| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Russia |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Aleksey Balabanov |
| Attori | Agniya Kuznetsova, Aleksey Poluyan, Aleksey Serebryakov, Leonid Bichevin, Yuri Stepanov Natalya Akimova, Mikhail Skryabin, Leonid Gromov. |
| Uscita | venerdì 9 maggio 2008 |
| Tag | Da vedere 2007 |
| Distribuzione | Archibald Enterprise Film |
| MYmonetro | 3,40 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 23 aprile 2015
Il capitano di polizia Zhurov si ritrova a indagare sulla scomparsa della figlia di un segretario distrettuale dl Partito Comunista e su un brutale assassinio. In Italia al Box Office Cargo 200 ha incassato 5,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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URSS, 1984. Mentre il regime sovietico è agonizzante e pesanti aerei da carico riconducono in patria le salme dei soldati sacrificati in Afghanistan, un professore di ateismo scientifico, in viaggio verso la casa materna, è costretto da un guasto alla macchina a chiedere asilo e aiuto a un ex galeotto che crede nell'anima e sogna La città del sole. Nella baracca convergeranno vite e miserie di un giovane trafficante di vodka, della sprovveduta figlia di un segretario distrettuale del partito comunista, di un meccanico vietnamita e di un capitano di polizia violento e delirante. Madri folli di figli impotenti e padri colpevoli di figli innocenti guardano alla televisione il futuro in bianco e nero della nazione.
Dopo il dittico dei "brothers" (Brother e Brother 2), ambientati (il primo e parte del secondo) nella Russia postcomunista che corre verso il dollaro e la globalizzazione, Alexey Balabanov gira un film duro e "materiale", che attinge alla cronaca e all'esperienza personale. L'invenzione autoriale interviene sulla realtà per raccontare il declino irreversibile del sistema comunista, cancellato dai nuovi processi economici e politici. Come la "Città del sole" di Tommaso Campanella, vagheggiata e introdotta da un ex galeotto, il film di Balabanov è imperniato sul dialogo sempre ubriaco (di vodka, chiacchiere o follia) tra due fratelli, tra un malvivente e un docente universitario, tra un capitano di polizia carnefice e la sua giovane vittima.
Superando le note realistiche sulla vita dei suoi personaggi nell'Unione Sovietica e calcando il cinismo e la disperazione che caratterizzano i loro comportamenti, Cargo 200 espone con lucida ma anche orrorifica essenzialità la mancanza del conflitto morale. Individuo e sistema viaggiano insieme, su una Simca o su un sidecar. Un omicidio e uno stupro non fanno appello al senso di giustizia, non indignano ma si perpetrano incessantemente. Perché nel macabro guignol di Balabanov latitano gli esseri umani e dominano gli zombi in divisa scaricati da enormi aerei da carico. I militari in decomposizione errano senza pace, contaminando i vivi: gli ateisti convertiti dal battesimo e i giovani (in t-shirt) arricchiti alle porte della Perestrojka. Un film organico, privo di ammorbidimenti e di tentativi di apertura al pubblico, a cui chiede un buon "carico" di coraggio.
Crudo, sporco, malato, greve, violento, sadico, ultradecadente. Molto di tutto ciò per descrivere il film. Non per tutti, ma per quelli che possono guardarlo è un film eccellente con buon ritmo narrativo e ottime interpretazioni. Certamente fuori dal comune, ma attenzione perchè per qualcuno potrebbe essere di difficile digestione.
"Quando non ci sarà più posto all'inferno, i morti cammineranno sulla terra" recitava La notte dei morti viventi. E magari calpesteranno il suolo del nostro pianeta con delle scarpe da ginnastica. Anche se sono dei soldati. Un milite non ignoto torna cadavere dalla guerra in Afghanistan del 1984 in un'Unione Sovietica decisamente ignobile. Quando lo tirano fuori dalla bara (e non vi diciamo perché) [...] Vai alla recensione »