Il regista dirige Robert Redford in The old man & the gun. Dal 20 dicembre al cinema.
di Fabio Secchi Frau
Credevano che il remake Il drago invisibile sarebbe stato il film che lo avrebbe fatto uscire definitivamente dal guscio del cinema indie. Così non è stato. David Lowery non si è trasformato in un ex autore indipendente. È rimasto quel che era. Le speranze nella Disney, e in quel suo tentativo di manipolarlo per reintrodurre al pubblico più giovane l'ennesimo rifacimento di uno dei suoi titoli classici, erano state mal riposte. La versione cool della commedia musicale del 1977 Elliott il drago invisibile non piegò minimamente l'uomo che aveva portato con successo al Sundance del 2013 l'ottimo Senza santi in Paradiso.
Raccogliere registi da quello che Hollywood definisce "indie oblivion" (l'oblio indie) per usarli come pupazzi degli Studios, si sa, non è una novità. Anzi, è una pratica molto usata dall'industria cinematografica americana anche con i registi europei! Ma Lowery, pur accettando, è stato uno dei pochi che sia riuscito a eludere ogni forma di pressante controllo sul suo lavoro, realizzando un film che fosse davvero suo e molto poco della Disney.
Ed ecco anche perchè è uno dei migliori nuovi autori indipendenti che ci siano in circolazione.