| Titolo originale | The Last Airbender |
| Anno | 2010 |
| Genere | Avventura, |
| Produzione | USA |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | M. Night Shyamalan |
| Attori | Noah Ringer, Dev Patel, Nicola Peltz, Jackson Rathbone, Shaun Toub, Aasif Mandvi Cliff Curtis, Dee Bradley Baker, Randall Duk Kim, John D'Alonzo, Summer Bishil, Damon Gupton, Isaac Jin Solstein, Francis Guinan, J.W. Cortes, Ben Cooke, Katharine Houghton, Seychelle Gabriel, Keong Sim, Jessica Jade Andres. |
| Uscita | venerdì 24 settembre 2010 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,45 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 28 aprile 2016
Solo l'ultimo dominatore dell'aria è in grado di respingere gli attacchi della Nazione del Fuoco. In Italia al Box Office L'ultimo dominatore dell'aria ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 5,7 milioni di euro e 2,2 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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In un mondo fantastico dove pace e prosperità si reggono sull'armonia fra gli elementi della natura, quattro nazioni gestiscono il controllo di ognuno di essi: Nomadi dell'Aria, Tribù dell'Acqua, Regno della Terra e Nazione del Fuoco. L'equilibrio fra i quattro regni è garantito dall'Avatar, una figura in grado di comunicare con gli Spiriti del mondo e di reincarnarsi ogni volta nel corpo di un membro di una diversa popolazione. Quando l'Avatar scompare misteriosamente, il mondo diviene possesso della belligerante Nazione del Fuoco, che prima stermina tutti i Nomadi dell'Aria, poi sposta le sue mire verso le Tribù dell'Acqua. Un giorno, due giovani membri della Tribù, i fratelli Katara e Sokka, trovano durante una battuta di caccia un gigantesco mammut e un ragazzo intrappolati nel ghiaccio. Il giovane risponde al nome di Aang ed è l'ultimo sopravvissuto dei nomadi dell'Aria.
La storia de L'ultimo dominatore dell'aria potrebbe benissimo essere tratta da uno dei fumetti che ossessionavano il personaggio di Samuel L. Jackson in Unbreakable. L'idea della predestinazione, le responsabilità dell'eroe e il peso dell'armonia del mondo, gravano sulle coscienze degli eroi di Shyamalan perfino da prima che lo Spider-Man di Sam Raimi vi intessesse sopra la sua tela. È per questo che, nel passare dalle fairy tales più oscure e autoriali a quelle improntate al blockbuster per l'infanzia, Shyamalan si è approcciato alla storia di un giovane bonzo incapace di accettare il suo destino di messia e si è addentrato nella mitologia pop di un cartone animato figlio della globalizzazione, dove le filosofie orientali confluiscono nello schema del romanzo di formazione occidentale. La matrice in questione si chiama Avatar (dal nome dell'incarnazione della divinità induista) e, curiosamente, è proprio nel tentativo di accostarsi all'estetica tecnocratica dell'omonimo film di James Cameron che L'ultimo dominatore espone i propri difetti. Difetti relativi agli eccessi di zelo di un autore impaurito dalle nuove tecnologie più che da fantasmi, alieni o forze oscure della natura; incapace di opporsi a un uso posticcio e autolesionista della stereoscopia o di tagliare il cordone ombelicale dei rimandi obbligati al Signore degli anelli.
Ma se il salto in avanti verso la contemporaneità non gli riesce pienamente, quello teso all'indietro verso il fantasy puro e godibilmente kitsch del passato risulta invece particolarmente aggraziato. Shyamalan evita la fraseologia esoterica e la solennità ingombrante dei fantasy aggiornati all'era di Peter Jackson. Del cartoon originale conserva l'elementarità dell'intreccio (un mondo diviso fra i cattivi della Nazione del Fuoco e i buoni della Tribù dell'Acqua) e la complessità dei caratteri (i dilemmi di Aang e i tormenti della nemesi di Zuko, il figlio disconosciuto del Re del Fuoco), per mettere enfasi sul contenuto morale della storia. Per questo, anziché privilegiare l'estetica del montaggio brutale, le sue sequenze d'azione si costruiscono in post-produzione come un lungo e sinuoso piano-sequenza, un movimento perpetuo che scandisce e isola il peso e il tempo di ogni mossa delle varie arti marziali praticate. Nell'estrema linearità del racconto, anche i flashback vengono introdotti con l'esplicitazione "démodé" del primo piano, così che ogni elemento narrativo sia in armonia con il tutto. In quanto "ultimo dominatore" delle fiabe nel cinema contemporaneo, Shyamalan tenta di riportare il fantasy alla sua essenza, a un livello di fruibilità tradizionale e a un'etica genuina. Se fallisce, lo fa solo laddove tenta di "dare profondità" alle trame oscure della perdita dell'innocenza attraverso la sofisticazione delle protesi tecnologiche.
