Noi siamo infinito

Film 2012 | Commedia, 103 min.

Titolo originaleThe Perks of Being a Wallflower
Anno2012
GenereCommedia,
ProduzioneUSA
Durata103 minuti
Regia diStephen Chbosky
AttoriLogan Lerman, Emma Watson, Ezra Miller, Mae Whitman, Kate Walsh, Dylan McDermott Melanie Lynskey, Nina Dobrev, Johnny Simmons, Paul Rudd, Nicholas Braun, Julia Garner, Tom Savini, Brian Balzerini, Tom Kruszewski.
Uscitagiovedì 14 febbraio 2013
TagDa vedere 2012
DistribuzioneM2 Pictures
MYmonetro 3,57 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stephen Chbosky. Un film Da vedere 2012 con Logan Lerman, Emma Watson, Ezra Miller, Mae Whitman, Kate Walsh, Dylan McDermott. Cast completo Titolo originale: The Perks of Being a Wallflower. Genere Commedia, - USA, 2012, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 14 febbraio 2013 distribuito da M2 Pictures. - MYmonetro 3,57 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 20 novembre 2017

Argomenti:  Film contro l'omotransfobia

Tratto da un romanzo diventato un cult generazionale, il film, diretto dallo stesso autore Stephen Chbosky, si incentra sul difficile percorso di crescita di Charlie, adolescente intelligente e insicuro, segnato da un passato doloroso. Il film ha ottenuto 2 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Noi siamo infinito ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 1,2 milioni di euro e 431 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,57/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,60
PUBBLICO 3,68
CONSIGLIATO SÌ
Un film nostalgico, pieno di ottima musica e di una poetica alla John Hughes.
Recensione di Boris Sollazzo
venerdì 8 febbraio 2013
Recensione di Boris Sollazzo
venerdì 8 febbraio 2013

Charlie Kelmeckis è un nerd che legge tanto e parla poco. Sguardo triste, due dolori, due perdite scavano dietro quel sorriso dolce di chi forse non sa aprirsi alla vita, ma ci prova con tutte le sue forze. Charlie è intelligente, ma la sua testa, a volte, vaga. Forse per non tornare dov'è stata. Charlie è soprattutto un adolescente, uno che sta vivendo un'età in cui tutto è drammatico ed entusiasmante. Soprattutto se davvero hai una tragedia che ti cova dentro mentre stai vivendo qualcosa di meraviglioso.
Della prima, non vi diremo. Potreste saperla solo se aveste letto "The Perks of Being a Wallflower", romanzo cult oltreoceano uscito nel 1999 a firma di Stephen Chbosky. Struggente racconto epistolare di un anno vissuto pericolosamente che diventa tredici anni dopo un film. E a dirigerlo è quello scrittore che sapeva far vibrare ogni corda, dell'animo e musicale, dei suoi lettori. Risultato: un gioiello, un film che aderisce a tutti e cinque i sensi, perché ti porta, se sei stato Charlie, al profumo della tappezzeria delle feste come a quello del tuo primo amore, alla vista terribile e straordinaria di quella scuola che è tutta contro di te, al gusto che hanno le prime esperienze, anche e soprattutto quelle proibite. All'ascolto della tua musica (da Bowie agli Smiths), quella che tu, ragazzo nato negli anni '70 hai riunito o regalato nelle compilation su audiocassetta, perché eri costretto a scegliere, selezionare, amare non avendo la playlist infinita e troppo facile di un iPod. E aderisce al tatto: perché un tappeto può essere troppo soffice in certe serate. E se sei fortunato, in un tunnel, tutto questo si riassume in pochi, indimenticabili secondi di una canzone che dovrete indovinare senza Shazam. E che è la hit della colonna sonora della vita di questo ragazzo, uno che lega la sua vita precedente e quella attuale con un vinile dei Beatles. Uno giusto, insomma.
Charlie vive i suoi 16 anni alla grande e lo deve a Patrick e Sam. Loro sono all'ultimo anno: lui è gay, lei quand'era matricola ha provato ogni esperienza, stupefacente e non. Insieme sono una squadra meravigliosa. In tutti i sensi: perché vuoi loro bene da subito, così fragili e coraggiosi, divertenti e improvvisamente sensibili. Perché i tre attori che li interpretano sono il meglio della loro generazione: l'anticarisma di Logan Lerman (lo sapevamo che Chris Columbus non poteva essersi sbagliato a sceglierlo per Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo) è frutto di un talento che passa per i suoi occhi e la sua postura, che magari sbocciano in una festa in cui decide di ballare, eroe di tutti gli sfigati del mondo perché vince la paura, e lo fa perché con lei ci convive ogni giorno. E con lui c'è Ezra Miller, uno che ha tenuto testa a Tilda Swinton in E ora parliamo di Kevin, che si è fatto notare in Afterschool e che qui è straordinario persino quando è la diva del Rocky Horror Picture Show. E che dire di Emma Watson? Già nella saga di Harry Potter era l'unica attrice vera tra gli interpreti minorenni, qui si consacra: con quella bellezza inusuale che ti mette spalle al muro, con l'inquietudine di chi ha deciso di reagire e farcela, quando tutti la schiacciavano sotto il peso dei suoi errori. Con quella dolcezza che non è mai mielosa, ma necessaria, naturale, irresistibile.
Noi siamo infinito è un film d'amore, nel senso più nobile del termine. Di quanto possa far male se dato nel modo sbagliato, di come possa unire anime gemelle e affinità elettive altrimenti destinate a rimanere divise, di quante forme abbia e soprattutto, come dice il prof di Charlie, un Paul Rudd come sempre perfetto anche in un piccolo ruolo, sul fatto che "accettiamo l'amore che pensiamo e crediamo di meritare". E se sei come Charlie, è sempre troppo poco. Se sei come lui, vivi pensando che lo meritino solo quelli che ami. Ma non il tuo. E quando cerchi di prendertelo o di dare quel sentimento puro (e duro) a qualcuno, lo fai ferendo qualcuno. Perché non sei abituato, perché non sai come essere felice.
C'è Alta fedeltà e c'è John Hughes dentro le parole e le immagini di Chbosky, ma c'è anche l'urlo allegro e malinconico di una generazione speciale, che ha vissuto il progresso, la musica a portata di mano, senza perdere quel gusto che la faceva rimanere un privilegio e non qualcosa che potevi avere solo con un clic del dito su una tastiera. Ed è la metafora di quel mondo, di questo cinema, di una storia che racconta che, come tutte le rivoluzioni, ogni adolescenza è diversa e originale, ma allo stesso tempo rimane una malattia endemica ed epidemica. Da cui peraltro, lo dimostrano le lacrime e i sorrisi che dedicherete a questa pellicola, nessuno vuole davvero staccarsi. Pur senza volerci tornare mai.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 9 febbraio 2013
QuandEroMatto

