| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia, Francia |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Mehdi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Kátia Lund, Jordan Scott, Ridley Scott, Stefano Veneruso, John Woo |
| Attori | Maria Grazia Cucinotta, Peppe Lanzetta, Kelly MacDonald, Ernesto Mahieux, Giovanni Mauriello Jake Ritzema, Qi Ruyi, Vera Fernandez, Francisco Anawake, Wenli Jiang, Jiang Wu, Uros Milovanovic, Vladan Milojevic, Hannah Hodson. |
| Uscita | venerdì 3 marzo 2006 |
| Tag | Da vedere 2005 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 3,09 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 6 dicembre 2017
Attraverso sette prospettive diverse, in sette paesi diversi, sette grandi registi scattano una drammatica fotografia della sofferenza infantile nel mondo. In Italia al Box Office All the Invisible Children ha incassato 93,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Fotografia della sofferenza infantile nel mondo. Attraverso sette prospettive diverse, in sette paesi diversi (Italia, Africa, Serbia-Montenegro, America, Brasile...), il comune denominatore è la condizione di degrado, incomprensione e stenti in cui molto spesso sono costretti a vivere i bambini, anche tra le mura di casa. L'infanzia rubata secondo sette registi, che prestano la loro voce ad un progetto, All the invisibile children, i cui proventi saranno devoluti al World Found Program dell'Unicef. Questo l'assunto iniziale che prosegue l'esperimento tentato con 11 Settembre, ovviamente con altre finalità. Ne esce però un film che va valutato da due punti di vista. Se lo si vede come un film "didattico", che vuole ricordare al mondo come i bambini siano diventati gli "ultimi", i dimenticati sotto molteplici cieli, l'operazione non può che meritare un consenso incondizionato. Se invece si vanno a "leggere" i singoli episodi allora ci si accorge che spesso il patetismo e un pizzico di retorica hanno preso la mano di registi altrove più asciutti e controllati. Proviamo a fare un esempio: scoprire un John Woo che ci racconta la storia di una piccola venditrice di fiori trovata da un vecchio neonata tra le immondizie e da lui allevata, messa a contrasto con la triste ricchezza di una sua coetanea non ci ricorda purtroppo (nonostante la bravura della piccola attrice) Il monello ma piuttosto una puntata strappalacrime di una soap girata ad alto livello. Proviamo allora a dire il bene e cioè a citare brevemente gli episodi meglio riusciti. Emir Kusturica ripropone il suo cinema-sarabanda con la storia di un bambino condannato a vivere con un padre brutale. Spike Lee racconta la tragedia dell'Aids che non risparmia i più piccoli anche nell'"avanzato" Occidente. Ma è soprattutto Katia Lund che centra l'obiettivo raccontando una giornata qualsiasi di bambini di strada brasiliani. La regista sa narrare pedinando i suoi protagonisti e colpirci davvero al cuore con la forza delle immagini di una miseria endemica che non sempre (fortunatamente) riesce a inaridire il cuore dei più piccoli.
Sette registi raccontano sette storie di bambini abbandonati, umiliati, costretti a una vita di stenti, bambini soldati o persi nelle favelas o nel sottosuolo di qualche megalopoli siatica. Bambini che rubano per qualche euo, costretti dalla violenza o dalla necessità. Sette sguardi lucidi che metteno in evidenza le responsabilità di un sistema adulto escludente anche e soprattutto per [...] Vai alla recensione »
«I miei film preferiti sono Ladri di biciclette e I quattrocento colpi. E non ne posso più di girare a Hollywood kolossal d’azione ad alto costo e bassa qualità. D’ora in poi, dirigerò solo rievocazioni storiche o remake dei capolavori francesi, voglio far riflettere», rivela il celebrato regista di Hong Kong, autore dei massimi successi del cinema miliardario e fracassone (Broken Arrow, Face/Off, [...] Vai alla recensione »