Presentato in concorso alla Berlinale, il film è uno spaccato delle contraddizioni dell'Iran e una storia d'amore e di coraggio. Dal 23 gennaio al cinema.
Vedova da una trentina d'anni, la settantenne Mahin non ha mai voluto risposarsi e da quando la figlia è partita per l'estero vive sola a Teheran nella sua grande casa con giardino. Stanca della solitudine, dopo un pranzo con le amiche che l'ha spinta a cercare la compagnia di un uomo, Mahin avvicina l'anziano tassista Faramarz, ex soldato anche lui destinato a restare solo, e con gentilezza lo invita da lei per passare una serata insieme. L'incontro inaspettato si trasformerà per entrambi in qualcosa d'indimenticabile.
Presentato in concorso alla Berlinale 2024 e dal 23 gennaio al cinema, Il mio giardino persiano di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha racconta "uno spaccato delle contraddizioni dell'Iran". "Delicatamente e crudamente politico" dice qualcuno alle prime proiezioni del film; "un film dal sapore amaro, ambientato nella Teheran dei giorni nostri, interessante perché mostra la vita di persone in età avanzata che devono combattere con le difficoltà e convivere con la solitudine enfatizzata dai limiti imposti dalle leggi scritte e non scritte della cultura persiana", commenta un altro spettatore.
Ecco le prime reazioni del pubblico alla visione del film:
- Delicato nel raccontare un amore che nasce tra due anziani soli e nel contempo molto puntuale nella denuncia di un sistema stupido, repressivo e feroce.
- Delicato e intenso - Un inno alla gioia, alla libertà, alla vita, alla vittoria sulla solitudine.
- Toccante ed emozionante, un modo delicato di rappresentare la resistenza all'oppressione delle donne nel regime iraniano.
- Delicato e commovente il film tratta con sobrietà il tema della solitudine e della vecchiaia e la ricerca di un po' di amore tra persone anziane.
- Bellissimo, un inno alla voglia di vivere e al coraggio necessario. Delicato e dolce nella sua drammaticità.
- Una storia coinvolgente, raccontata con poesia. Emozionante.
- Con delicatezza e coraggio, una storia di resistenza.
- Questo film è pieno di dolcezza, speranza e tristezza insieme.
- Delicato e intenso, pieno di sentimento, in uno stato dove regna la privazione della libertà.
- Sembra non accadere nulla di particolare e invece succedono tantissime cose; un film delicato, che tratta temi spesso considerati poco interessanti. Un piccolo gioiello.
- Piccolo delizioso film sulla resilienza delle donne che l'avranno vinta anche sugli ayatollah.
- Bello! I due attori superlativi. Storia commovente ma di un lirismo che la eleva a molto di più. Il tema della solitudine in vecchiaia trattato con intelligenza, delicatezza e rispetto.
- Un film delicato ma non facile, che parla di amore ma anche di politica mostrando una comune storia di solitudine in un paese difficile. Finale per certi versi prevedibile ma con sfumature inaspettate e soprattutto pieno di amarezza. Consigliato.
- Che delicatezza! Che eleganza! Piccoli sentimenti e piccoli gesti che fanno bella la vita, mangiare e bere insieme, aggiustare qualcosa per qualcuno in un paese senza libertà.
- Delizioso, profondo. La conferma di un cinema capace di addentrarsi con un bisturi nelle contraddizioni di una nazione dentro cui pulsa una società ben diversa da quella che il regime vorrebbe. Promosso.
- Uno sguardo quasi alla Kaurismaki da un paese in cui non ce lo aspetteremmo mai. Due solitudini che si incontrano e potrebbero unirsi felicemente ma il fato è sempre alla porta. In un Iran quasi deserto un ritratto di donne che potrebbe essere di qualsiasi paese.