L'intimismo del regista declinato al viaggio di Ulisse.
di Francesca Zanardi
Alla ricerca di una vita migliore
C onstantin Costa-Gavras porta sul grande schermo Verso l'Eden, film applauditissimo in chiusura al 59esimo Festival di Berlino, da venerdì nelle sale italiane.
Protagonista Riccardo Scamarcio che abbandona per un attimo l'italian commedy e veste i panni di Elias, un emigrato in viaggio verso Parigi. Per l'interprete si tratta di una grande sfida perché per la prima volta si cimenta in un ruolo quasi muto: in tutto il film ha solo dieci battute.
Ambizioso anche l'obiettivo del regista greco che, a 21 anni di distanza da Betrayed - Tradita torna sul tema del razzismo. Questa volta però al centro della vicenda non c'è più l'uomo di colore, bensì un'icona di bellezza attraverso la quale è più facile immedesimarsi. Inoltre, la delocalizzazione spazio-temporale della vicenda cerca di elevare a universale il messaggio di Costa-Gavras: sullo sfondo un'Europa dai confini sbiaditi, i cui immigrati parlano una lingua inventata che si colloca a metà tra il francese e l'italiano: "Come fu per me 50 anni fa quando dalla Grecia arrivai a Parigi, – spiega – Elias dovrà superare i pregiudizi della società, che forse oggi si sono anche acuiti: in Italia c'è chi appoggia le ronde anti-clandestini e in Francia se un irregolare ne denuncia un altro, viene compensato con i documenti per la cittadinanza".
Constantin Costa-Gavras punta il dito contro i mass media che spettacolarizzano le violenze sessuali e gli sbarchi creando così un senso di paura intorno agli immigrati. "Si tratta di una percentuale di persone, alcuni di loro sono onesti e cercano una vita migliore", sottolinea il regista.
Ce la farà Elias a superare gli ostacoli e a fare breccia nel cuore del pubblico? Non possiamo far altro che aspettare il responso del box office del weekend.