| Anno | 2004 |
| Genere | Biografico |
| Produzione | USA |
| Durata | 152 minuti |
| Regia di | Taylor Hackford |
| Attori | Jamie Foxx, Regina King, Kerry Washington, Curtis Armstrong, Patrick Bauchau Warwick Davis, Aunjanue Ellis, Kurt Fuller, Clifton Powell, Harry Lennix, Bokeem Woodbine, Sharon Warren, C.J. Sanders, Richard Schiff, Larenz Tate, Terrence Howard, David Krumholtz, Wendell Pierce. |
| Uscita | venerdì 21 gennaio 2005 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,59 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 1 marzo 2011
La vita di uno dei più grandi artisti della musica black. Ray Charles. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, In Italia al Box Office Ray ha incassato 1,7 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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This kid can do it. He is the One (Questo ragazzo ce la può fare. E' lui l'uomo giusto.).
Le parole di Ray Charles a Hackford, il regista di Ray, quando The genius ascoltò suonare Jamie Foxx al piano agli albori del progetto, sono la migliore sintesi di cosa rappresenti il film biografico su uno degli artisti che hanno inventato la black music. E non solo.
Ray si apre sui colori forti del profondo sud statunitense, durante l'infanzia del giovane musicista. La vita per i coloured, così come venivano chiamati negli anni'40 gli afroamericani, non è facile. L'unica via di scampo per fuggire dalla povertà è trasferirsi in città in cerca di fortuna. Non certo favorito dalla sorte per una malattia infantile che lo conduce alla città, il giovane Ray va all'avventura, sull'onda del Gospel e del Country. Gli anni passano e il successo inizia a crescere. Prima una piccola casa discografica, dove sono nati i primi pezzi, What I'd say, I got a woman, poi l'ABC, major che porta Ray Charles nelle case di tutti. Questa è la storia che conosciamo, ma
Ray, da biopic movie quale è, racconta, soprattutto, i lati oscuri dell'uomo Ray Charles. La schiavitù della droga e le relazioni controverse con le sue donne, cause di numerosi problemi fra cui un allontanamento per diverso tempo dalla scena musicale.
Di sicuro interesse per gli appassionati, Ray, corre il rischio di non essere compreso e accettato dai più, per affrontare temi prevalentemente legati alla cultura e a un periodo storico di un paese, che per tradizione è ancora lontano dal nostro. Il ritmo è lento, sincopato, e lo stile registico è canonico, descrittivo, se si eccettua per la fotografia, accurata e perfetta nei dettagli. Taylor Hackford lascia parlare il personaggio.
E' l'interpretazione di Jamie Foxx, a fare la differenza e a valere il prezzo del biglietto. Foxx, scelto per questo ruolo in seguito alla performance in Ogni maledetta domenica, suona il piano, come Ray, dall'età di 3 anni e da adolescente dirigeva un coro gospel. Nonostante non conoscesse nel dettaglio la musica del genio, l'attore, che rischia di vincere l'Oscar (grazie anche all'ottima performance in Collateral), ha frequentato scuole di braille, partecipato a sessioni di registrazioni soul e blues, e ha vissuto per dodici ore al giorno con gli occhi bendati, per capire realmente cosa significasse essere un non vedente. Non volevo solamente imitarlo, volevo catturare l'essenza del suo spirito, del suo modo di essere, ha dichiarato Foxx.
E' lui il mattatore, ed è impressionante come un film di due ore e mezza, possa reggersi sulle spalle di una persona sola. One man band. One man soul.
Tanta buona musica per il biopic dedicato a Ray Charles, capace di unire jazz. rhythm and blues e gospel, tanto da suscitare scandalo in chi vedeva il gospel esclusivamente come espressione religiosa. Ad interpretare Charles, venne chiamato Foxx che trovò molta ispirazione in questo ruolo, lasciandosi positivamente coinvolgere da questo mitico cantante.
Le biografie musicali sono roba delicata. Possono dare luogo a capolavori ("Bird" di Clint Eastwood), a pezzi di trovarobato ("De-Lovely"), a film politicamente ed esteticamente corretti. Ricade nel terzo caso Ray: "biopic" ufficiale che Taylor Hackford dirige da gentiluomo, accreditando la mitologia di "The Genius"; però senza dimenticare, nel sottofondo, il contesto civile e politico in cui l'irresistibil [...] Vai alla recensione »