| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Tom Reeve |
| Attori | Tommy 'Tiny' Lister, Frank Dunne, Ray Callaghan, Deirdre Mullins, Cornelius Clarke, Angeline Ball, Cian Barry John Lynch, Stanley Townsend, Linda Hamilton, Susan Lynch, Lochlann O'Mearáin. |
| Uscita | venerdì 11 marzo 2011 |
| Distribuzione | Mediterranea |
| MYmonetro | 2,46 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 10 marzo 2011
Per fuggire dalla triste realtà in cui vivono quattro amici decidono di dirottare un carico di Viagra e venderlo sulla piazza di Amsterdam. In Italia al Box Office Holy Water ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 105 mila euro e 64,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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C'è il postino, il meccanico, l'albergatore e il giovane a caccia di sogni. I quattro musicisti del piccolo villaggio irlandese di Killcoulin's Leap trascorrono le giornate tra uno sguardo speranzoso al cielo e un'occhiata consolatoria ai giornaletti pornografici. Dentro le spesse mura di casa l'eccessivo rigore cattolico dei genitori li costringe a una vita fatta di povera spiritualità, un senso morale opprimente che solo il parroco continua a predicare. Tutti obbediscono e, all'apparenza, snobbano le tentazioni del diavolo, i piaceri del sesso e affini, ma quando il più giovane esprime il desiderio di andarsene, la combriccola decide di tentare il colpaccio: rubare il carico di Viagra di un furgoncino per rivenderlo sul mercato di Amsterdam. Quando si rendono conto che il bottino vale una fortuna, sarà ormai troppo tardi: la SWAT gli sta alle calcagna e le pillole, nascoste sbrigativamente nella falda dell'acqua santa, hanno già contaminato l'acqua potabile del paese. Un tè caldo e qualche bicchiere d'acqua più tardi, Killcoulin's Leap si aprirà allegramente ai godimenti della liberazione sessuale.
Mentre il vento scompiglia capelli e animi assopiti, il tran tran della comunità segue i dettami di un'apatia diffusa e generalizzata: gli anziani sorseggiano boccali di birra al bar e scommettono sul giorno della morte, le donne, sotto abiti castigatissimi, si dedicano alle pulizie di casa con devozione da suore mancate. E i più giovani, quei pochi che abitano il desolato paesino, sognano un ardente e sensuale altrove dove rintanarsi e sperare negli affanni dell'amore.
Questa dialettica tra immobilità e fervore, insaporita da numerosi momenti comici, inserisce il film di Tom Reeve nella tradizione narrativa della commedia leggera. In più, se consideriamo atmosfere e suggestioni, il pensiero va diretto a L'erba di Grace, una sorta di film gemello: anche in Holy Water è un agente esterno improbabile e dirompente a creare scompiglio tra uomini qualunque, risvegliare vecchi istinti e inserire l'estasi nella quotidianità; là era la naturale marijuana nell'assonnata Cornovaglia, qui è il chimico Viagra nella fredda Irlanda.
Ma i desideri più focosi, e non solo quelli della carne, si concentrano prima del subbuglio. La rocambolesca e incauta missione dei quattro protagonisti punta in alto fin dall'inizio, è una stangata che mira a mettere a posto tutto e a soddisfare i sogni più reconditi. Finzione (le voglie dei personaggi) e realtà (le aspirazioni del regista) si corrispondono. L'ingenua brigata, nello scontro con l'armamentario mastodontico della SWAT, tenta la via di fuga più facile. Allo stesso modo il regista sceglie quella più rassicurante e, dopo aver creato corpose aspettative nello spettatore, adotta espedienti prevedibili che non sorprendono, avviandosi a passo spedito verso una risoluzione poco convincente.
Ad ogni modo, le chiacchierate degli stravaganti protagonisti, fatte di battute sarcastiche e disinibite sul mondo esterno e civilizzato, rappresentano una vera forza palpitante. Resta però una sceneggiatura poco organica che, dopo un esordio brillante, affida tutto, e quindi troppo, ai prodigi della pillola blu; una responsabilità pesante anche per la compressa specializzata in eccitazione a lunga durata.
Quattro amici di un tranquillo paesino sulla costa Irlandese, Killcoulin's Leap, sono profondamente annoiati dalla monotonia del loro quotidiano. C'è chi fa il postino che butta le lettere che non gli interessano; un ragazzone meccanico con poco lavoro; l'albergatore che insieme alla sorella gestisce un alberghetto perennemente semivuoto, e un giovane ragazzo che vive con [...] Vai alla recensione »
Non faccio commenti sulla politica italiana». Così Tom Reeve, regista di Holy Water, evita a Roma la scivolosa domanda su sesso e potere che aleggia nell'aria dal primo minuto dell'incontro. Troppo pruriginoso il tema del film, una commedia indipendente che gira intorno al furto di un prezioso carico di Viagra, troppo invitante la location scelta per presentarlo alla stampa: un bel salone nella centralissima via delle Quattro Fontane, proprio là dove nel novembre 2009 Patrizia D’Addario presentò il libro scandalo "Gradisca Presidente".
E il cinema riscoprì il viagra. Dopo amori & altri rimedi di Edwar Zwick, in sala da meno di un mese, con Anne Hathaway e Jake Gyllenhaal, la “leggendaria” pillola blu fa la parte del leone di Holy Water, una divertente commedia di Tom Reeve, in uscita domani in Italia. Un piccolo piacevole film, con un cast all’altezza e un’ambientazione bucolica che trasferisce le trame boccaccesche nella spenta [...] Vai alla recensione »