| Titolo originale | Men in Black III |
| Anno | 2012 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Barry Sonnenfeld |
| Attori | Will Smith, Tommy Lee Jones, Josh Brolin, Jemaine Clement, Michael Stuhlbarg Emma Thompson, Michael Chernus, Bryan Basil, Nicole Scherzinger, Betty White, Gemma Arterton, Alec Baldwin, Sharlto Copley, Rip Torn, Justin Bieber, Tim Burton, Lady GaGa. |
| Uscita | mercoledì 23 maggio 2012 |
| Tag | Da vedere 2012 |
| Distribuzione | Sony Pictures Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,27 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 5 giugno 2012
L'agente Jay viaggia indietro nel tempo fino al 1969 per incontrare una giovane versione dell'agente Kay che sta ancora famigliarizzando con l'agenzia. In Italia al Box Office Men in Black 3 ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 6,2 milioni di euro e 2,6 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Boris l'animale è un alieno brutto, sporco e cattivo. Rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, ubicato addirittura sulla luna, riesce a fuggire e a scatenare il panico sulla Terra, a cui dichiara guerra. Ma il vero obiettivo del boglodito è uccidere l'agente K, che quarant'anni prima lo avevo sbattuto in prigione e privato di un braccio durante un conflitto armato. L'evasione di Boris risveglia vecchi fantasmi nel laconico e inespressivo agente K, a cui J prova a strappare, senza successo, confessioni e sorrisi. L'imminente attacco alla terra e la 'dipartita' di K, persuadono J a viaggiare indietro nel tempo, alla ricerca di un passato da modificare perché il futuro sia migliore e K un uomo finalmente felice e socievole. Precipitato letteralmente nel luglio del 1969, J assisterà in missione il giovane agente K, scoprendo dietro i segreti dell'universo quelli del suo cuore.
In anni di revival e di (ri)produzioni di emozioni mai vissute in prima persona, MIB 3 non fa eccezione, strappando un biglietto per il passato. Veste di vintage e naturalmente di nero il terzo episodio di Barry Sonnenfeld, che riporta sullo schermo i men in black e i loro alieni grotteschi, la fantascienza anni '90 e la cospirazione globale, l'invasione aggressiva e le straordinarie storie di immigrazione irregolare. Perché gli uomini in nero sono agenti governativi davvero speciali, che controllano nomi e dati di tutti gli alieni immigrati sul pianeta Terra, tra tormentoni e sparaflashate. La terza e tridimensionale avventura di K e J conferma naturalmente Will Smith e Tommy Lee Jones, l'ironia, il politically correct, il neuralizzatore, che cancella i ricordi e la certezza che tutto si può fare perché verrà poi dimenticato, gli alieni sotto mentite spoglie (Lady Gaga, Justin Bieber), la coolness dei protagonisti ma allo stesso tempo infila due innovazioni. La prima ha il volto imperturbabile di Josh Brolin, 'passato' fiducioso di Tommy Lee Jones, a cui l'attore californiano aderisce fisionomicamente doppiandone maschera e aura, la seconda ha il sapore della nostalgia e di un mondo passato, che sognava nuove frontiere e l'abolizione di ogni discriminazione razziale. Nell'America repubblicana di Nixon, a un passo dalla Luna, precipita l'agente nero di Will Smith a caccia di un 'rimosso' a colpi di pistole laser caricate a effetti speciali e citazionismo eccitato. Dopo la piattola in Edgar-abito e la modella carnivora in lingerie, il cattivo di turno è incarnato dal maori Jemaine Clement a cui si contrappone, per affabilità e mitezza, l'alieno Griffin di Michael Stuhlbarg, il serious man dei Coen spazzato dall'uragano.
Sequel e insieme prequel della saga di Sonnenfeld, Men in Black 3 cortocircuita presente e passato per rifare il futuro a partire dalla colonna sonora, che remixa "Love is strange" di Mickey & Sylvia con "Back in Time" del rapper Pitbull, raddoppia il senso di déjà vu, coniuga parodia e nostalgia, alza la temperatura emotiva, frequenta la Factory e rilegge l'arte pop di Andy Warhol, un MIB sottocopertura e talent-scout di alieni. A un pubblico giovanissimo, a cui difetta un'identità generazionale, Sonnenfeld regala quella di J, tuffato nel passato dai doccioni del Chrysler Building e determinato (e integrato) nell'America di Obama. Spielberg, produttore esecutivo dei men in black, affronta ancora una volta il mondo contemporaneo declinandolo al passato, citandolo al presente e cavalcando il vintage spazio-temporale alla ricerca dei sani valori americani e di un padre 'da uccidere' con una carica di affetto. Trionfano sul feticismo degli oggetti i tre protagonisti, che procedono a schermaglie pirotecniche e chiassose nell'orrore comico della storia, ristabilendo la pace contro l'irriducibile ostilità dell'alieno.
Appartengo a quello sparuto gruppo di persone che non ha visto gli episodi precedenti, quindi, credo di poter essere più obbiettiva di altri nel giudizio: un film divertente e godibile, con due protagonisti dal carattere opposto, legati, però, dal vincolo di un'amicizia più che fraterna, che li spinge a salvarsi a vicenda dall'attacco di Boris "l'animale" (doppiato superbamente da Pannofino).
Lunga vita a Men in Black! Gli agenti J (Will Smith) e K (Tomny LeeJones) devono salvare ancora il Pianeta Terra, ma qualcosa è cambiato: a preoccuparli non sono più gli alieni quanto un K irascibile e musone. La cura? Back in the days, anno “lunare” 1969: i destini sono reversibili, e il 69 aiuta. Mentre lo shuttle parte da Cape Canaveral, K (giovane è Josh Brolin), J e l’alieno Griffin devono lottare [...] Vai alla recensione »