| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Vittorio Sindoni |
| Attori | Claudio Corinaldesi, Gea Martire, Xhilda Lapardhaja, Sophia Loren, Enzo De Caro Nicola Di Pinto, Antonella Di Monte, Francesco Paolantoni, Giovanni Carta, Francesco Montagna, Margareth Madè, Carla Cassola, Raffaele Esposito. |
| MYmonetro | 3,05 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 24 marzo 2010
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CONSIGLIATO SÌ
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Sophia Loren è considerata una diva. Soprattutto d'altri tempi ma, in un modo garbato ed elegante, anche dei giorni nostri. Di lei conosciamo bene i ruoli che ha interpretato al cinema ma sappiamo poco della sua vita privata. Le origini modeste della famiglia, i primi successi nel mondo dello spettacolo, seguiti da incontri fortuiti che hanno segnato il corso della carriera, sono solo alcune delle tappe di un'esistenza fuori dall'ordinario. Avvenimenti che sono rimasti nell'ombra, riempiendo solo qualche pagina di giornale, provocando l'inclinazione impicciona dei tanti ammiratori della Loren, senza soddisfarne la curiosità. La fiction di Vittorio Sindoni (regista scelto dall'attrice) racconta invece particolari di una sfera privata che cela dolori e sacrifici.
Per la prima volta veniamo a conoscenza del contesto nel quale è nata e cresciuta la protagonista, soggiogata dalle ambizioni della madre Romilda Villani e trascurata da un padre volgare e cafone. Sophia Loren interpreta la madre, Margareth Madè è invece la figlia. La recitazione di entrambe le attrici alza la media delle performance presenti generalmente nelle fiction televisive. E malgrado trucco e make-up - inevitabilmente - spropositati della Loren (è lei a recitare la parte della Villani, sia da giovane che da adulta), l'emotività del personaggio non viene penalizzata e riesce ad esprimersi con grande naturalezza. La passionalità che traspare dagli eventi dello sceneggiato è una cifra del carattere della protagonista, fuori e dentro al set. Dal ruolo sofferto de La ciociara all'annuncio smodato e gioioso dell'assegnazione dell'Oscar a La vita è bella di Roberto Benigni, ha sempre dimostrato sensualità e sfacciataggine, doti di una persona che conosce l'autenticità e non la vuole perdere di vista. In questo attaccamento alla realtà si annida un altro merito della fiction: la volontà di raccontare una storia privata senza gonfiare eccessivamente gli episodi di pena. I dolori vengono narrati e mostrati con morbidezza, senza quei sentimentalismi che avrebbero avvicinato la biografia alla definizione di agiografia. Il rischio di eccedere in razionalità si blocca in tempo e non mette foce ad una sterilità narrativa fredda e insensibile. L'equilibrio tra i due eccessi viene interrotto solo di tanto in tanto, dalle tribolazioni del cuore indotte da Nicola Piovani, con una colonna sonora piacevole e piena di grazia.
Film scadente da tutti i punti di vista,recitazione pessima, attori che parlano un napoletano strascinato, nessun approfondimento, i personaggi sono abbozzati con grande superficialità. Se vogliamo sapere qualcosa di importane sulla vita della Loren, non dobbiamo vedere questo film. Ovviamente si salva dal disastro generale proprio lei che comunque è sempre una grande attrice.
Alla fine, Sofia Loren si fa prendere dalla commozione e non trattiene le lacrime: «Scusate», dice, «ma le cose sono dentro di noi e non si dimenticano». Le cose di cui parla la diva italiana più famosa nel mondo rappresentano la vita: la sua e quella di sua madre Romilda Villani, così come le ha viste e raccontate sua sorella Maria Scicolone nel libro «La mia casa è piena di specchi».