, Michael Raelert, Brett Rosenberg (III), Seth Troxler, Sebastian Zietz, Steve Aoki, Jeb Corliss, Xavier De Le Rue, Christian Haller, Eric Koston, Chris Sharma, Mitch Toelderer, Louie Vito. |
| Uscita | mercoledì 27 gennaio 2016 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,15 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 25 marzo 2019
Il film è il remake di Point Break - Punto di rottura di Kathryn Bigelow del 1991, interpretato da Patrick Swayze e Keanu Reeves. In Italia al Box Office Point Break ha incassato 3,4 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Johnny Utah è un nome noto tra gli youtubers appassionati di sport estremi. È famoso per non aver mai avuto paura di nulla e per la tragedia che lo ha colpito e allontanato dal giro. Spinto dalla volontà di entrare nel FBI, per dimostrare le proprie capacità investigative, Johnny ritorna nell'ambiente e riesce a farsi coinvolgere dal gruppo di atleti estremi capeggiato da Bodhi. È convinto che siano loro i responsabili di alcune tra le più spettacolari rapine degli ultimi tempi, così come è convinto di aver intuito il loro piano: portare a compimento le "otto prove di Ozaki", un percorso verso l'illuminazione spirituale che spinge la sfida fisica oltre gli umani limiti.
Armato solo di una camicia a scacchi, Johnny parte per scalare a mani nude le Angel Falls venezuelane, acchiappare le onde del decennio a Maui e volare in wingsuit dentro il vuoto pneumatico di una lunga sequenza-chiave. Volendo, non ci sarebbe stato niente di grave se un film come questo, pensato per incontrare un pubblico abituato a surfare in rete alla ricerca delle immagini più vertiginose e per soddisfare la volontà di sfoggio del regista "in macchina" (Core è anche direttore della fotografia, credito di gran lunga più importante nel caso specifico), si fosse limitato ad essere un catalogo di imprese mozzafiato, legate tra loro da una corda narrativa semplice e resistente. Invece, il copione contesta in apertura l'esibizionismo al soldo delle multinazionali, della visibilità e della vanità, e alza un'impalcatura destinata a contenere una filosofia eco-zen che non ha però l'abilità di costruire, lasciando ovunque le tracce pesanti e scomode di un evidente scheletro vuoto.
Del film della Bigelow restano solo i nomi dei personaggi: non c'è davvero nient'altro che possa collegare i due Point Break, ma anche il confronto più rapido e istintivo con i protagonisti dell'originale evidenzia le drammatiche mancanze del secondo. Là dove tra Keanu Reeves e Patrick Swayze vibrava l'incontro tra gli opposti, con la magnifica ossessione che ne seguiva, qui non c'è vibrazione alcuna, perché Bodhi è tutt'al più un Robin Hood confuso e Johnny non è nessuno: il film non gli dà modo di creare alcun legame né di passare per un attimo dall'altra parte o di subirne il fascino.
Quel che più delude, però, è l'incuria con cui, forti delle bravate sulla neve o tra le onde, gli autori trattano l'aspetto narrativo: non c'è dialogo che non urti le orecchie, non c'è ricostruzione più inverosimile delle dinamiche investigative fuori e dentro la sede del Bureau, né alcun gioco di maschere a rinnovare l'illusione e il cinema con essa.
Premesso che è sempre difficile fare un remake perché il risultato si dovrà confrontare comunque con un film che ha avuto successo (altrimenti perché farlo?) e che negli ultimi anni questi remake si dividono in “inguardabili” (ad esempio Total Recall), “appena passabili” (ad es. Fright Night) e “non ho capito che l'hanno rifatto a [...] Vai alla recensione »
L'agente Utah si inifitra in un gruppo paraecologista che vuoi raggiungere il Nirvana attraverso otto prove estreme che infrangono la legge. L'inutile remake si apprezza solo (in 3D) quando mostra le spettacolari performance. Da dimenticare, invece, i ridicoli dialoghi, la scelta dei pessimi protagonisti, un noioso filosofeggiare e la mancanza di ironia.