| Titolo originale | Bad Santa |
| Anno | 2003 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | USA, Germania |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Terry Zwigoff |
| Attori | Billy Bob Thornton, Brett Kelly, Tony Cox, Lauren Graham, Lauren Tom, Bernie Mac John Ritter, Alex Borstein. |
| Uscita | venerdì 26 novembre 2004 |
| MYmonetro | 2,83 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 2 novembre 2015
Natale.Willie, alcolista deluso dalla vita, e Marcus, nanetto di colore, si vestono da Babbo Natale e da folletto per intrattenere i bambini nei grandi magazzini, e svaligiare il negozio alla vigilia di Natale. Qualcosa però va storto. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Babbo bastardo ha incassato 1,8 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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C'era bisogno di un Babbo Natale veramente bastardo, da chiamare mocciosi i bambini che siedono simpaticamente sulle sue ginocchia esprimendo desideri di regali festosi? La risposta è si.
Il film prodotto dai Coen Brothers fa ridere cinicamente, con le sue volgarità gratuite e il suo tasso alcolico da coma etilico.
Willie è il Santa Claus in questione, accompagnato da un simpatico nanetto di colore vestito da folletto. Entrambi trascorrono l'anno in attesa del mese di dicembre, in cui vestendosi da festa, assoldati dal department store del caso, divertono a modo loro i bambini che accorrono a frotte, per poi svuotare, la notte della vigilia, la cassaforte con il malloppo. Nell'anno in corso, Willie è sempre ubriaco, e il suo ruolo da Babbo che cammina a zig-zag, illuminato solamente da un bambino timido e grassottello che lo perseguita, insospettisce il gestore del negozio (un imbolsito John Ritter, pace all'anima sua) e il responsabile della sicurezza. Il colpo questa volta non è così semplice.
Caustico e irriverente nei dialoghi, con un Billy Bob Thornton perfetto, alcolista come nella vita, Babbo bastardo, o meglio Bad Santa, non sarà ricordato come il film dell'anno, ma è un perfetto antagonista dei film buonisti in sala a Natale. Non vi preoccupate, la dolcezza è garantita dal ragazzino monoespressivo che con i suoi rotolini di grasso, riesce perfino a conquistare un uomo che desidererebbe un figlio a forma di bottiglia di Bourbon.
Originale iperbole natalizia marcia fin dove si possa osare. Il massimo sarebbe stato assistere al lancio del titolo in periodo di natale, scelta che avrebbe avuto ritorni probabilmente più pesanti anche a livello di incassi; ai piani alti non hanno evidentemente avuto il coraggio di andare tanto oltre. Il pessimo Willie e il suo complice nano, rispettivamente Babbo Natale e gnomo aiutante, hanno inventato un particolare modo di far soldi: ogni anno si fanno assumere in un centro commerciale e mettono a segno un grosso colpo. Durante i preparativi devono riuscire però nel compito per loro ben più arduo di intrattenere i bambini, ansiosi di chiedere a Babbo Natale il proprio regalo. Pur essendo l'idea di base geniale e spassosamente sovversiva, l'impatto non è da subito godibile: attacco sballato, scostanza, ripetitività e battute di bassa lega, in una cornice da B-Movie primi anni'90, sembrano infossare quanto di buono viene proposto. Complice Billy Bob Thornton, che non fatica a regalare una grande prestazione, il livello della pellicola levita gradualmente verso altitudini insperate. Una volta scrollatosi di dosso il peso dell'inedito, il film sfrutta le proprie potenzialità fino in fondo coniugando al marciume, non più fine a se stesso, gag finalmente incisive. Il risultato è uno spaccato di cattiveria e cinismo a tratti eccessivo ma in media intelligente, capace di gettare quà e là spunti di riflessione tutt'altro che banali. In alcuni momenti la "scorrettezza" è forzata e le pecche citate in precedenza (autocitazione in primis) rendono la qualità del prodotto non certo eccelsa; nonostante ciò ci troviamo davanti a qualcosa di nuovo e piacevolmente dissacrante. E' il caso di tapparsi il naso e aggiungere una terza, sfacciata, stella.
A qualcuno l'idea di un Babbo Natale così infame farà rabbrividire. Scostumato, volgare , alcolizzato , ladro e anche un poco maniaco sessuale. Anche il resto del cast non esprime valori altissimi , con un nano altrettanto infame e corrotto accompagnato da moglie volgare , un sorvegliante imbroglione e tanti altri personaggi discutibili.
L'ostentato trasgredire l'ossessione tipicamente americana della "correttezza politica" fa evidentemente parte dello stesso gioco commerciale che ingoia tutto, in questa apertura anticipata delle danze natalizie. Padrini dell'idea di partenza sono i fratelli Joel e Ethan Cohen che avevano probabilmente in testa un modello che fosse a metà strada tra Groucho Marx e Walter Matthau, ma bisogna dire che [...] Vai alla recensione »