Pittsburgh, primi anni '90. Charlie (Logan Lerman, classe '92)  -buffo e taciturno 14enne- si approccia al primo anno di Liceo con la paura d'essere inghiottito da fantasmi e tragedie di una triste infanzia, d'essere soggiogato dalla misantropia nella quale è piombato dopo il suicidio di Michael, suo migliore amico: un colpo di pistola nel maggio scorso, nessun biglietto, [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
lunedì 28 gennaio 2013
 

Stephen Chbosky (regista, sceneggiatore, autore) è il co-creatore e produttore esecutivo del dramma post apocalittico Jericho che si è assicurato un posto nella storia della televisione quando in segno di protesta per la sua cancellazione, i fan inviarono all'emittente Tv che la trasmetteva più di 40,000 libbre di noci. Il suo primo romanzo, Noi siamo infinito. Ragazzo da parete, esce nelle librerie nel 1999.

Frasi
Sam: "Perché io e quelli che amo scegliamo persone che ci trattano come fossimo nulla?"
Charlie: "Accettiamo l'amore che pensiamo di meritarci!"
Dialogo tra Charlie (Logan Lerman) - Sam (Emma Watson)
dal film Noi siamo infinito
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

All'inizio pensi di essere capitato nell'ennesima teen-comedy americana, col ragazzo un po' introverso e sfigato che comincia il liceo, subito preso di mira dai bulli della scuola. Presto, però avviene l'incontro di Charlie con una coppia che gli cambierà la vita: la graziosa Sam e il suo fratellastro Patrick, gay esibizionista e sensibile. I due lo introducono in ambienti alternativi, lo portano a [...] Vai alla recensione »

NEWS
INFINITY
lunedì 30 dicembre 2019
 

Charlie Kelmeckis è un nerd che legge tanto e parla poco. Sguardo triste, due dolori, due perdite scavano dietro quel sorriso dolce di chi forse non sa aprirsi alla vita, ma ci prova con tutte le sue forze.

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