I percorsi didattici
» All’inizio del film scopriamo che un tempo le quattro Nazioni vivevano in pace. Poi la Nazione del Fuoco ha rotto l’equilibrio esistente e ha iniziato a sopraffare le altre popolazioni. Quanto è importante secondo te mantenere un equilibrio, un bilanciamento? È importante solo per gli eventi esterni o anche per noi stessi?
» Avrai notato che, mentre Zuko si arrabbia molto facilmente, Aang cerca di mantenere la calma e la concentrazione. Secondo te questi due diversi atteggiamenti hanno qualcosa a che fare con quell’equilibrio di cui hai letto nel precedente percorso?
» Katara è una supertosta: combatte per i suoi ideali, non ha paura di assumersi responsabilità. E ha un gran cuore. Per te può rappresentare un modello? O preferisci le ragazze un pò più “tranquille”?
» Zuko “deve” essere cattivo: solo dopo che avrà catturato l’Avatar il padre lo riaccetterà come figlio. Trovi giusto questo atteggiamento da parte del re? Quanta sofferenza interiore provoca a Zuko? Pensa alla scena in cui il ragazzo accarezza tristemente la foto della sua famiglia lontana …
» Aang a un certo punto dice: “la terra è un’estensione di ciò che sei”. Secondo me significa che rispettare la natura equivale a rispettare noi stessi. Se l’equilibrio (di nuovo questa parola così importante) e l’armonia con ciò che ci circonda e ci nutre viene a mancare, noi esseri umani siamo perduti. Tu sei d’accordo con la mia interpretazione?
» Secondo la nonna di Katara e Sokka, la Nazione del Fuoco teme così tanto Aang perché può insegnare alle persone a usare il cuore, ed “è nel cuore che tutte le guerre sono vinte”. Ha ragione?
» Le arti marziali rappresentano l’ossatura del film. Più che un metodo di difesa/combattimento, l’arte marziale è un vero e proprio stile di vita: trasmette valori come il rispetto e la disciplina, aiuta a conoscere meglio se stessi e le proprie potenzialità. Se questo mondo ti affascina e se vicino a casa tua organizzano corsi di ju jitsu, karate, tai chi o taekwondo, perché non chiedi ai tuoi di accompagnarti a una lezione di prova?
» Se invece vuoi approfondire l’argomento stando comodamente sul divano di casa, aspetta il dvd di “Karate kid – La leggenda continua”. Capirai quanto l’arte marziale aiuti a crescere.
» Molte scene del film sono state girate nello splendido villaggio di Ilulissat, principale attrazione della Disco Bay, sulla costa occidentale della Groenlandia. Avrai notato l’immenso ghiacciaio galleggiante, il mare blu, gli abiti anticongelamento dei protagonisti (d’inverno la temperatura tocca i meno sessanta gradi). Prova a saperne di più su quest’isola artica, la più grande del mondo, nota anche per il fenomeno astronomico del “sole di mezzanotte”.
Dopo aver visto la serie di "Avatar: The Last Airbender" in cartone animato dimenticatevi di vedere questo film...il riassunto di questa prima stagione è penoso e ora vi spiego perchè: 1. il primo tempo dura circa 1 ora e racchiude ben 19 puntate della serie statunitense, risultato(?!) si passa da una scena all'altra, pardon, da un villaggio all'altro senza alcun collegamento e inoltre saltando [...] Vai alla recensione »
L'ennesimo primo capitolo dell'ennesima saga cinematografica a metà fra il fantasy e l'esoterico, questa volta firmata dall'autore de Il sesto senso e The village e basata su una serie tv a cartoni animati, Avatar: the last airbender (niente a che vedere con il film di James Cameron). Il protagonista è un bambino predestinato in quanto unico essere vivente capace di dominare tutti e quattro gli elementi: [...] Vai alla recensione »