| Titolo originale | Ricky |
| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia drammatica, |
| Produzione | Francia, Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | François Ozon |
| Attori | Sergi López, André Wilms, Julien Haurant, Eric Forterre, Hakim Romatif, Arthur Peyret, Mélusine Mayance, Marilyne Even John Arnold, Jean-Claude Bolle-Reddat, Alexandra Lamy. |
| Uscita | venerdì 9 ottobre 2009 |
| Distribuzione | Teodora Film |
| MYmonetro | 2,56 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 13 ottobre 2009
Quando Katie, una donna ordinaria, incontra Paco, un uomo ordinario, qualcosa di magico e di miracoloso avviene: una toria d'amore. Dalla loro unione nascerà un bimbo straordinario : Ricky. In Italia al Box Office Ricky - Una storia d'amore e libertà ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 126 mila euro e 47,9 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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L'undicesimo lungometraggio del cineasta francese (coprodotto dall'italiana Teodora) parte con una donna che racconta allo psicologo l'abbandono da parte di un uomo spagnolo. È Katie (la brava Alexandra Lamy) che vive in una periferia con la figlia Lisa e lavora in un laboratorio chimico. Un giorno sul lavoro incontra Paco (Sergi Lopez) ed è subito passione. Quando nasce il piccolo Ricky l'uomo, ormai trasferito nel piccolo appartamento con la compagna, pare tramutarsi nel convivente pigro e pantofolaio che delega tutto alla donna di casa. Il colpo di scena è l'apparire di macchie rosse che sembrano lividi sulla schiena del neonato mentre questi è affidato al padre. Katie comincia a dubitare di Paco finché questi se ne va. La situazione si complica quando a Ricky spuntano due alette da pollo senza piume che crescono a vista d'occhio. All'iniziale sconcerto, soprattutto quando il bimbo viene trovato sopra un armadio, segue il tentativo di madre e sorella di assecondare i voli del "freak". Finchè sono tra le pareti di casa tutto va bene, ma quando la creatura decolla nel bel mezzo di un supermercato e si culla nell'aria tra i neon dell'illuminazione la cittadina si accorge della stranezza: "un bambino telecomandato!" esclama un avventore.
Un melodramma sociale tra Ken Loach e Cantet che si trasforma in una storia grottesca e fantastica. Peccato che la metafora non funzioni e il film, dalla confezione apprezzabile, si riveli alla fine un esercizio di stile un po' sterile. Del resto Francois Ozon, regista di Ricky passato nella prima giornata del concorso di Berlino, ai ricalchi di lusso ci aveva già abituato da Sitcom a Gocce d'acqua su pietre roventi, da Swimming Pool ad Angel. Da possibile metafora di un rapporto d'amore involuto che produce una creatura anomala o della paura di generare mostri (alla Rosemary's Baby), l'espediente diventa curiosità quasi alla Elephant Man ma senza averne lo spessore. Così resta la sensazione che Ozon non abbia trovato il secondo scatto di fantasia per far volare anche la pellicola insieme al bambino.
Ricky è una fiaba e come tale va letta, contenendo tutti i meccanismi dello schema di Propp rivisitati in chiave post-moderna// Equilibrio iniziale (inizio):la protagonista, Kate,operaia, abbandonata dal compagno, vive con la figlioletta Lisa una vita grigia e depressa di periferia, illuminata un bel giorno dall’arrivo del nuovo amore, sentimentalmente e sessualmente abbastanza travolgente, Paco, [...] Vai alla recensione »
Lei è come un guerriero moderno. Vive nelle periferie, fa l'operaia. Si chiama Katie, ha una bambina che alleva da sola. Inforca il suo motorino come un cavallo e porta a scuola la figlia, poi la va a riprendere. Il casco che portano tutte e due è il simbolo di un'armatura con cui affrontano le giornate, più terribili della guerra dei trent'anni. L'appartamento senza ascensore in cima alle scale è [...] Vai alla recensione »