After Life - Qual è il tuo Ricordo più Bello?

Film 1998 | Drammatico, 118 min.

Regia di Kore'eda Hirokazu. Un film Da vedere 1998 con Arata, Erika Oda, Susumu Terajima, Takashi Naitô, Kyôko Kagawa. Cast completo Genere Drammatico, - Giappone, 1998, durata 118 minuti. Uscita cinema lunedì 29 giugno 2026 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,73 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 29 giugno 2026

Una riflessione sul ruolo della memoria e sulla potenza dell'immaginazione. Il film è stato premiato a Torino Film Festival, In Italia al Box Office After Life - Qual è il tuo Ricordo più Bello? ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 53,1 mila euro e 32,6 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,73/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA
PUBBLICO 3,46
CONSIGLIATO SÌ
L'indagine sull'uomo di Kore-eda sconfina nell'aldilà, in una riflessione originale sul significato dell'esistenza.
Recensione di Emanuele Sacchi
domenica 28 giugno 2026
Recensione di Emanuele Sacchi
domenica 28 giugno 2026

C'è un luogo di passaggio tra la vita e l'eternità, simile a un anonimo edificio amministrativo del Giappone del dopoguerra. Qui, le anime appena defunte vengono accolte da un gruppo di impiegati, anch'essi morti, con un compito molto particolare: scegliere un solo ricordo da portare con sé per sempre. Una settimana di tempo per decidere quale istante della propria esistenza meriti di diventare eterno. Una volta individuato, quel momento viene ricostruito come un set cinematografico e filmato. Sarà proprio quell'immagine a costituire il paradiso individuale di ciascuno.

Realizzato nel 1998, tra il folgorante esordio di Maborosi e il successo internazionale di Nobody Knows, After Life occupa una posizione centrale nella filmografia di Hirokazu Kore-eda.

È il film in cui il regista giapponese definisce con maggiore chiarezza i temi che attraverseranno tutta la sua opera: il rapporto tra memoria e identità, la fragilità dei legami umani, il confine sempre permeabile tra documentario e finzione. Ma soprattutto è il film in cui Kore-eda formula una domanda tanto semplice quanto vertiginosa: cosa resta davvero di una vita?

La risposta non passa attraverso alcuna riflessione religiosa. Pur ambientandosi nell'aldilà, After Life evita accuratamente ogni iconografia trascendente. Non ci sono angeli, giudizi universali o ricompense divine. Il paradiso diventa un archivio della memoria, amministrato da funzionari gentili e pazienti che ricordano più assistenti sociali che emissari del sacro. L'aldilà immaginato - e in qualche modo debitore di Scala al paradiso di Powell e Pressburger nella burocratizzazione dell'aldilà - da Kore-eda è profondamente laico e quotidiano: la vita eterna non coincide con la perfezione, ma con la conservazione di un frammento di felicità.

Il dispositivo narrativo permette inoltre al regista di fondere la propria esperienza documentaristica con la finzione cinematografica. Molte delle testimonianze raccolte nel film derivano infatti da interviste reali che Kore-eda aveva realizzato chiedendo alle persone quale fosse il ricordo più importante della loro esistenza. Quelle confessioni vengono rielaborate e affidate agli interpreti, producendo un continuo slittamento tra realtà e rappresentazione. È un metodo che anticipa molte delle contaminazioni contemporanee tra documentario e fiction, ma che qui mantiene un'incredibile naturalezza.

Al centro del racconto si trova anche una riflessione sul cinema stesso. I ricordi selezionati non vengono semplicemente raccontati: vengono ricostruiti artigianalmente attraverso scenografie improvvisate, piccoli trucchi ottici, fondali dipinti e macchine del vento. È una celebrazione del cinema come fabbrica della memoria, capace di restituire autenticità attraverso l'artificio. Kore-eda sembra suggerire che ricordare significhi già mettere in scena il passato, reinventarlo, trasformarlo inevitabilmente in racconto. In questo senso After Life è uno dei film che meglio riflettono sul potere stesso dell'immagine cinematografica. Lo stile rinuncia a qualsiasi virtuosismo. La regia osserva con discrezione, privilegiando campi medi, dialoghi lunghi e un montaggio che lascia respirare il tempo. È un cinema che non cerca mai l'effetto, ma costruisce lentamente un coinvolgimento emotivo attraverso la ripetizione dei gesti quotidiani e l'ascolto dei personaggi. Anche quando affronta temi assoluti come la morte o l'eternità, Kore-eda mantiene uno sguardo profondamente umano, interessato alle esitazioni, ai rimpianti e alle piccole gioie che definiscono un'esistenza molto più degli eventi eccezionali.

Tra le pieghe del film emerge anche un'altra idea destinata a diventare centrale nella sua poetica: l'identità non è qualcosa di stabile, ma il risultato delle relazioni con gli altri. Molti personaggi faticano a scegliere il ricordo da conservare proprio perché scoprono di aver vissuto soprattutto attraverso gli affetti, spesso senza rendersene conto. La memoria individuale si rivela inevitabilmente una memoria condivisa.

Rivisto oggi, After Life appare come uno dei vertici del cinema di Kore-eda e uno dei più originali film sulla morte mai realizzati. Dove molta cinematografia occidentale tende a spettacolarizzare il passaggio tra i mondi o a trasformarlo in occasione di melodramma, il regista giapponese sceglie la sottrazione, la delicatezza, il silenzio. Non interessa immaginare cosa ci attenda dopo la fine, ma comprendere cosa renda degna una vita prima che finisca.
È forse questa la grande intuizione di After Life: non siamo la somma dei nostri successi o dei nostri fallimenti, bensì dei ricordi che scegliamo di custodire. E il cinema, come la memoria, continua ostinatamente a compiere lo stesso gesto: sottrarre un istante allo scorrere del tempo, per impedirgli di scomparire. Tra tutti i film di Kore-eda, è probabilmente quello che meglio definisce la sua idea di cinema: un luogo in cui i fantasmi non spaventano, ma continuano silenziosamente a vivere nelle immagini.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 1 luglio 2026
fabriziog

“After Life - Qual è il tuo Ricordo più Bello?” del giapponese Kore'eda Hirokazu non tratta artisticamente un tema nuovo, ma certamente lo affronta con una tonalità ben diversa da quella occidentale: il passaggio dalla vita alla morte. Da “Il Paradiso può attendere” degli americani Warren Beatty e Buck Henry al nipponico “After [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 2 luglio 2026
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Qualche settimana fa a Cannes il già Palma d'oro (nel 2018 con Un affare di famiglia) Kore-eda ha presentato uno dei due film di quest'anno Sheep in te box e a Venezia forse presenterà il secondo, mentre in sala usciva l'inedito film d'esordio Maborosi (1995). Ecco ora il seguente (1998), After Life, che precisa il percorso nel "sentimento del tempo" della famiglia lungo una carriera: tra la morte [...] Vai alla recensione »

NEWS
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giovedì 25 giugno 2026
 

Regia di Kore'eda Hirokazu. Un film con Arata, Erika Oda, Susumu Terajima, Takashi Naitô, Kyôko Kagawa. Da lunedì 29 giugno al 1° luglio al cinema. Guarda il trailer »

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